Usi WinNT? T'aumento la polizza

Una compagnia di assicurazioni americana, la prima ad aver introdotto polizze sulla sicurezza dei sistemi informatici, ha comunicato rincari per quei clienti che utilizzano Windows NT. La motivazione? Troppi bachi


Okemos (USA) – La notizia era già trapelata qualche tempo fa come voce di corridoio, ma ora è assolutamente ufficiale: la società di assicurazioni J.S. Wurzler Underwriting Managers (JSWUM), una delle prime ad aver introdotto una polizza assicurativa contro possibili danni provocati da azioni di cracking e hacking, ha iniziato ad applicare prezzi più alti del 5-15% per i clienti che usano software basato su Windows NT.

La decisione è stata giustificata dal titolare della compagnia di assicurazioni, John Wurzler, con il fatto che “ci sono così tanti buchi di sicurezza nei prodotti Microsoft…”, precisando poi: “Noi sappiamo che la nostra base di clienti NT ha più downtime (tempi di inattività di un sistema, NdR)”.

Quando parla di “sistemi basati su NT” non è chiaro se Wurzler intenda includere o escludere Windows 2000 che, come è noto, è fondato su di una versione più avanzata dell’architettura NT.

Alcuni analisti sostengono che la decisione della JSWUM potrebbe, visto la sua autorevolezza nel campo, influenzare anche il resto del mercato delle assicurazioni contro le incursioni di hacker o cracker.

Wurzler sostiene di aver osservato un altro particolare interessante: gli amministratori di sistema che lavorano con software open source tendono ad impratichirsi maggiormente con i problemi che il loro lavoro comporta, inoltre conserverebbero il loro impiego per più tempo rispetto ai loro colleghi che utilizzano NT. Il fatto che i sistemisti NT cambino più spesso di azienda o ruolo, sempre secondo Wurzler, spiegherebbe perché, in genere, un sistema NT è meno aggiornato rispetto ad un sistema open source.

La Compagnia di Wurzler sostiene che la sua clientela è esattamente divisa a metà fra utilizzatori di sistemi Windows NT e utilizzatori di sistemi Unix/Linux. Per il futuro, visti i numerosi bug che hanno afflitto di recente Internet Information Server, Wurzler pensa di introdurre dei rincari anche per gli utilizzatori di quest’ultimo software.

Anche alle compagnie di assicurazione auto, in futuro, verrà in mente di discriminare fra veicoli equipaggiati con computer di bordo WinCE e veicoli equipaggiati con Linux embedded?

