Una pagina web come prova in giudizio?

di Cristian Pellegerini (Consulentelegaleinformatico.it) - Quando una pagina web può essere portata in giudizio affinché sia vagliata come prova all'interno di un procedimento? Lo ha spiegato la Corte di Cassazione. Ecco i dettagli


Roma – La massima giurisprudenziale tratta dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione, Sezione lavoro n. 2912 del 18 febbraio 2004, recita che “la copia di una pagina web su supporto cartaceo ha valore probatorio solo se raccolta con le dovute garanzie. Per la rispondenza all’originale e la riferibilità ad un momento ben individuato – Le informazioni tratte da una rete telematica sono per loro natura volatili e suscettibili di continua trasformazione. Va escluso che costituisca documento utile ai fini probatori una copia di pagina web su supporto cartaceo che non risulti essere stata raccolta con garanzia di rispondenza all’originale e di riferibilità a un ben individuato momento (Cassazione Sezione Lavoro n. 2912 del 18 febbraio 2004, Pres. Mattone, Rel. Spanò)” .

Il provvedimento va accolto positivamente poiché rappresenta il tentativo di porre una qualche certezza in ordine alle molteplici implicazioni, anche processuali, determinate dalle nuove tecnologie, ossia una materia sulla quale sino a poco tempo fa regnava un deserto normativo e giurisprudenziale che tanto ha animato i giuristi in interpretazioni quasi mai concordi, probabilmente dovute ad una diversa percezione e conoscenza del mondo digitale.

La massima sopra riportata, infatti, sancisce il principio secondo il quale una pagina web su supporto cartaceo, laddove soddisfi le caratteristiche della rispondenza all’originale e di riferibilità ad un momento ben individuato, ha valore probatorio.

Leggendo la sentenza dalla quale la massima è tratta, la suprema Corte non ha orientato la propria decisione in base al riscontro documentale rappresentato dalla pagina web su supporto cartaceo prodotta in giudizio e ciò spiega il perché nella sentenza non vi siano spunti di analisi ulteriori rispetto a quelli già auto-evidenti presenti nella massima. A riguardo si potrebbe soltanto aggiungere che la Suprema Corte abbia voluto tenere un basso profilo, profittando di altri elementi di causa per orientare la propria decisione e limitandosi ad affermare che comunque, la pagina web prodotta nel caso di specie, al di la della ritualità della produzione stessa, determinava risultanze coerenti con altre indicazioni già fornite in giudizio.

In buona sostanza è come se la Corte, onde evitare un’eccessiva esposizione su un argomento tanto delicato, avesse da un lato evidenziato l’irrilevanza della pagina web prodotta per determinare la propria decisione, per poi affermare che la pagina stessa, comunque, avrebbe trovato ulteriori riscontri sulla base delle altre prove prodotte. Questa impostazione, tuttavia, pone un dubbio: da un lato la Corte determina e massimizza le condizioni affinché una pagina web su supporto cartaceo possa costituire una prova in giudizio, dall’altro sembra legare tale valenza a condizioni ulteriori ed esterne al predetto documento, come i riscontri probatori.

Dunque, quale delle due? È sufficiente che la pagina web su supporto cartaceo abbia determinate caratteristiche oppure debbono sussistere ulteriori riscontri esterni a giustificazione delle risultanze che da tale prova possono essere tratte?
Il problema è tutt’altro che accademico poiché si discute dell’autosufficienza o meno della pagina web su supporto cartaceo (sia pure osservando le condizioni della riferibilità e rispondenza) per assumere valore probatorio. Invero, è auspicabile e logico propendere per una soluzione affermativa, visto che il contenuto della massima estrapolata dalla sentenza cita soltanto le condizioni “interne” al documento cartaceo mentre tace sui riscontri ulteriori ed esterni sopra indicati. Peraltro, le condizioni che la massima indica per il verificarsi del suddetto assunto, a ben vedere, non sono molto diverse dalle condizioni richieste ad una qualsiasi prova documentale per così dire “tradizionale”, ossia quella di fornire in modo inequivocabile elementi certi in ordine al contenuto del documento, come pure la riferibilità al suo autore. Peraltro, è l’asserita naturale volatilità delle informazioni tratte da una rete telematica ad aver giustificato la particolare attenzione della Suprema Corte al momento della raccolta delle informazioni stesse al fine di “certificare” la rispondenza e riferibilità all’originale.

