USA: condividere file è reato

USA: condividere file è reato

Lo decide un giudice americano che dà ragione alle tesi di RIAA e stabilisce che la semplice messa in condivisione di contenuti protetti dal diritto d'autore costituisce infrazione. E' la prima decisione del genere
Lo decide un giudice americano che dà ragione alle tesi di RIAA e stabilisce che la semplice messa in condivisione di contenuti protetti dal diritto d'autore costituisce infrazione. E' la prima decisione del genere

Washington – Una delle tesi di punta per i legali di EFF impegnati a difendere gli utenti del P2P in tribunale contro le denunce dei discografici di RIAA viene a cadere. La differenza tra la condivisione di file da parte di un utente P2P e l' effettivo download di quei file da parte di altri utenti non esiste più.

A deciderlo è stato nelle scorse ore un giudice federale, che ha annullato lo stretto confine esistente tra le due azioni, giudicando la messa a disposizione dei contenuti come una distribuzione effettiva dei suddetti , sanzionabile secondo i termini di legge .

Nel caso oggetto della decisione, all'accusato Dave Perez veniva contestato l'uso del network di condivisione di Kazaa, FastTrack . La sua difesa si è focalizzata sul fatto che RIAA dovrebbe essere chiamata a dimostrare che anche solo un caso di download dei file si sia verificato , per poter dichiarare l'esistenza di un reato di infrazione del copyright.

La legge americana, infatti, parla anacronisticamente di “distribuzione” di un prodotto protetto dai diritti d'autore in riferimento ad oggetti fisici siano essi libri, DVD o compact disc musicali. E secondo EFF, come una biblioteca liberamente accessibile non può essere considerata corresponsabile degli eventuali utilizzi illegittimi che qualcuno potrebbe fare dei contenuti, gli utenti del P2P dovrebbero essere giudicati irresponsabili rispetto ad eventuali infrazioni del copyright da parte di chi i file li scarica.

Ma le eccezioni sollevate dalla difesa sono servite a poco, e il giudice Ann Aiken ha sentenziato che rendere le canzoni disponibili per il download è distribuzione , ed è quindi reato. Per quanto gli osservatori segnalino come improbabile la trasformazione del giudizio in un precedente concretamente utilizzabile dagli avvocati dell'industria, è parimenti interessante notare come sia la prima volta che si verifichi un caso del genere.

Volendo fare un parallelo con la situazione italiana, la vituperata Legge Urbani , per quanto sia stata emendata nel marzo del 2005 e siano state presentate ulteriori proposte di modifica , continua a distinguere nettamente chi scarica da chi condivide , prevedendo sanzioni diverse per i due casi. Una legge considerata dai più anacronistica , se si considera che le moderne piattaforme di condivisione ( BitTorrent su tutte) sono progettate per legare indissolubilmente la condivisione/distribuzione con il mero atto di download.

Alfonso Maruccia

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12 12 2006
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