USA, come funziona la terrolista?

Schedano, ma quanto schedano? I cittadini chiedono chiarezza e gli Stati Uniti rispondono consegnando il profilo del viaggiatore sospetto

Roma – Quanto vengono profilati i passeggeri in transito da e verso gli Stati Uniti? Qual è la reale dimensione dei record personali custoditi dal Department of Homeland Security (DHS) e analizzati attraverso l’ Automated Targeting System per estrapolare una valutazione di rischio sulla presunta tendenza terrorista del soggetto? Risponde, o per lo meno contribuisce a svelare una parte di mistero, Sherri Davidoff sul sito Philosecurity , che ottiene e pubblica i dati riguardanti un cittadino statunitense grazie al Freedom of Information Act .

Grazie al lavoro di Davidoff è dunque possibile gettare uno sguardo nella temuta e discussa lista anti-terrorismo federale e sui dati macinati dall’ ATS , cresciuta a dismisura nel corso del tempo fino a comprendere più di un milione di file e nota per avere una predilezione per gli estimatori di specialità arabe , e per non risparmiare nonni incartapecoriti e bambini ben al di sotto dell’età puberale.

Il report risultante , per quanto mondato di alcune porzioni per questioni di privacy, è rilevante per la sua capacità di spaziare da informazioni assolutamente inutili ai fini della difesa della madrepatria a buchi clamorosi in un sistema che si vorrebbe onnicomprensivo. Di ogni cittadino ATS conosce dunque i numeri delle carte di credito con relative date di scadenza, gli indirizzi IP usati per organizzare le sistemazioni del viaggio, la data di nascita e il numero di passaporto, le informazioni dell’agenzia di viaggi utilizzata, i dati delle camere in albergo, e parecchio altro ancora.

Il cervellone dell’ATS è puntiglioso al punto da voler sapere anche il tipo di posto preferito sull’aereo (finestrino o mediano), ma nulla può contro eventi banali e piuttosto comuni come la necessità di cambiare hotel una volta approdati sul sacro suolo statunitense – in questo caso ATS non registra e ignora bellamente la modifica in corso d’opera del tragitto.

E il bello è che quando si tratta di combattere in maniera concreta i terroristi (o presunti tali), a contare di più sono i cari, vecchi metodi del controspionaggio come le intercettazioni telematiche approntate dalla ubiqua National Security Agency . Senza le email carpite dagli agenti e poi date in pasto a una giuria inglese (tra l’altro non senza qualche ritrosia iniziale giustificata con la necessità di mantenere segrete le operazioni), infatti, tre uomini accusati di voler far saltare svariati voli transcontinentali avrebbero anche potuto cavarsela con poco sfuggendo alla condanna.

