Una suoneria per le foto dei cellulari

Una proposta di legge statunitense per dare un tono a certi scatti indiscreti
Una proposta di legge statunitense per dare un tono a certi scatti indiscreti

Si insinuano nella quotidianità della folla che sciama, individuano un volto e lo catturano, consegnano immagini di ogni tipo al predatore del telefonino che le ha scattate. Che può scegliere di pubblicarle online e innescare reazioni di eventi dalle potenzialità disastrose.

Jason Pratt - Gabe and his camera phone Per questo motivo il deputato statunitense Pete King è tornato ad avanzare una proposta di legge che sappia dare voce ai telefonini : il Camera Phone Predator Alert Act , una volta legge, imporrà ai produttori di associare un segnale acustico allo scatto di ogni foto e di rendere impossibile la disabilitazione dell’allarme associato allo scatto. In questo modo, auspica King, tutti gli individui in camera potranno sciamare fuori dal campo visivo dell’indesiderato fotografo. O aggredirlo una volta finiti nel suo obiettivo.

La proposta di legge, si spiega nel testo, è rivolta soprattutto ai piccoli predatori di scatti : “Il Congresso ha rilevato che i bambini e gli adolescenti subiscono angherie per foto scattate in spogliatoi e in luoghi pubblici con l’uso di camera phone”. Foto che poi rischiano di riversarsi di telefonino in telefonino , di circolare in rete, di sfuggire al controllo della persona ritratta e di ripercuotersi sul diritto dell’individuo ad una reputazione che si sovrapponga ai propri comportamenti.

Se in alcuni paesi del mondo sono i gestori di esercizi pubblici a rischio ad aver imposto ai propri utenti l’obbligo di spegnere gli insidiosi terminali, in altri paesi si è provveduto a legiferare per prevenire gli scatti rubati a mezzo telefonino. È così che negli States l’intento di appropriarsi di un frammento della vita di un passante potrebbe dover essere segnalato con trilli e sferragliamenti di otturatori simulati: all’improvvisato fotografo verrà negata la possibilità di immortalare soggetti inconsapevoli.

Ma potrà cimentarsi indisturbato con i video: così come proposto in Corea del Nord, a differenza di quanto raccomandato dal Garante della privacy italiano, il testo della proposta di legge di King non contempla i camera phone dotati della possibilità di catturare clip. Se poi il predatore di immagini non si volesse rassegnare all’arte della fotografia, potrà dotarsi di una cam digitale: la proposta di legge investe il solo ambito degli smartphone. A vigilare sugli sconfinamenti della privacy potrebbero essere le miriadi di cam di sorveglianza poste a presidio degli spazi pubblici.

Gaia Bottà

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27 01 2009
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