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  • Anonimo scrive:
    Proposta di Legge
    Una soluzione di compromesso potrebbe essere quella che i siti gestiti da giornalisti iscritti all'albo espongano un logo in qualche modo autenticato.Senza però negari ad altri la possibilità di pubblicare informazioni ed opinioni di qualsiasi genere.Come già avviene con il logo di VeriSign (mi pare si scriva così).
    • Anonimo scrive:
      Re: Proposta di Legge
      AHAHAHAHAHe chi lo paga quel LOGO?no, dico, visto quello che i GIORNALISTI PROFESSIONISTI riescono a scrivere riguardo ad Internet mi chiedo perche' mai dovrebbero SU Internet avere logo o altro... Certificato? E da chi? Dall'ORDINE?????????????UAHAUAHAUAHAUHAUAHA- Scritto da: ANDROID
      Una soluzione di compromesso potrebbe essere
      quella che i siti gestiti da giornalisti
      iscritti all'albo espongano un logo in
      qualche modo autenticato.
      Senza però negari ad altri la possibilità di
      pubblicare informazioni ed opinioni di
      qualsiasi genere.
      Come già avviene con il logo di VeriSign (mi
      pare si scriva così).
  • Anonimo scrive:
    sono troppo poche
    fate un po' il conto della popolazione italiana.ricordatevi sempre che 50mila sono tanti.ma sono una esigua, sparuta minoranza.Serviva molto di più. Serve *SEMPRE* MOLTO di più. serve che TUTTI si muovano in prima persona.Cosa che ormai nessuno fa più.
  • Anonimo scrive:
    Osservatorio sullo stato di info su 62/2001
    Ciao a tutti.Leggo da più parti (in questo forum, su altri) che sull'iniziativa dei 50000 è scesa l'omertà mafiosa più totale.Qualcosa però si sta muovendo. Ci sono dei segnali (e allo stato attuale, non potremmo definirli altro che piccoli segnali) di sdegno verso questa sciagurata legge. Alcune riviste di informatica come inter.net, pcworld, chip, hanno cominciato a storcere il naso. Sul web, oltre a Punto Informatico, anche un editorialista (noto qua dentro più che altro per il suo articolo insieme a Dave kopel su National Review) ha compiutamente parlato della vicenda. Ed ancora l'Opinione, Radioradicale, Libero.Piccoli segnali, dicevo.Sarà un caso, ma questi piccoli segnali vengono fuori proprio in contemporanea con il lancio di una protesta (snail Email) che in pochi giorni ha raccolto centinaia di adesioni.Sappiamo che ci vuol ben altro per intimidire i network nazionali che un singolo atto "teppistico" come alcuni giustamente ci hanno fatto notare, ma riteniamo che allentare la guardia nei confronti dell'omertà mafiosa dei media nazionali significherebbe esclusivamente alimentare l'omertà stessa.L'azione non può essere fine a se stessa; nessuno di noi pensa che una azione violenta (in realtà l'Opinione l'ha definita "passaggio dal lancio di una molotov contro il ?nemico? ad un?azione nonviolenta di massa") sia LO scopo dell'iniziativa. E' necessario che si apra un dibattito, una riflessione, e non solo in queste stanze.E' per questo motivo che stiamo cercando di costituire un gruppo di monitoraggio sullo stato di informazione sull'editoria (online e cartacea). Una sorta di osservatorio che ci permetta di avere uno sguardo critico a ciò che succede nella stanza dei bottoni.Molte sono le segnalazioni che sono pervenute in questi giorni nella nostra casella email (snail@utenti.org) ma il progetto e le ambizioni della nostra iniziativa richiedono forze, passioni, in prima linea.E' una questione di libertà e dignità civile.Ti aspettiamo.Coordinamento Snail eMail (http://snail.utenti.org)
  • Anonimo scrive:
    Azione concreta contro la legge
    50.000 (cinquantamila) italiani sono stati cancellati dalla tv (e dalla stampa). Come se non esistessero. La piu? grande mobilitazione di massa della storia di Internet in Italia e? stata ?oscurata? dai media tradizionali perche? contraria agli interessi della corporazione dei giornalisti. Se non altro come fenomeno mediatico-sociologico, avrebbe pur meritato una notizia. Omerta? assoluta in televisione e sui tiggi?. Silenzio sulla stampa, tranne rare eccezioni.Contro questa legge illiberale e? nata la protesta per una battaglia civile denominata ?OPERAZIONE SNAIL E-MAIL?. Migliaia di persone invieranno, a ripetizione e contemporaneamente, altrettante e-mail ai mass media italiani ed esteri, ai giornalisti, alle autorita?. Non e? spam, non e? mailbombing: ciascuno spedira? il suo messaggio con nome e cognome, dal suo computer, dal suo server di posta elettronica.L?obiettivo e? di far nascere una seria discussione sulla liberta? di espressione in Italia, che porti possibilmente ad una modifica della legge. OPERAZIONE SNAIL E-MAIL: http://snail.utenti.org
    • Anonimo scrive:
      Re: Azione concreta contro la legge
      - Scritto da: Agh


