Una pagina web è opera dell'ingegno?

di Nicolò Ghibellini (consulentelegaleinformatico.it) - Uno sguardo giuridico su una questione fondamentale per il web, gravida di conseguenze, come la protezione dei contenuti pubblicati online da indebite ripubblicazioni


Roma – L’accostamento della pagina web alle opere dell’ingegno, presuppone una breve disamina del diritto d’autore, la cui disciplina è data dalla L. 633/1941. In particolare l’art. 1 tutela tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengano alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, a prescindere dalla modalità di espressione.

Fondamentale, ai fini dell’operatività della tutela, il carattere creativo: deve cioè essere caratterizzante l’apporto personale dell’autore in forza del quale l’opera avrà un quid novi rispetto a quello che era preesistente.

Il concetto di opera dell’ingegno, così come da principio concepito, deve essere rivisitato: originariamente infatti, l’interesse dell’autore allo sfruttamento dell’opera si esauriva nel riconoscimento di una esclusiva di produzione e distribuzione dell’opera stessa. L’avvento della digitalizzazione comporta la possibilità di una infinita ed incontrollata riproduzione delle opere nonché di una loro facile e veloce trasferibilità: si è assistito in pratica ad una progressiva dematerializzazione dell’opera dell’ingegno dato che si rende marginale l’utilità e l’utilizzazione dei supporti.

Sono innegabili gli aspetti positivi di tale fenomeno; non si deve però ignorare la necessità di adeguare le norme esistenti alla mondo tecnologico sempre in fermento: con specifico riferimento al rapporto tra autori e nuove tecnologie sono problemi reali tanto la difficoltà di controllo quanto l’ideazione di strumenti ad hoc per la tutela degli autori stessi.

Effettivamente la legge sul diritto d’autore, con le sue recenti modifiche, considera anche il progresso tecnologico: l’art.2 annovera tra le opere dell’ingegno degne di tutela anche i programmi per elaboratore e le banche dati accessibili mediante mezzi elettronici.

Venendo alla tematica oggetto di questo scritto, la legge nulla dice sulle pagine web: cercheremo di comprendere se esse rientrano nel concetto di opera dell’ingegno e se godano della conseguente tutela.

Per affrontare tale problematica bisogna però rispondere ad una preliminare domanda: la pagina web che tipo di opera è? Secondo l’opinione prevalente essa rientra in una nuova categoria di opere, le c.d. opere multimediali, cioè creazioni che combinano in un unico prodotto opere di generi differenti (parole, immagini suoni etc.), normalmente fruibili attraverso mezzi di comunicazioni (media) diversi, ma la cui coesistenza è assicurata da un formato omogeneo, quello digitale e da un programma.

In sostanza quindi tre sono le caratteristiche perché si possa parlare di opera multimediale: espressione in forma digitale, compresenza di diverse opere dell’ingegno e funzionamento grazie ad un software gestionale.

Quella parte della dottrina, particolarmente sensibile ai rapporti tra diritto e nuove tecnologie, ritiene che un particolare tipo di opera multimediale costituita da grafica, immagini,testi e suoni combinati tra di loro sia proprio il sito web.

Conseguentemente, considerando l’opera multimediale come proiezione tecnologica dell’opera dell’ingegno tradizionale e la pagina web come particolare espressione di creazione multimediale, a quest’ultima deve essere estesa la tutela dettata dalla legge 644/1941: sia che la pagina web venga scomposta nelle singole parti che la caratterizzano e sia che invece venga vista unitariamente.

Nel primo caso, testi, grafica, foto musiche etc., in quanto singole opere dell’ingegno, godranno di tutela autonoma e indipendente rispetto al tutto. Più articolato il discorso invece nel caso di opera multimediale quale opera unitaria e autonoma rispetto alle sue parti.

Le norme di riferimento sono gli art. 10 e 38 L. D.A., dove si parla di opere comuni e di opere collettive: se l’opera è comune, ossia il risultato del contributo indistinguibile di più persone, i diritto d’autore apparterrà a tutti i coautori in comune; se si tratta invece di opera collettiva, cioè il frutto dell’assemblaggio di opere o parti di esse che comunque hanno carattere di creazione autonoma, i diritti spetteranno al coordinatore senza che con ciò vengano pregiudicate le ragioni degli autori delle singole opere o delle parti utilizzate per la creazione collettiva.

L’interpretazione appena illustrata trova conforto anche nella giurisprudenza.
La questione da cui trae spunto la pronuncia del Tribunale di Bari (Trib. Bari, sez. Lavoro, ord. 5933/1998) riguarda proprio il caso di un soggetto che aveva creato un sito web (un giornale on-line) per la RAI vedendoselo poi usurpato di fatto dalla stessa azienda, senza che fosse a lui riconosciuta la paternità dell’opera.

Premettendo come oramai il giornale telematico debba essere pacificamente ricondotto ad un comune prodotto editoriale, il Giudice pugliese, a proposito della pagina web, afferma testualmente che “non possono sussistere dubbi di sorta sul fatto che l’opera in questione sia tutelabile in base alla disciplina del diritto d’autore” e ancora che “si è quindi senz’altro in presenza di un opera intellettuale di carattere creativo proteggibile in base alla legge sul diritto d’autore, tanto più ove si pensi che la Corte Suprema ha costantemente affermato che a tali fini è sufficiente la sussistenza di un atto creativo seppur minimo”.

Si comprende perché tale pronuncia sia spesso riportata come cardine della tutela giuridica delle opere multimediali quali opere dell’ingegno.

