USA, fuorilegge il software copia-DVD

Clamorosa la sentenza con cui si chiude il primo grado di un procedimento che ha giudicato illecita la vendita di programmi che consentono di copiare DVD. C'è una settimana di tempo per chi vuole comprare DVDXCOPY. Bollino FBI su CD e DVD


Washington (USA) – Molti se lo attendevano ma arriva comunque con tutta l’irruenza di un fulmine nella tempesta la notizia che un giudice federale statunitense ha deciso che vendere un software pensato per consentire la copia di DVD è illegale.

La vicenda è quella stranota di DVDXCOPY, programmino di 321 Studios che gode di una notevole popolarità, un software che è stato denunciato a più riprese dalle major di Hollywood della MPAA e dall’industria della DVD Copy Control Association .

La sentenza sfavorevole al software si deve al fatto che incorpora un sistemino che consente di aggirare le protezioni poste dagli studios sui DVD in commercio. Il giudice ritiene che la presenza di questo strumento di ripping invalidi le tesi della difesa.

321 Studios, infatti, aveva ricordato che le leggi americane sul diritto d’autore consentono a chi acquista un DVD di farne una copia per uso personale, sotto le protezioni cosiddette del “fair use”. Stando all’azienda il software è rivolto ai consumatori a cui, nel caso di rottura del DVD, non viene garantita una seconda copia “ufficiale” di quanto acquistato.

Secondo le major della MPAA, la continuata distribuzione del software potrebbe danneggiare l’industria della cinematografia nell’ordine dei miliardi di dollari di mancate entrate .

Sulla vicenda è intervenuta anche la Electronic Frontier Foundation secondo cui quando il Congresso ha varato le leggi sul copyright “certamente non intendeva eliminare qualsiasi forma di copia da parte dei consumatori. L’interpretazione che fa della legge questo giudice (..) rende illegale qualsiasi strumento che consenta, a chi compra, di copiare i propri DVD”.

Va detto, ad ogni modo, che la società non intende smettere di produrre e distribuire DVDXCOPY. 321 Studios, infatti, ha la possibilità di scorporare il ripper dal proprio software e lasciare che gli utenti, su Internet, trovino ed installino quello che serve loro per avere il programma “completo”. Ed è proprio questa la strategia tecnica già annunciata dai manager di 321 Studios che rimangono comunque convinti della bontà della propria linea legale, con il ricorso in appello.

Ma ad alzare una certa polvere nelle scorse ore in tema di pirateria informatica è stato un annuncio che ha del clamoroso, sebbene ben si sposi con la campagna di sensibilizzazione e informazione lanciata in grande stile dalle major del disco e del cinema. L’ FBI ha infatti autorizzato formalmente i produttori di CD e DVD ad apporre sui dischi in vendita il logo FBI .

Questa autrorizzazione sarebbe stata concessa per il fatto che una parte consistente delle risorse della polizia federale sono impiegate proprio nella repressione dei fenomeni di pirateria informatica, motivo per il quale l’FBI ritiene necessario impiegare il proprio nome per contribuire alla riduzione del fenomeno. I responsabili del dipartimento di sicurezza informatica dell’FBI contano sull’efficacia deterrente di questo nuovo bollino che avrà la funzione di ricordare che la duplicazione selvaggia è un errore non solo perché viola le norme federali sul diritto d’autore ma anche perché le pene previste nei casi più gravi arrivano fino a 5 anni di carcere e 250mila dollari di sanzione amministrativa.

Il bollino dell’FBI, dunque, avrebbe la funzione di avvertire sprovveduti pirati che fare commercio di quanto illegalmente riproducono significa avere la polizia federale sul collo. Funzionerà?

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