USA, sito accessibile? Non è obbligatorio

Un giudice sostiene che le leggi che consentono l'accesso nei luoghi pubblici ai portatori di handicap non possono essere estese ad internet


Washington (USA) – Una sentenza decisamente rilevante quella pronunciata da un giudice federale statunitense secondo cui le normative che oggi obbligano i gestori di luoghi pubblici o di pubblico interesse ad agevolare l’ingresso dei disabili nelle strutture non possono essere estese al Web.

Il giudice Patricia Seitz ha spiegato che le normative statunitensi riguardano solo ed esclusivamente luoghi “fisici” e non quelli elettronici. L’esistenza di linee guida sull’accessibilità messe a punto dal World Wide Web Consortium, per quanto rilevanti, non hanno forza di legge e dunque non si può pretendere che un’azienda che offre servizi pubblici debba attenersi ad esse.

Il caso giudicato da Seitz era nato su denuncia di un ipovedente, Robert Gumson, che lamentava l’enorme difficoltà nell’utilizzare i servizi di biglietteria online della Southwest Airlines, nota compagnia aerea statunitense. In tribunale, gli avvocati dell’uomo hanno tentato di dimostrare come gli ostacoli all’uso degli strumenti di sintesi vocale e degli altri tool di navigazione per disabili rappresentassero una violazione delle normative.

Il giudice ha spiegato invece che l’attuale formulazione dell’ADA, la legge che regola questo settore negli Stati Uniti, non consente deroghe. Una decisione in senso diverso avrebbe evidentemente portato ad un trionfo per i sostenitori dell’accessibilità e costretto enti pubblici e aziende impegnate in servizi di interesse pubblico a rivedere rapidamente la struttura e l’operatività di siti non accessibili la cui realizzazione ha però spesso avuto costi elevati.

In Italia polemiche sull’accessibilità di questo tipo di siti ce ne sono state molte e in particolare sul sito Trenitalia delle Ferrovie dello Stato.

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  • Anonimo scrive:
    Ma la Bocconi?
    Non faceva anche lei corsi ECDL? Senno' dove si fanno?
  • Anonimo scrive:
    anche alla Cattolica di Milano
    si dice della statale di milano, ma non della cattolica.Quest'anno per quasi tutte le matricole è obbligatorio e per tutti gli iscritti del biennio di qualunque facoltà è gratuito (o comunque per tutti gli studenti passati al nuovo ordinamento). Per gli studenti del vecchio ordinamento e iscritti ad anni superiori al secondo è a pagamento, ma a prezzi estremamente vantaggiosi rispetto a soluzioni in altri centri.
  • Anonimo scrive:
    Lo standard ECDL
    Che piaccia o meno lo e'. Sta a chi forma, poi, sapere spiegare i, diciamo, limiti della ECDL. Ma non si puo' condannare uno strumento che di fatto uniforma le competenze degli europei.
    • Anonimo scrive:
      Re: Lo standard ECDL
      Non è uno standard mondiale ma limitato ai paesi dell'unione europea che lo riconoscono.La ECDL è un titolo statico che dimostra conoscenza generica sull'utilizzo di applicazioni,tra l'altro non vendor independent visto che si applica alle applicazioni MS OFFICE.Il titolo poi non può garantire la PROFESSIONALITA' nel settore IT visto che di fatto è un'attestazione di "saper utilizzare determinate applicazioni uso ufficio".Sarebbe come dire, per assurdo, che un ingegnere edile è bravo in quanto ha superato un test di costruzione con i lego...
      • Anonimo scrive:
        Re: Lo standard ECDL
        La patente Europea per l'utilizzo del computer nasce con l'intento di formare in modo base e certificarne poi l'uso dei PC di base. Chiaramente dato che il 95% dei PC desktop utilizza il S.O. Microsoft non si può pretendere di essere Vendor Indipendent. Mentre sulle nuove ECDL (office e superuser) posso tranquillamente smentire che non siano vendor indipendent. Infatti ho appena assistito di persona ad un workshop AICA sulla ECDL superuser e vi posso confermare che per metà si è svolto su Linux e che il test di certificazione (Europeo) si svolge sia su Linux che su Windows. Per ora non contempla Mac ma credo che più avanti (anche su richiesta del mercato) si potrà aggiungere.Raffaele AlbertiniVice Presidente ALSIPresidente commissione AICA
        • Anonimo scrive:
          Re: Lo standard ECDL
          - Scritto da: Raffaele Albertini
          La patente Europea per l'utilizzo del
          computer nasce con l'intento di formare in
          modo base e certificarne poi l'uso dei PC di
          base. Chiaramente dato che il 95% dei PC
          desktop utilizza il S.O. Microsoft non si
          può pretendere di essere Vendor Indipendent.Quindi di fatto è una certificazione "doppione" della MOUS di Microsoft.Sono concorde che la maggior parte dei computer (non credo il 95% degli utenti di pc desktop, visto che oltre al mondo Linux c'è il mondo Unix, MAC, terminali e altri sistemi di tipo prettamente aziendale). Per quale motivo quindi "sdoppiare" la certificazione MOUS di Microsoft che tra l'altro, se non erro, utilizza centri indipendenti per l'attestazione di certificazione?
          Mentre sulle nuove ECDL (office e superuser)
          posso tranquillamente smentire che non siano
          vendor indipendent. Infatti ho appena
          assistito di persona ad un workshop AICA
          sulla ECDL superuser e vi posso confermare
          che per metà si è svolto su Linux e che il
          test di certificazione (Europeo) si svolge
          sia su Linux che su Windows. Per ora non
          contempla Mac ma credo che più avanti (anche
          su richiesta del mercato) si potrà
          aggiungere.Comunque anche questo conferma che sono certificazioni limitate al territorio europeo in un mercato lavorativo globale ponendo di fatto barriere nel riconoscimento delle "professionalità" acquisite con le ECDL verso paesi extra-europei.Una curiosità: le ECDL hanno scadenza?
    • Anonimo scrive:
      [PICCONE] Re: Lo standard ECDL
      se ti incontro ti rompo il culo a picconate
  • Anonimo scrive:
    Mi associo: per me è gratta gratta
    ma vincono sempre gli stessi
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi associo: per me è gratta gratta
      - Scritto da: Gratta & Vinci
      ma vincono sempre gli stessiSe si vuol fare percorsi formativi seri per la formazione nel settore IT utilizzando l'ECDL come titolo di competenza, allora prepariamoci all'invasione di professionisti stranieri.
      • Anonimo scrive:
        Re: Mi associo: per me è gratta gratta
        Quello che dico anch'io: laureati italiani a fare manovalanza, e professionisti stranieri ai compiti di responsabilità. E' a questo che sta puntando l'italia.Avevamo il problema della fuga di cervelli. Eliminando i cervelli eliminiamo il problema ;))))
        • Anonimo scrive:
          Re: Mi associo: per me è gratta gratta
          secondo me non è vero. per esempio io ho preso l'anno scorso quella di Utente generico, e devo dire che era veramente una cavolata. l'anno prossimo spero di poter fare anche gli altri...
  • Anonimo scrive:
    gratta gratta gratta
    sempre pronti a GRATTARE soldi agli UTONTI.
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