Una clinica per drogati da videogiochi

Nasce un centro di recupero ad Amsterdam: oltre a curare tossicomanie da alcool ed altre sostanze, la clinica propone un programma di recupero per i malati di videogiochi
Nasce un centro di recupero ad Amsterdam: oltre a curare tossicomanie da alcool ed altre sostanze, la clinica propone un programma di recupero per i malati di videogiochi

Amsterdam – Le dipendenze sono un grave problema d’ordine psicologico: sostanze come alcool e cocaina possono distruggere un individuo. Ma è possibile dire lo stesso per i videogiochi ? I terapeuti della clinica Smith and Jones di Amsterdam ne sono convinti: la dipendenza da videogiochi , condizione patologica riconosciuta anche dai SERT italiani , può essere sconfitta con un programma di recupero mirato.

Il servizio offerto dagli specialisti olandesi punta al trattamento dei soggetti che non riescono a staccarsi dallo schermo di un computer e che hanno perso di vista la propria vita per rincorrere un’esistenza digitalizzata: le cure della clinica per ludomani si rivolgono infatti alle persone che arrivano a trascurare la propria vita sociale pur di passare molte ore armati di mouse, tastiera e videogiochi online.

Si tratta di un fenomeno estremamente diffuso nei paesi orientali , particolarmente in Cina ed in Corea del Sud . Il meccanismo che spinge molte persone ad “affogare” i propri problemi dentro un videogioco, spiega lo psicoterapeuta Kerry DeVries della clinica Smith and Jones, è lo stesso di chi usa sostanze chimiche o naturali per fuggire dalla realtà.

“È molto più facile rifugiarsi dentro un videogioco online”, dice DeVries, “piuttosto che affrontare i problemi della propria esistenza personale, lavorativa e sociale”. Invece di risolvere i problemi , molti dei soggetti che si sottopongono al programma di recupero di DeVries e colleghi “si affidano ciecamente al proprio videogioco preferito”.

Il vero problema insorge quando il videogioco crea il cosiddetto “rinforzo psicologico”: il ludomane trova piacere nel gioco ed ogni volta che si trova in situazioni difficili, proprio come spesso accade nelle tossicodipendenze, torna immediatamente al proprio intrattenimento digitale.

Il numero di studi accademici riguardo a questo “lato oscuro” dell’intrattenimento digitale è sempre più ampio. Alcuni paesi hanno addirittura lanciato strategie di prevenzione per tutelare i più giovani dall’incubo di questa nuova dipendenza postmoderna. Esagerazioni?

Tommaso Lombardi

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16 07 2006
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