USA, intermediari accusati di supportare il terrorismo

I familiari delle vittime della strage di San Bernardino contro Twitter, Google e Facbook. Le accuse non vanno per il sottile: sosterrebbero l'ISIS e la sua agenda estremista
I familiari delle vittime della strage di San Bernardino contro Twitter, Google e Facbook. Le accuse non vanno per il sottile: sosterrebbero l'ISIS e la sua agenda estremista

I familiari delle vittime della strage di San Bernardino hanno denunciato presso un tribunale californiano Twitter, Google e Facebook per aver supportato il terrorismo e lo Stato Islamico .

L’attacco terroristico del 2 dicembre 2015, che ha visto una coppia sparare sulla folla dell’Inland Regional Center di San Bernardino provocando 14 vittime e ferendone 22, era già stato al centro di un’altra questione legale particolarmente rilevante per gli Stati Uniti: l’FBI aveva chiesto ad Apple con l’occasione di fornirgli non semplicemente il codice di sblocco dell’iPhone utilizzato da uno degli autori della strage, ma un sistema per superare completamente le difese crittografiche dei dispositivi con la Mela eventualmente coinvolti in altri procedimenti legali. La resistenza di Cupertino aveva portato la vicenda a trascinarsi fino alla rinuncia da parte dell’agenzia federale, che nel frattempo sembra aver ottenuto un sistema di aggiramento dei sistemi di sicurezza di Apple grazie ai servigi dell’israeliana Cellebrite, secondo le ultime indiscrezioni pagato 900mila dollari.

Chiuso il caso che vedeva coinvolta Apple, ora è il turno di Twitter, Google e Facebook, che sono state chiamata in causa in quanto ritenute complici della notevole presenza online dell’ISS e conseguentemente della sua propaganda, del suoi sistemi diffusi di reclutamento e quindi della sua diffusione: “Anche se i due responsabili non sono mai stati direttamente in contatto con l’ISIS – si legge nell’accusa – questo ha di fatto utilizzato i social media per influenzarne le azioni nel fatidico giorno del massacro di San Bernanrdino.”
“Senza Twitter, Facebook e YouTube – si legge ancora – la crescita esponenziale dell’ISIS come uno dei gruppi terroristici più temuti non sarebbe stata possibile
“. Questo perché le funzioni offerte da tali intermediari, secondo la denuncia, sarebbero comparabili ad un supporto materiale offerto allo Stato Islamico.

Twitter, Facebook e Google non hanno al momento rilasciato alcuna dichiarazione sul caso. Non sembrano d’altra parte avere alcun motivo di preoccupazione: in passato (come per esempio a seguito della strage di Orlando) denunce del genere sono state respinte dai tribunali a stelle e strisce in base alla normativa del Communications Decency Act che rende i fornitori di servizi immuni da responsabilità legata ai contenuti postati dagli utenti attraverso propri strumenti.

Claudio Tamburrino

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