Scendendo ancora di più nelle implicazioni concrete della scelta giurisprudenziale, è lecito domandarsi quali particolarità debba mostrare il supporto cartaceo per non essere contestato in ordine al riferimento temporale e alla rispondenza con la prodotta pagina web. Ovviamente chi intendesse produrre in giudizio un siffatto documento dovrebbe innanzi tutto domandarsi in che modo controparte ne potrebbe contestare la validità; senza dubbio, laddove il sito web riportasse la data di accesso, anch’essa riprodotta nel supporto cartaceo, ciò costituirebbe un primo elemento per rendere quanto meno più difficoltosa una ipotetica contestazione. Peraltro, non è detto che la pagina web riprodotta sia stata cancellata dal sito ove è stata estratta e ciò ne faciliterebbe la riconducibilità ed incontestabilità delle informazioni ivi tratte, senza contare che vi sono strumenti tecnici, ad uso dei gestori del servizio, che consentono di rilevare quando e chi ha avuto accesso a quel dato sito.

Appare lecito domandarsi, dunque, se il problema della riferibilità sia invero problema di chi produce il documento in giudizio o di chi intende contestarlo. In altre parole, ci si chiede se sia a carico di chi deposita una pagina web su supporto cartaceo, magari correlata della data di estrazione, a dover fornire maggiori elementi tecnici per fugare ogni dubbio sulla corrispondenza e riferibilità temporale alla pagina web medesima, oppure sia controparte a dover valutare gli accorgimenti per contestare la piena valenza probatoria del suddetto documento allorché la prova prodotta appaia genuina.

Sicuramente spetta a chi introduce il giudizio provare le ragioni a fondamento delle proprie richieste, ma è altrettanto vero che la mancata contestazione è di per sé comportamento processualmente indicativo e valutabile in senso positivo per il soggetto producente; pare insomma che si possa supporre e, in un certo senso auspicarsi, per ovvie ragioni di economia processuale, che il Giudice possa accontentarsi del documento prodotto e concedergli piena valenza probatoria in mancanza di esplicita contestazione.

Una diversa prospettiva dell’argomento trattato impone una precisazione, quanto mai doverosa, in merito alla possibile confusione della pagina web su supporto cartaceo con il documento informatico, in quanto essi differiscono concettualmente, materialmente e, soprattutto, hanno una valenza probatoria che si fonda su diversi presupposti.

Il documento informatico, infatti, è un atto che viene “parificato”, sia sotto il profilo sostanziale che processuale, al documento cartaceo in quanto corredato di specifiche caratteristiche previste dalla legge, senza tuttavia perdere la propria dimensione digitale. Tutto ciò significa che la pagina web su supporto cartaceo è la copia materiale di qualcosa di origine digitale, mentre il documento informatico è qualcosa che è e resta digitale, non ha bisogno di essere posto su supporto cartaceo per vedersi attribuita una valenza probatoria, né ci si pone il problema della riferibilità ad un momento ben individuato e della rispondenza all’originale.

Una volta chiariti tali aspetti, la massima sopra riportata, offre anche altri spunti di analisi poiché un’attenta e, forse maliziosa lettura, può rilevare la persistenza di un atteggiamento di sfiducia mal celato nei confronti del mondo web che si evince tra le righe della massima stessa.

Infatti, quanti sottoscriverebbero la precisazione fatta dalla Suprema Corte in ordine alla naturale volatilità delle informazioni tratte da una rete telematica? Volendo ipotizzare il risultato di un altrettanto ipotetico sondaggio, vi è da presumere che molti riterrebbero tale precisazione doverosa e addirittura ovvia, ma si potrebbe anche supporre che coloro che meglio conoscono l’ambiente digitale contestino che, in presenza di particolari procedure e di determinate competenze, la volatilità delle informazioni digitali sia più accentuata che non in un ambito, per così dire, tradizionale.

