USA, in arrivo il bollino pornoweb

L'amministrazione Bush propone un nuovo codice di regolamentazione per i siti a carattere erotico: ciascuna pagina dovrà includere uno speciale disclaimer
L'amministrazione Bush propone un nuovo codice di regolamentazione per i siti a carattere erotico: ciascuna pagina dovrà includere uno speciale disclaimer

Washington (USA) – L’ultima proposta di Washington è il bollino pornoweb , pensato per censire, identificare e tenere alla larga dai bambini i numerosissimi siti utilizzati da aziende dell’industria pornografica. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Giustizia, prevede che l’accesso a qualsiasi sito dai contenuti erotici sia preceduto da una speciale “pagina informativa”.

All’interno di questa pagina informativa campeggerà una avviso grafico , un vero e proprio “sigillo”, che sarà inoltre riprodotto su tutte le pagine appartenenti al sito erotico. Il codice HTML dei siti interessati dovrà essere ripulito di ogni meta-tag controversa capace di ingannare i motori di ricerca e non indicizzare le pagine con immagini pornografiche come “solo per adulti”.

L’obiettivo della proposta è semplice, secondo il Procuratore Generale Alberto Gonzales: evitare che gli utenti finiscano su siti pornografici in modo involontario, magari seguendo un collegamento apparso sulla videata d’un motore di ricerca . L’attuale bozza prevede inoltre una sezione interamente dedicata al ruolo degli ISP nella lotta alla pornografia infantile.

Gli ISP, sfruttando il sistema dei “bollini” per censire i siti a carattere erotico, dovranno assicurarsi che i propri clienti non utilizzino i servizi di housing per pubblicare immagini pedopornografiche sul web. “Le pene previste per chi non segnalerà gli illeciti”, ha detto Gonzales, “sono triplicate e partono da 150mila dollari per la prima violazione”.

Il sistema nazionale di “bollini” potrà poi essere utilizzato dai vari filtri software per determinare blocchi all’accesso dei siti. ICRA, l’organizzazione che gestisce un sistema d’autoclassificazione dell’accesso ai contenuti Internet, si è opposta con decisione all’iniziativa del governo statunitense, considerata “scarsamente compatibile con l’attuale piattaforma di rating in vigore a livello internazionale”.

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25 04 2006
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