USA, a morte la talpa di Wikileaks?

Il giovane soldato Bradley Manning è stato bombardato con altri 22 capi d'accusa da parte dei vertici militari statunitensi. Ora rischia la pena capitale per aver supportato il nemico, rilasciando online materiale riservato

Roma – C’è chi ha sottolineato come, al confronto, i problemi con la giustizia del founder di Wikileaks Julian Assange sembrino una spensierata passeggiata nel parco. Gli alti vertici dell’Esercito statunitense hanno recentemente bombardato, con 22 nuovi capi d’accusa , il giovane soldato Bradley Manning.

Arrestato nel maggio dello scorso anno, il militare statunitense era già stato accusato di aver trasmesso migliaia di informazioni riservate, in seguito alla divulgazione di materiale scottante da parte dell’ormai arcinoto sito delle soffiate. A denunciarlo alle autorità era stato Adrian Lamo , meglio conosciuto negli Stati Uniti come il cracker senza casa .

Manning era stato dunque rinchiuso a Quantico, in Virginia, appeso a otto capi d’accusa secondo la legge federale e due secondo il codice militare. Lo stesso Uniform Code of Military Justice avrebbe ora affibbiato altri 22 reati al giovane soldato, accusato in primis di aver supportato il nemico .

Non è tuttora chiaro di quale nemico stia parlando l’Esercito statunitense. Manning aveva consegnato alla Rete un video poi apparso su Wikileaks, un filmato dal titolo Collateral Murder che mostra un elicottero a stelle e strisce scagliarsi contro un gruppo di civili iracheni senza alcuna apparente giustificazione.

L’aver “aiutato il nemico” potrebbe ora costare al militare la pena capitale, sebbene lo stesso Esercito abbia mostrato intenzioni meno estreme. Bradley Manning rischierebbe – con una sentenza più morbida da parte della corte marziale – di passare la sua intera esistenza in carcere .

Tra i 22 capi d’accusa, quello relativo ai nemici è certamente il più pesante. Manning avrebbe anche rubato una pubblica proprietà, accusato inoltre di frode informatica e violazione del noto Espionage Act . Ovvero della stessa legge che il governo statunitense vorrebbe sfruttare per incriminare il founder di Wikileaks Julian Assange.

Ma l’Esercito statunitense non ha parlato di un diretto collegamento tra il sito delle soffiate e Bradley Manning. Secondo gli osservatori, i vertici militari vorrebbero sfruttare il caso di Manning come un esempio per tutti gli altri soldati. Evitando l’eccessivo clamore che solleverebbe una condanna a morte.

Mauro Vecchio

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