Ovviamente la Suprema Corte non ha un compito didattico in senso stretto, ma l’interprete non può esimersi dal sottolineare come il mondo digitale, nella fattispecie il mondo del web, non determini rischi “maggiori”, bensì rischi diversi dal cosiddetto mondo reale, la cui conoscenza e prevedibilità forse determina addirittura un ambiente di maggior sicurezza, specie se tutelato da una legislazione che ne favorisce lo sviluppo cogliendone le particolarità. Ne è un chiaro esempio la diffusa paura di effettuare pagamenti on line con carta di credito per l’incombente pericolo di vedersi intercettati per via telematica i dati identificativi e vedersi poi addebitare acquisti effettuati da altri. Orbene, nessuno contesta l’esistenza di tali rischi ma pochi sottolineano come la normativa vigente in tema di commercio on line consenta di “addebitare” gli acquisti non effettuati dal titolare della carta di credito integralmente a carico dell’istituto di credito intermediario, senza contare che tali operazioni di pagamento vengono normalmente effettuate tramite procedure tecniche che garantiscono un elevato grado di sicurezza contro l’intercettazione abusiva. Considerato tutto ciò, non è forse più pericoloso portare con sé la carta di credito rischiandone lo smarrimento o la clonazione al momento di un acquisto presso un qualsiasi locale commerciale? In tali evenienze, nessuno opererà alcun rimborso, eppure tale rischio è considerato minore di quello “garantito” dallo strumento telematico, ciò che evidenzia quanto il deficit culturale in ambiente digitale porti a conclusioni e comportamenti addirittura paradossali. Attraverso l’esempio del pagamento on line con carta di credito non si vuole, giova ribadirlo, asserire l’assoluta sicurezza delle transazioni on line, ma soltanto evidenziare come falsi assunti allarmistici se non addirittura terroristici, debbano essere denunciati.

Ciò ci consente di ribadire, come anche la “naturale volatilità” delle informazioni presenti in rete asserita dalla Suprema Corte, sia una premessa non contestabile in senso stretto, ma che comunque va valutata con particolare attenzione proprio perché può prestare il fianco ad interpretazioni assolutamente infondate che troppo spesso frenano lo sviluppo della rete a svantaggio degli utenti e della concorrenza.

Cristian Pellegrini
www.consulentelegaleinformatico.it

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  • Anonimo scrive:
    Domanda
    forse sbaglio ma il motivo non c'entrerà forse col fatto che videogiochi =soldie quindi vietandoli .. certe persone ... non possono lucrare ???
  • Anonimo scrive:
    [OT] Poco ortodosso? =)
    Trattandosi di Grecia, mi chiedo se la frase "...Ma è stata formulata in un modo talmente poco ortodosso..." sia un voluto gioco di parole.
  • Anonimo scrive:
    Perchè?
    Non capisco perchè l'Europa si batte così tanto per la diffusione di videogiochi che promuovono le scommese (tipo Poker etc). Ci sono i casinò per le scommesse (in Grecia parecchi e per tutti i livelli di stipendio)... Non servono quelli elettronici, nei bar e nelle sale giochi.I videogiochi normali invece ci sono (anche in Grecia), ma non causano la stessa dipendenza. Poi, devono spendere per le communità di recupero e lo sostegno di persone rovinate. L'Italia ne sa già qualcosa...
  • carbonio scrive:
    e se avessero ragione?
    "I videogiochi non influenzano i bambini.Voglio dire, se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione,staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltandomusica elettronica ripetitiva."Kristian Wilson, Nintendo Inc. 1989Forse hanno ragione loro;)
    • Anonimo scrive:
      Re: e se avessero ragione?
      - Scritto da: carbonio

      "I videogiochi non influenzano i bambini.
      Voglio dire, se Pac-Man avesse
      influenzato la nostra generazione,
      staremmo tutti saltando in sale scure,
      masticando pillole magiche e ascoltando
      musica elettronica ripetitiva."
      Kristian Wilson, Nintendo Inc. 1989

