Amazon e venditori terzi: interviene l'Europa

Bruxelles ufficializza la comunicazione degli addebiti nei confronti di Amazon per pratiche legate all'impiego dei dati relativi ai venditori terzi.
Bruxelles ufficializza la comunicazione degli addebiti nei confronti di Amazon per pratiche legate all'impiego dei dati relativi ai venditori terzi.

La Commissione Europea ufficializza oggi la comunicazione degli addebiti nei confronti di Amazon per la pratica attuata dal colosso dell’e-commerce in relazione alle informazioni riguardanti i venditori di terze parti attivi sulla propria piattaforma. Una dinamica che già tra la primavera e l’estate avevamo ipotizzato potesse finire nel mirino delle autorità continentali.

Commissione Europea: comunicazione degli addebiti ad Amazon

Il gruppo di Jeff Bezos è stato informato a proposito dell’esito preliminare dell’analisi condotta da cui è emerso una possibile violazione delle norme antitrust vigenti sul territorio europeo. La dinamica in esame è quella che vede la società di Seattle far leva sulle informazioni raccolte a proposito dei venditori terzi che propongono i loro articoli attraverso il suo store per migliorare il proprio business retail e di conseguenza provocare ciò che viene definito “una distorsione nella concorrenza”.

Sulla questione è intervenuta anche Margrethe Vestager, citando un “abuso di posizione dominante” in qualità di provider del servizio marketplace in Germania e Francia, i due mercati più importanti e remunerativi per Amazon in Europa. Nel suo post su Twitter viene chiamato in causa l’account ufficiale di Amazon che però nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo non ha fornito alcuna replica.

Questa invece la dichiarazione del Commissario Europeo per la Concorrenza in cui viene citata una seconda indagine antitrust il cui obiettivo è quello di chiarire se ci sono disparità di trattamento tra i venditori che scelgono di affidarsi ai servizi del gruppo per logistica e consegne e coloro i quali invece decidono di gestire gli ordini in modo differente. Il riferimento è in questo caso al cosiddetto Buy Box e all’impiego dell’etichetta Prime sullo store.

Dobbiamo assicurare che le piattaforme con un doppio ruolo in posizione di potere sul mercato, come Amazon, non provochino distorsioni nella concorrenza. I dati sull’attività dei venditori di terze parti non devono essere usati a beneficio di Amazon quando agisce come concorrente di quei venditori. Inoltre, le condizioni riguardanti la concorrenza sulla piattaforma di Amazon devono essere eque. Le sue regole non devono favorire in modo artificiale l’offerta retail propria di Amazon o avvantaggiare quella dei venditori che utilizzano i servizi di Amazon per la logistica e la consegna. Con l’esplosione dell’e-commerce e con Amazon come piattaforma leader nell’e-commerce, un accesso equo e non distorto ai clienti online è importante per tutti i venditori.

Ad Amazon viene attribuito un doppio ruolo poiché opera sia come marketplace offerto ai venditori indipendenti per la commercializzazione dei prodotti sia come venditore che compete con loro. Le informazioni impiegate e che sono valse la comunicazione degli addebiti sono quelle relative all’attività delle realtà terze e raccolte attraverso la piattaforma di e-commerce, non accessibili pubblicamente: volume degli ordini, unità spedite, profitti generati, visualizzazioni delle schede prodotto, modalità di spedizione, garanzia post-vendita, performance registrate in passato e così via.

Se confermati, entrambi i comportamenti presi in esame da Bruxelles costituirebbero violazioni dell’articolo 102 del TFEU, il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Aggiornamento (10/11/2020, 16.02): la posizione di Amazon nella dichiarazione che abbiamo ricevuto in redazione e che pubblichiamo di seguito.

Non siamo d’accordo con le affermazioni preliminari della Commissione europea e continueremo a impegnarci per assicurare un’accurata comprensione dei fatti. Amazon rappresenta meno dell’1% del mercato al dettaglio globale e ci sono rivenditori più grandi in tutti i paesi in cui operiamo. Nessuna azienda più di Amazon si occupa delle piccole imprese o ha fatto di più per supportarle negli ultimi due decenni. Ci sono più di 150.000 aziende europee che vendono attraverso i nostri stores, le quali generano decine di miliardi di euro di ricavi ogni anno e hanno creato centinaia di migliaia di posti di lavoro.

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