Alfonso Maruccia

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  • rudy scrive:
    spesso con furto dei dati personali
    vi aggiungo che inoltre la stragrande maggioranza pretende il consenso per la gestione dei dati personali anche al di fuori della transazione commerciale, di fatto usandoli poi per fini pubblicitari. questo nonostante la legge sulla privacy lo proibisca.di fatto quindi si impossessano dei vostri dati a sbafo. andrebbe fatta una bella pulizia da parte del garante con un po di multe, ma chi ci si mette? eppure spesso ho rinunciato a comprarer proprio per non volergli regalare i dati, e ne ho ricavato spam aggiuuntivo.
  • Nicola scrive:
    Troppa burocrazia aumenta i fuorilegge
    La statistica detta così rovina un po' il mercato giàdeturpato dail giornalismo becero di TV e giornali cartacei..Si sa che per fare notizia pbasta sputare statistiche. L'esempio del caso belga è molto valido.Però a mio avviso tante frasi tipo "calpestati i diritti del consumatore" sono date giusto per fare notizia e dare maggior credito alla ricerca effettuata...Tanto per fare un esempio: DIRITTI DEI CONSUMATORI CALPESTATI da migliaia di siti!!! (magari solo perchè non hanno presentato DPS oppure tante aziende che non hanno la P.IVA in homepage... Tutte cose che fanno statistica..Bisognerebbe essere un po' più seri e attenti nello sputare sentenze.
  • bepi scrive:
    pensiero
    io,ho fatto accquisti on line ma devo dire che non ho mai pagato piu del concordato, forse bisogna come dappertutto tenere un po' gli occhi aperti e leggere bene cio' che si desidera accquistare telefonare al venditore e vedere quale e' il suo prezzo,difatto ci sono tanti articoli on line e sui giornali che mettono in guardia, poi, puo' succedere che cio' accadda anche al piu esperto con cio voglio ribadire che se si parla chiaro e si legge bene e si pattuisce una cifra se non corrisponde si puo sempre rifiutare il pacco senza mandare nemmeno una lira al venditore che da gabbatore diventa a sua volta gabbato e anche passibile di denuncia per truffa...quindi facciano loro..
    • DarkOne scrive:
      Re: pensiero
      - Scritto da: bepi
      io,ho fatto accquisti on line ma devo dire che
      non ho mai pagato piu del concordato, forse
      bisogna come dappertutto tenere un po' gli occhi
      aperti e leggere bene cio' che si desidera
      accquistare telefonare al venditore e vedere
      quale e' il suo prezzo,difatto ci sono tanti
      articoli on line e sui giornali che mettono in
      guardia, poi, puo' succedere che cio' accadda
      anche al piu esperto con cio voglio ribadire che
      se si parla chiaro e si legge bene e si pattuisce
      una cifra se non corrisponde si puo sempre
      rifiutare il pacco senza mandare nemmeno una lira
      al venditore che da gabbatore diventa a sua volta
      gabbato e anche passibile di denuncia per
      truffa...quindi facciano
      loro..Veramente in genere il pagamento è con bonifico ANTICIPATO, quasi nessuno accetta il contrassegno.Il fatto è che nel momento in cui io decido di acquistare online, tutto deve essere chiaro e semplice. Scelgo gli articoli, scelgo la modalità di pagamento, spedizione e alla fine ci deve essere un riepilogo in cui è scritto a caratteri cubitali l'importo effettivo da pagare e in quanto tempo lo ricevi.Basta, questo deve essere. Se non è così è perchè si sta tentando di truffare e vanno multati salatamente. Altrimenti non ci sarebbe più convenienza ad acquistare online, io vado al negozio e prendo...
  • Funz scrive:
    E la lista dei siti buoni / cattivi?
    Hanno pubblicato i risultati dettagliati, così il cittadino si può regolare?Al massimo io ho trovato questo.http://ec.europa.eu/consumers/enforcement/sweep/electronic_goods/index_en.htmhttp://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/09/379&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en
    • Valeren scrive:
      Re: E la lista dei siti buoni / cattivi?
      Al tuo secondo link, (che è lo stesso citato nell'articolo), vai a "SECTION 4: LIST OF WEBSITES PUBLISHED BY NATIONAL AUTHORITIES".Qualcosa c'è - poca roba, si vede che è stata un'iniziativa dei singoli paesi.
  • iRoby scrive:
    Il tachometer
    Negozio online crucco (tedesco per i non "allitterati")Parlano quasi tutti inglese e gli chiedo in inglese:I want an electronic tachometer (rev counter) for my Harley.Voglio un contagiri elettronico per la mia Harley.si si lo abbiamo, mi prepara una fattura paypal con Harley Tacho Tachometer fur Harley FX, FLpago e cosa mi arriva a casa? Un contamiglia meccanico.In inglese tachometer = contagiriin tedesco tachometer = contamiglia (stessa parola una cosa diversa)in inglese odometer = contachilometriin inglese speedometer = contamigliaora in tedesco contagiri = Drehzahlmesser e contachilometri = Kilometerzähler ma perché ca%%o tachometer = contamiglia?? Ma soprattutto perché ca%%o io ti chiedo un tachometer in inglese (che è il contagiri) e tu mi mandi un tachometer in tedesco (che è il contamiglia)? E gli ho pure specificato il sinonimo inglese rev counter (contagiri).Ma vaffancu|o ai crucchi e a tutta la cruccolandia!Da oggi in poi compro solo in UK!
    • Valeren scrive:
      Re: Il tachometer
      Beh, immagino che se gli hai segnalato il disguido abbiano provveduto a sostituire l'articolo.Devono, poiché l'errore è loro.
  • Ste scrive:
    Come nei negozi "fisici" direi...
    A ben guardare anche in alcuni negozi "fisici" ci sono violazioni palesi dei diritti dei consumatori. O molto più spesso delle "furbizie" tali per cui qualche fregatura arriva.Così come per i negozi "fisici" anche per quelli virtuali non si può far di tutta l'erba un fascio. Anche online ci sono professionisti serissimi.E nemmeno il prezzo (da solo) è un indice di affidabilità: in giro ci sono alcuni store online che a fronte di un servizio pessimo mantengono prezzi comunque in linea con i negozi "fisici", se non addirittura più alti.Occorre saper scegliere.Ci sono sistemi di feedback, di commento, i forum di discussione...ecc. Insomma...prima di entrare in un negozio si cerca consiglio. Oltre ad utilizzare un po' di intuito.Ribadisco: nessuna differenza tra negozi online e offline.E allo stesso modo sul numero sarà sempre possibile prendere una fregatura, anche quando meno ce la si aspetta.Di furbi (o meglio dire str...nzi) è pieno il mondo.
  • Pippo scrive:
    Non l'ha ordinato il dottore
    Nessuno è obbligato a comprare online. Si vuole il risparmio a tutti i costi e poi ci si lamenta se non si è in grado di capire su cosa si è effettivamente risparmiato.Non esistono pasti gratis... l'eventuale intervento della comunità europea vorrebbe dire solo una cosa: prezzi maggiori in seguito.Francamente sono abbastanza stufo di dover sentire le solite lamentele di gente che non sa neanche allacciarsi le scarpe... per colpa delle quali mi ritrovo ogni anno che passa solo tasse più alte e sevizi non richiesti, peggiori.
    • mah scrive:
      Re: Non l'ha ordinato il dottore
      Non è quello il problema... lo sono le persone sbadate ed ignoranti, che devono capire che devono stare attente come nella realtà. Quando vai al negozio, prima di attraversare la strada, guardi se ci sono auto... non vai nel primo negozio che capita, ma guardi i prezzi, le offerte, i servizi. Lo stesso devi farlo su internet.
    • anonimo scrive:
      Re: Non l'ha ordinato il dottore
      - Scritto da: Pippo
      Nessuno è obbligato a comprare online. Si vuole
      il risparmio a tutti i costi e poi ci si lamenta
      se non si è in grado di capire su cosa si è
      effettivamente
      risparmiato.

