USA, chip sottopelle per gli immigrati

Lo propone VeriChip, che ha già ottenuto il via libera dalla FDA per la commercializzazione dei suoi rfid impiantabili. Una soluzione appoggiata dal presidente colombiano Uribe e da alcuni senatori americani
Lo propone VeriChip, che ha già ottenuto il via libera dalla FDA per la commercializzazione dei suoi rfid impiantabili. Una soluzione appoggiata dal presidente colombiano Uribe e da alcuni senatori americani

Washington (USA) – I chip sottopelle a radiofrequenze potrebbero essere una soluzione ad alta tecnologia per tenere sotto controllo il fenomeno dell’immigrazione. È la proposta di Scott Silverman, CEO di Verichip , un’azienda che già da tempo propone sistemi per il tracking di esseri umani.

“Abbiamo già parlato con molti funzionari del governo”, ha detto Silverman in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva FoxNews . Due senatori statunitensi, infatti, si sono già pronunciati a favore di questa drastica misura che obbligherebbe tutti gli immigrati ed i cosiddetti “lavoratori ospiti” a ricevere l’installazione del VeriChip al momento dell’arrivo in America.

Il VeriChip è uno dei pochi sistemi d’identificazione a radiofrequenza totalmente compatibile con l’organismo umano. Può essere inoculato direttamente sotto l’epidermide del braccio o della mano, senza bisogno di particolari interventi chirurgici. Grande come un chicco di riso, il VeriChip è molto simile ai dispositivi RFID utilizzati per identificare cani ed altri piccoli animali da compagnia.

Silverman conta sull’appoggio del presidente colombiano Alvaro Uribe, recentemente riconfermato alla guida del paese sudamericano: “Il presidente Uribe ha dato la propria disponibilità per obbligare i lavoratori colombiani che vogliono emigrare negli Stati Uniti a ricevere questo tipo di identificativo elettronico”, ha recentemente sottolineato il senatore Arlen Specter, rappresentante della Pennsylvania.

“I chip che produciamo”, ha detto Silverman, “al giorno d’oggi vengono utilizzati in molti ospedali “. Il CEO di VeriChip rassicura: “Gli impianti non emettono alcun segnale, contengono soltanto un codice univoco di 16 cifre che può essere letto da appositi scanner a distanza molto ravvicinata: io ne ho uno sull’avambraccio da circa tre anni”.

Tommaso Lombardi

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05 06 2006
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