Un faccia a faccia tra Jobs e Gates

I decani dell'industria informatica si presenteranno insieme in pubblico nei prossimi giorni, ad un meeting per i big del settore organizzato dal Wall Street Journal in California
I decani dell'industria informatica si presenteranno insieme in pubblico nei prossimi giorni, ad un meeting per i big del settore organizzato dal Wall Street Journal in California

Los Angeles – Steve Jobs e Bill Gates, i due volti più noti dell’industria tecnologica degli ultimi decenni, saranno a breve ospitati dalla prestigiosa D: All Things Digital , conferenza “per soli pezzi grossi” del mondo digitale che si tiene ogni anno organizzata dal Wall Street Journal . L’edizione di quest’anno, la quinta della serie, avrà luogo dal 29 al 31 maggio a nord di San Diego, e rappresenterà appunto l’occasione, tra le altre cose, di una chiacchierata tra i due guru fondamentali del rutilante settore dell’Information Technology mondiale .

L’articolo del WSJ che parla dell’evento lo definisce “storico” e senza precedenti, ma Boing Boing ricorda come in realtà i due si siano già incontrati di persona in diverse occasioni ufficiali, come accadde nel 2005, alla terza edizione della stessa conferenza (D3). Il reportage fotografico della cena di benvenuto mostra “Steve&Bill” fare comunella come amici di vecchia data .

A parte questo, se il nuovo incontro non sarà qualcosa di storico come pomposamente lo definisce il WSJ, di certo rappresenterà un’occasione di confronti tra due dei personaggi più influenti, importanti, rispettati e temuti dell’industria . I due si conoscono certo da tempo immemore, per il semplice fatto che sono stati i protagonisti principali della nascita e dello sviluppo del settore che ora guidano a capo delle rispettive aziende. Anche per questo sono gli involontari protagonisti di un celebre film, i Pirati di Silicon Valley , in cui le loro personalità spesso in conflitto vengono messe a confronto.

Dopo il rientro di Jobs in azienda, Apple è diventata leader indiscussa del mercato dei lettori multimediali portatili e ha risalito la china del settore PC con l’introduzione di macchine tecnologicamente all’avanguardia – e con l’investimento finanziario di 150 milioni di dollari da parte di Microsoft stessa – grazie alla filosofia vincente di una integrazione stretta tra le componenti hardware e software che è diventato il vero marchio di fabbrica della casa della Mela morsicata. Tanto che oggi, dopo aver venduto 100 milioni di iPod nel mondo , Apple si appresta ad espandere le proprie mire nel settore dell’elettronica di consumo con iPhone .

Microsoft, dal canto suo, dopo l’esplosione del fenomeno degli IBM compatibili e la successiva rivoluzione di Windows ’95, si trova ora in un momento altrettanto delicato della sua storia: la concorrenza di Google e degli altri grossi player della net economy si è fatta pericolosa come mai prima d’ora, e l’introduzione di Zune e delle console da gioco della serie Xbox ha sancito la volontà della società di cominciare a monetizzare anche la vendita dell’hardware, piuttosto che continuare sulla consueta strada di società produttrice di solo software.

Gates, al contrario di Jobs, si sta lentamente ma inesorabilmente allontanando dagli incarichi esecutivi di primo piano : attualmente è chairman di Microsoft, avendo lasciato l’incarico di CEO a Steve Ballmer . Le occupazioni di Gates si suddividono tra la promozione della società da lui messa in piedi e la cura degli interessi della Bill and Melinda Gates Foundation , la più grande organizzazione non profit del mondo, a cui non vengono comunque risparmiate pesanti critiche . Senza dimenticare le solite previsioni sul futuro della tecnologia e dell’informatica che non hanno mai fatto difetto al magnate.

Le posizioni dei due “grandi vecchi” dell’IT sono dunque decisamente diverse rispetto al passato, senza considerare che l’età passa anche per loro : “Bill” ha 51 anni compiuti e dal prossimo anno diverrà impiegato part-time della società che ha fondato, mentre “Steve”, a 52 anni suonati, ancora non molla la poltrona di CEO di Apple, il “posto” di designer-guru di prodotti di successo e – soprattutto – di genio della comunicazione tout court .

L’incontro al D5 rappresenterà idealmente anche un’occasione di colloquio tra due modi di vedere le cose e l’industria che oggi non appaiono poi così distanti come nel passato , fermo restando che sì, Microsoft rimarrà sempre la Windows-company e Apple la produttrice di Mac, iPod, iPhone e chissà cos’altro, con il corollario fondamentale del sistema operativo Mac OS X a seguire. Di notevole caratura anche il resto della compagnia, con pezzi da novanta del calibro di Eric Schmidt (CEO di Google), Steve Ballmer (CEO Microsoft), John Chambers (CEO Cisco), George Lucas (regista, produttore e sceneggiatore) e altri.

Alfonso Maruccia

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24 05 2007
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