      Non esistono pasti gratis... Non l'ha ordinato il medico di aprire un negozio online allora, ma che razza di discorsi.Questi hanno fatto una verifica per vedere la situazione generale e il comportamento dei negozianti. Ben venga! Non sono le lamentele di una massaia.
    • harvey scrive:
      Re: Non l'ha ordinato il dottore
      Che discorso del cavolo....Manco a te te lo ha ordinato il dottore di comprarti l'auto, quindi se te la rubano fanno bene?Non so se e' più un discorso da classico so tutto io o da squalo travestito
    • Valeren scrive:
      Re: Non l'ha ordinato il dottore
      Però l'ha ordinato la legge di fornire i dati indicati nell'articolo, necessari al consumatore.E quindi si adeguino.
      • Pippo scrive:
        Re: Non l'ha ordinato il dottore
        - Scritto da: Valeren
        Però l'ha ordinato la legge di fornire i dati
        indicati nell'articolo, necessari al
        consumatore.
        E quindi si adeguino.Altrimenti? che succede?... voglio proprio ridere.La legge non ha alcun valore se non si è in grado di farla rispettare.Anzi... è dannosa per i pochi onesti che la rispettano.
    • Pascquale scrive:
      Re: Non l'ha ordinato il dottore
      Il tuo discorso sottintende che e' diritto del commerciante truffare il cliente e che il cliente deve essere "furbo" altrimenti e' giusto che venga derubato.Mi pare una visione da "vu cumpra'" o da "accattatevi 'o watch made in svizzerlande" La guardia di finanza deve fare il suo dovere ed il consumatore deve essere difeso da leggi rigide.
      • Pippo scrive:
        Re: Non l'ha ordinato il dottore
        - Scritto da: Pascquale
        Il tuo discorso sottintende che e' diritto del
        commerciante truffare il cliente e che il cliente
        deve essere "furbo" altrimenti e' giusto che
        venga
        derubato.No, il mio discorso sottointende che tutte le stupide tutele per i consumatori fanno si che i commercianti furbi abbiano maggior margine rispetto a quelli onesti.Tutti a cercare il prezzo più basso pretendendo allo stesso tempo che mamma ue :'( ci difenda dai cattivi.Invece di stare con gli occhi aperti, informarsi e valutare con spirito critico si delega alla società quello che invece siamo più bravi a fare noi stessi.Le sciocche leggi di tutela sono un costo solo per chi è onesto e le rispetta... ma visto che la società non è in grado (e mai sarà in grado) di farle rispettare, costituiscono un enorme vantaggio per i disonesti.

        Mi pare una visione da "vu cumpra'" o da
        "accattatevi 'o watch made in svizzerlande"Semplicemente cerco di "capire" invece di "subire" la burocrazia europea


        La guardia di finanza deve fare il suo dovere ed
        il consumatore deve essere difeso da leggi
        rigide.Sbagliato, il consumatore deve crescere e imparare ad allacciarsi le scarpe da solo... alla gdf non servono nuove leggi impossibili da far rispettare, servirebbe una bella sforbiciata al 95% delle norme e leggi varie che ingessano tutta la società, in modo da essere messa in condizione di poter fare il suo lavoro.
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