Chi utilizza di più l’AI, gli uomini o le donne? A svelarlo è un nuovo report pubblicato da Similarweb, la stessa fonte che il mese scorso ha certificato la forte crescita di Gemini e la flessione di ChatGPT (attendiamo i dati di inizio febbraio). Lo ha fatto nel modo più obiettivo possibile, analizzando il traffico generato verso i siti dei chatbot più importanti, a livello mondiale.
Ci sono più utenti AI uomini che donne
La risposta alla domanda è nel grafico qui sotto: sono di più gli uomini che si affidano all’intelligenza artificiale. facendo una media, sono il 60%. È interessante notare come ogni servizio abbia percentuali diverse. Ad esempio, la quota raggiunge addirittura il 67% su Grok. Non sarà in qualche modo collegato ai milioni di immagini sessualizzate create con lo strumento?

ChatGPT sembra essere lo strumento AI più utilizzato dalle donne, lì sfiorano il 46% del totale. Ecco le percentuali nel dettaglio.
- ChatGPT: 54,1% uomini e 45,9% donne;
- Gemini: 58,7% uomini e 41,3% donne;
- DeepSeek: 61,5% uomini e 38,5% donne;
- Grok: 67,0% uomini e 33,0% donne;
- Perplexity: 58,7% uomini e 41,3% donne;
- Claude: 60,6% uomini e 39,4% donne.
Non è certo un divario di genere accentuato, lo dicono i numeri. A ogni modo, cosa potrebbe comportare? La conseguenza più diretta potrebbe essere quella legata all’addestramento che ognuno di noi fa, anche inconsapevolmente, utilizzando un servizio. Ogni feedback contribuisce alla sua evoluzione e un volume più elevato di riscontri provenienti dall’universo maschile potrebbe in qualche modo favorire la formazione di un’intelligenza artificiale più a misura d’uomo.
Cambiando argomento, ma restando nel territorio AI, un altro report interessante pubblicato in questi giorni da Similarweb è legato alla crescita del traffico generato verso Grokipedia, l’enciclopedia di Elon Musk. È aumentato in modo significativo nel mese di gennaio. Potrebbe aver partecipato al trend anche l’inclusione di citazioni nelle risposte generate da ChatGPT, come scoperto di recente.