Uso dati dei venditori: ecco le proposte di Amazon

Uso dati dei venditori: ecco le proposte di Amazon

Amazon ha comunicato alla Commissione europea gli impegni relativi all'uso dei dati dei venditori indipendenti, del Buy Box e del programma Prime.
Amazon ha comunicato alla Commissione europea gli impegni relativi all'uso dei dati dei venditori indipendenti, del Buy Box e del programma Prime.

Come anticipato a metà giugno da Reuters, Amazon ha comunicato oggi alla Commissione europea le proposte che dovrebbero evitare pesanti sanzioni per la violazione delle leggi antitrust. L’azienda di Seattle promette di non usare i dati dei venditori terzi per il suo business retail, di aggiungere un secondo Buy Box e di modificare le condizioni di accesso al servizio Prime.

Impegni di Amazon per cinque anni

La Commissione europea sottolinea ancora una volta il doppio ruolo di Amazon. L’azienda di Seattle gestisce un marketplace in cui venditori indipendenti possono vendere direttamente i loro prodotti ai consumatori e, allo stesso tempo, vende prodotti terzi come rivenditore in competizione con i venditori indipendenti. Ciò consente di accedere ad una grande quantità di dati sulle attività dei venditori indipendenti.

La Commissione aveva avviato un’indagine il 17 luglio 2019 per verificare se l’uso di dati non pubblici dei venditori avviene in violazione delle leggi antitrust europee. Il 10 novembre 2020 era stata inviata ad Amazon una comunicazione degli addebiti per chiedere di non usare i dati per la sua attività retail. Parallelamente era stata avviata una seconda indagine sulle condizioni d’uso del Buy Box e del programma Prime a vantaggio del business retail di Amazon e dei venditori che usano i servizi di logistica e spedizione di Amazon.

L’azienda di Seattle ha comunicato gli impegni che manterrà per cinque anni. Per quanto riguarda la prima indagine, Amazon promette di non usare i dati non pubblici dei venditori indipendenti, né per vendere prodotti terzi, né per vendere i suoi prodotti.

Per quanto riguarda il Buy Box, Amazon promette di applicare lo stesso trattamento a tutti i venditori, quando sceglie il vincitore del Buy Box (il riquadro mostrato sulla destra che consente agli utenti di acquistare un prodotto con un clic). Verrà inoltre mostrato un secondo Buy Box per le offerte che differiscono dalla prima in termini di prezzo e/o spedizione.

Infine, per quanto riguarda il programma Prime, Amazon promette di non applicare condizioni discriminatorie per la scelta dei venditori che possono usare Prime. I venditori Prime possono inoltre utilizzare liberamente un servizio di logistica e spedizione diverso da quello di Amazon.

Gli impegni relativi al Buy Box e al programma Prime non riguardano l’Italia perché l’autorità antitrust ha già imposto rimedi ad Amazon, oltre alla sanzione da 1,1 miliardi di euro. Tutte le parti interessate possono inviare osservazioni entro il 9 settembre 2022.

Un’indagine simile è stata avviata anche nel Regno Unito. Un portavoce di Amazon ha rilasciato la seguente dichiarazione con un riferimento al Digital Markets Act:

Sebbene nutriamo serie preoccupazioni sul Digital Markets Act che prende di mira ingiustamente Amazon e poche altre società statunitensi e non siamo d’accordo con diverse conclusioni fatte dalla Commissione europea, ci siamo impegnati in modo costruttivo con la Commissione per affrontare le loro preoccupazioni e preservare la nostra capacità di servire i clienti europei e le oltre 185.000 piccole e medie imprese europee che vendono attraverso i nostri store. Nessuna azienda si preoccupa di più delle piccole imprese o ha fatto di più per supportarle negli ultimi due decenni di Amazon.

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Pubblicato il 14 lug 2022
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