Una tassa per dissuadere da IE7

Il sito australiano Kogan chiede soldi a tutti quegli utenti che intendono effettuare acquisti sulla piattaforma ma non si curano di aggiornare il proprio browser

Roma – Il sito di ecommerce e produttore australiano Kogan.com ha deciso di chiedere una quota pari al 6,8 per cento sul prezzo di ogni prodotto acquistato dagli utenti che impiegano il browser di Microsoft Internet Explorer 7 .

La decisione degli amministratori vuole essere un’aspra critica nei confronti di IE7, ma soprattutto di tutti quegli utenti che non hanno provveduto ad aggiornare il browser ad una versione successiva (Microsoft al momento permette il download di IE 9).

In questo modo, insomma, vuole incentivare fortemente i suoi utenti ad utilizzare altri browser, in modo tale da doversi concentrare a ottimizzare la piattaforma solo per Firefox, Chrome, Safari, Opera o una versione più recente di IE.

In pratica la critica di Kogan si concentra su quanto sia ormai datato il browser e sul fatto che, in quanto cittadini della Rete, “abbiamo tutti la responsabilità di rendere Internet un posto migliore”. ( C.T. )

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  • Talking Head scrive:
    Editing

    Contro DepositFiles si erano così scatenate sia la Motion Picture
    Association of America (MPAA) - che aveva chiesto al governo degli Stati
    Uniti di effettuare nuovi raid - che Perfect 10, società specializzata in
    contenuti per adultiLa forma è "Sia X sia Y", non "Sia X che Y". Di solito non mi interessa troppo, è una forma rozza ma non è un problema: è oramai molto diffusa, e non si considera certamente un errore.In questo caso però, con la doppia "sia X, che Y, che Z", con i due "che" con funzione diversa, la rendono davvero difficile da leggere.Guarda come suona meglio così:
    Contro DepositFiles si erano così scatenate sia la Motion Picture
    Association of America (MPAA) - che aveva chiesto al governo degli Stati
    Uniti di effettuare nuovi raid - sia Perfect 10, società specializzata in
    contenuti per adulti
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