      Contro questa legge illiberale e? nata la
      protesta per una battaglia civile denominata
      ?OPERAZIONE SNAIL E-MAIL?. Migliaia di
      persone invieranno, a ripetizione e
      contemporaneamente, altrettante e-mail ai
      mass media italiani ed esteri, ai
      giornalisti, alle autorita?. Non e? spam,
      non e? mailbombing: fatti una studiata sulla netiquette e sui termini spam!Perche` uno ti dice che non e` spam ci credi? Certo che non e` spam: e` ben peggio!Mailbombing? NO?Allora gli hacker o cracker o come si chiamano che ti piantano un programmino che manco sai e fanno partire attacchi simultanei a certi siti???Questo e altro per la "liberta`" di internet, vero?SVEGLIA!
      • Anonimo scrive:
        Re: Azione concreta contro la legge
        - Scritto da: Franco
        Allora gli hacker o cracker o come si chiamano che ti piantano un
        programmino che manco sai e fanno partire attacchi
        simultanei a certi siti???[...}Se metti sullo stesso piano hacker e cracker, le tue stesse argomentazioni si smontano da sole
  • Anonimo scrive:
    Il silenzio
    Noto che attorno a questa mobilitazione c'e' un agghiacciante silenzio persino dell'editoria online.Dico agghiacciante perche' immagino che le provvigioni previste dalla legge hanno come al solito avuto l'effetto di far mettere da parte il diritto e la liberta'.In troppi sono rimasti a guardare in queste settimane o a gettare fango su tutto questo. E' veramente desolante.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il silenzio
      ma cche strano silenzio,il gruppo italiano piu grande sul web è KATAWEB, che perdono miliardi a palate (circa 11 nei primi 3 mesi) - questa legge li può salvare e loro lo sanno, per questo stanno zitti.l'altro gruppo italiano forte è quello di SUPEREVA, che mi pare sia molta immagine e poca sostanza, hanno contenuti di basso livello su tutto, figurati se si preoccupano della legge sull'editoria.saluti
  • Anonimo scrive:
    Ma sono veramente 50.000?
    Non è per mettere in dubbio la vostra buona fede, ma credo che ognuno di quelli che legge Punto Informatico abbia come minimo una decina di caselle di posta elettronica. Se ognuno dei firmatari della petizione, magari per dare un appoggio in più, avesse firmato due volte, il numero di firme effettivamente raccolte sarebbe di 25.000.Se poi uno avesse firmato più di due volte...Anche il famoso tele-voto non ha nessuna attendibilità visto che uno può votare tutte le volte che vuole.Insomma bisogna verificare i dati prima di cantare vittoria. Quando si raccolgono le firme per qualcosa di ufficiale si prende sempre il numero della carta di identità o della patente. Così, tanto per evitare che qualcuno faccia il furbo. Dico questo nel vostro interesse, cari amici di Punto Informatico, perchè non vorrei mai che un domani qualche autorità chiedesse una verifica delle firme e ci si accorgesse che in realtà sono solo 5.000!Un saluto;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma sono veramente 50.000?
      massi' dai gettiamo fango su tutto e tutti tanto che ci frega?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma sono veramente 50.000?
      Infatti il problema non è esattamente il numero delle firme, bensì la correttezza dell' idea che potrebbe valere (forse in altri paesi) una mezza rivoluzione.Legalmente una raccolta di firme è molto difficile da far certificare attraverso la rete e nel caso venga accettata finirà sicuramente nel cassetto di qualche insulso polico.Se saltassero i ripetitori radio/televisivi alla media di 10 al giorno, forse qualcuno si sveglierebbe dal torpore...Fin quando si combatterà la burocrazia producendo altra burocrazia non si vedrà mai alcun risultato. =:D
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma sono veramente 50.000?
        ma prima di parlare.. tu hai provato a votare due volte ? cioe' si puo' fare?ecco allora, prima provare, poi parlare !! :)ma che c'entra il televoto della Carra!?!?! :))
      • Anonimo scrive:
        sveglia
        ci sono piu' di 3000 siti che hanno i banner a questa pagina... 50000 firmatari diverso 3000 vuol dire che ogni sito ha portato mediamente 16,6 firme, il che non e' davvero tanto no?questi numeri suonano perfettamente, vista la diffusione della petizione.mi dirai che sono numeri bassi e che dovremmo essere almeno al doppio!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma sono veramente 50.000? Il disfattismo!!!
      ma perchè piace così tanto essere disfattisti?Ma pensi davvero che ll gente abbia voglia di mandare 3 4 5 email per aumentare il numero delle adesioni? O pensi che quelli di PI stiano tutto il giorno a pensare a come aumentare i numero delle mail per farsi belli? Questo modo di pensare si chiama IMMATURITA'!Gurda che la gente è molto meglio di come pensi e anche se ci fosse qualcuno che tenta di fare il furbo (è successo anche con la petizione - ma qualcuno se ne accorto e PI ha subito tolto tutti i link di quelle persone) "non ti curar di lor ma guarda e passa!"Capito mi hai?
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