      Forse hanno ragione loro;)veroamentheChrist
    • Anonimo scrive:
      Re: e se avessero ragione?
      - Scritto da: carbonio

      "I videogiochi non influenzano i bambini.
      Voglio dire, se Pac-Man avesse
      influenzato la nostra generazione,
      staremmo tutti saltando in sale scure,
      masticando pillole magiche e ascoltando
      musica elettronica ripetitiva."
      Kristian Wilson, Nintendo Inc. 1989

      Forse hanno ragione loro;)Hai dimenticato una cosa:30 Aprile 1989: a Dortmund (Germania) si tiene il "primo" rave-party di proporzioni colossali, il May-day.Un campo all'aperto fu recintato con muri di casse acustiche, e la gente all'interno mangiava pasticche e ascoltava musica elettronica ripetitiva...Oops :D
  • Anonimo scrive:
    2 pesi e 2 misure come al solito
    cito:"è incompatibile con i principi del Trattato europeo sulla libera circolazione dei beni e servizi."be', allora perché in olanda si possono vendere droghe leggere e da noi no?
    • Anonimo scrive:
      Re: 2 pesi e 2 misure come al solito
      - Scritto da: Anonimo
      cito:
      "è incompatibile con i principi del
      Trattato europeo sulla libera circolazione
      dei beni e servizi."

      be', allora perché in olanda si
      possono vendere droghe leggere e da noi no?se non ci fosse l'olanda andremmo tutti a putt.ne......Ops.... anche quelle sono libere di circolare :D
  • Anonimo scrive:
    Allora via con la marijuana libera!
    Perchè i giochi a scommessa si e la marijuana no? Sono tutti e due vizi, sono tutti e due costosi, fanno tutti e due rinc*glionire.
    • Anonimo scrive:
      Re: Allora via con la marijuana libera!

      ...fanno tutti e due
      rinc*glionire.Mi sembra che di c*glioni che non fumano ci sia solo l'imbarazzo della scelta...
  • Anonimo scrive:
    i videogiochi vietati?!
    Boia,questi stanno peggio di noi! :D
    • Anonimo scrive:
      Re: i videogiochi vietati?!
      - Scritto da: Anonimo
      Boia,questi stanno peggio di noi! :Dno, stanno molto meglio.si vede lontano un miglio la capacità di arrangiarsi di chi NON è cresciuto con i videogiochi rispetto agli altri.Inoltre hanno uno spirito d'iniziativa quasi nullo e una maturità sensibilmente arretrata.
      • Anonimo scrive:
        Re: i videogiochi vietati?!
        - Scritto da: Anonimo

        Inoltre hanno uno spirito d'iniziativa quasi
        nullo e una maturità sensibilmente
        arretrata.ovviamente parlavo dei videogiochisti
        • Hyde scrive:
          Re: i videogiochi vietati?!
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          Inoltre hanno uno spirito d'iniziativa
          quasi

          nullo e una maturità
          sensibilmente

          arretrata.

          ovviamente parlavo dei videogiochistiTrollone.
          • Anonimo scrive:
            Re: i videogiochi vietati?!
            - Scritto da: Hyde


            Trollone."Esci dal tunnel el el el del divertimento oh oh oh":D
        • Anonimo scrive:
          Re: i videogiochi vietati?!


          Inoltre hanno uno spirito d'iniziativa
          quasi

          nullo e una maturità
          sensibilmente

          arretrata.

          ovviamente parlavo dei videogiochistiPensavo parlassi della classe politica italiana...
      • shevathas scrive:
        Re: i videogiochi vietati?!
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Boia,questi stanno peggio di noi! :D

        no, stanno molto meglio.
        si vede lontano un miglio la capacità
        di arrangiarsi di chi NON è cresciuto
        con i videogiochi rispetto agli altri.
        Inoltre hanno uno spirito d'iniziativa quasi
        nullo e una maturità sensibilmente
        arretrata.naaa siamo scarsini come (troll), quindi:1) spegni la playstation2) leggi e ispirati : http://members.tripod.com/aereo/entra.htm 8) 8) 8)==================================Modificato dall'autore il 05/04/2004 7.32.59
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