Pertanto nel momento in cui si identificherà l’utilizzazione non autorizzata dei contenuti di una pagina web come fattispecie disciplinata dal diritto d’autore, scatteranno i meccanismi di tutela corrispondenti: non solo l’autore potrà ottenere la sospensione dell’indebito sfruttamento del suo ingegno ma anche il risarcimento del danno il quale comprenderà danno emergente (lesione economica effettivamente patita) e lucro cessante (mancato guadagno derivante dall’utilizzo illegittimo).

Nicolò Ghibellini
www.consulentelegaleinformatico.it

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  • Pibo scrive:
    Smetto si comperare riviste e quotidiani
    Da tempo seguo l'evolversi della legge sull'editoria.Voglio farvi sapere che se la legge passerà e sarà obbligatorio registrare anche i siti amatoriali con nomina di direttori responsabili iscritti all'Ordine e compagnia bella, smetterò di acquistare in edicola le riviste (compresa Internet Magazine) e i quotidiani e mi dedicherò all'ippica, per protesta.Hai sentito Mantellini?
    • Anonimo scrive:
      Re: Smetto si comperare riviste e quotid
      - Scritto da: Pibo
      Voglio farvi sapere che se la legge passerà
      e sarà obbligatorio registrare anche i siti
      amatoriali con nomina di direttori
      responsabili iscritti all'Ordine e compagnia
      bella, smetterò di acquistare in edicola le
      riviste (compresa Internet Magazine) e i
      quotidiani e mi dedicherò all'ippica, per
      protesta.sai che cazzo gliene frega a lui?
  • Anonimo scrive:
    la vera internet farà come gli pare
    la vera internet si arrangeràcome sempre in modo anarchico.un micro sitoun linkun altro micro sitoi nwesgroupun blogbitzi e magnet link che pigliano dal p2pe freenet, se mai verràè ben lontano il bavaglio ... fortunatamente non siamo in Cina.
  • Anonimo scrive:
    Mi preoccuperò se proprio lo devo
    ...tanto secondo me è inutile starsi a fasciare la testa per un cosa acnroa così opinabile e fumosa...
  • Anonimo scrive:
    Un sito e' editoriale di per se
    Ma ci vuole davvero tanto a trovare una formula che specifichi con esattezza chi e' cosa ? E che cavolo
  • Anonimo scrive:
    Legge Editoria
    In data 9 aprile 2003, n. 70 è stato emesso un decreto legislativo (N.70) che precisa i termini relativi alla registrazione della testata giornalistica per i proprietari di siti web. In pratica la norma esclude tale registrazione se non nel caso si voglia accedere aparticolari finanziamenti. Il problema interpretativo della legge sull'editoria 62/2001 sembra sostanzialmente risolto dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70 (Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico) che all'art. 7, comma 3, dispone: "La registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62". Libertà di informazione nel web? Posso pubblicare "non periodicamente" notizie provenienti dalla mia città ?. La norma sembrerebbe chiara ma il parere di un esperto sarebbe di conforto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Legge Editoria

      Libertà di informazione nel web? Posso
      pubblicare "non periodicamente" notizie
      provenienti dalla mia città ?. Se a te pare normale non poterle pubblicare periodicamente...
      • Luca Schiavoni scrive:
        Re: Legge Editoria
        - Scritto da: Anonimo

        Libertà di informazione nel web? Posso

        pubblicare "non periodicamente" notizie

        provenienti dalla mia città ?.

        Se a te pare normale non poterle pubblicare
        periodicamente..... e aggiungo: Il problema non e' trovare o non trovare l interpretazione di un "esperto". Gli "esperti" hanno gia' dato fin troppe interpretazioni, ma poi ci saranno i giudici a scrivere le sentenze (vedi Armani.it.. o altri procedimenti che non nomino per decenza e perche' sono in corso). Giudici ed esperti che molto spesso non sanno neanche cosa sia internet, cosa sia un blog, cosa sia un aggiornamento in tempo reale, cosa sia un banner, cosa sia un clic. Insomma.. per chiudere un sito che dice qualcosa di "scomodo" sara' senz'altro piu semplice con una legge del genere, diventera' una aggravante il fatto che qualcuno "pubblica" su "internet" delle notizie senza direttore responsabile, senza pagare gabelle, senza "tutelarsi per forza"Per chiuderlo, ma non solo. Per zittirlo.Di fatto la legge sull editoria, proprio per la sua fumosità, e' di fatto una limitazione enorme della liberta' in rete, ed e' proprio per questo che PI da anni ne parla, sottolinea il suo pericoloso iter politico etc etc etc E' una limitazione dal momento stesso in cui tu ti stai ponendo il problema di "come" pubblicare "cosa", invece di sentirti libero di pubblicare quel che vuoi, ogni quanto vuoi, dove vuoi.Su una pagina, 1000 pagine, con una news, 1000 news, aggiornamenti in tempo reale, notizie della tua citta', consigli di bellezza, o perche' no.. un quotidiano informatico :)Altrove lo puoi fare (se escludiamo la Cina e altri regimi).In Italia a quanto pare stanno mettendocela tutta per farci sentire un po meno liberi (ma non dimentichiamo mai che il problema e' a monte, ovvero il dimenticato articolo 21 sulla liberta' di stampa, tradito da organizzazioni anticostituzionali... ma questo evidentemente non e' mai stato un grande problema per gli "italiani" che non andarono a votare neanche quel referendum...)sob:|ciao!LucaS
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