Un dispositivo potrebbe polverizzare gli asteroidi

Un dispositivo potrebbe polverizzare gli asteroidi

Si chiama PI-Terminal Defense for Humanity e sarebbe un dispositivo in grado di polverizzare un asteroide e evitare distruzioni di massa.
Si chiama PI-Terminal Defense for Humanity e sarebbe un dispositivo in grado di polverizzare un asteroide e evitare distruzioni di massa.

Tanti film ne raccontano eventuali scenari catastrofici, ed effettivamente molte persone sono terrorizzate da qualcosa del genere: si parla di asteroidi, che forse ora potranno essere polverizzati prima dell’impatto sulla Terra. Tra le tante possibilità c’è per esempio 2022 AE1, un asteroide che si presupponeva avrebbe impattato la Terra nel 2023 (anche se questa possibilità è stata smentita): per questo motivo è stato sviluppato un sistema di difesa.

Inventato dal professore Philip Lubin dell’Università di Santa Barbara, California, si chiama PI-Terminal Defense for Humanity e a quanto pare sarebbe in grado di disintegrare un asteroide. La parola da usare in realtà sarebbe polverizzare, visto che quelle due lettere, PI, stanno per pulverize it.

In California è stato sviluppato un dispositivo in grado di polverizzare asteroidi

L’articolo pubblicato per il NIAC (NASA Innovative Advanced Concepts) Lubin spiega che questo dispositivo sfrutta un urto cinetico e esplosivo. Dotato di aste penetranti capaci di perforazione, in un secondo momento farebbero esplodere dall’interno l’asteroide, rendendolo a pezzi (con un diametro pari o inferiore a 15 metri l’uno).

asteroidi

Lubin spiega che l’efficacia dell’approccio dipende dal tempo di intercettazione in primis, ma anche dalla dimensione dell’asteroide. Sicuramente potrà contrastare asteroidi della classe di qualche centinaio di metri di diametro, ma già frammentarne uno ancora più grande eviterebbe pericoli legati alla distruzione di massa.

Questo approccio infine sarebbe efficacie anche con uno scarso preavviso: con cinque ore di allerta, sarebbe possibile distruggere un asteroide al pari di quello visto nell’evento di Tunguska (50 metri di diametro e 10 Megatoni di forza).

Nella speranza di non doverlo mai usare, ora sarà necessario capire il tempo di produzione di un dispositivo del genere – sempre se verrà prodotto. Per la sua efficacia nel mondo reale (e non sulla carta) sarà invece necessario attendere un evento simile (anche se con tutta probabilità PI verrà testato su asteroidi non in traiettoria per iniziare).

Fonte: UniverseToday
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Pubblicato il 2 mar 2022
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