Utenti P2P in galera in una legge USA

Una normativa che presto sarà approvata dal Congresso prevede la reclusione per chi condivide grandi quantità di file. Stesso destino per chi infila spyware e trojan nei PC altrui
Una normativa che presto sarà approvata dal Congresso prevede la reclusione per chi condivide grandi quantità di file. Stesso destino per chi infila spyware e trojan nei PC altrui


Washington (USA) – Si avvicina al varo definitivo una proposta di legge che la Camera dei Rappresentanti americana approverà a breve, una normativa molto simile ad una proposta già passata al Senato e che prevede nuove pesanti pene per chi condivide file via peer-to-peer.

La commissione Giustizia della Camera ha dato il via libera al progetto che prevede fino a tre anni di reclusione per chi pone più di mille file protetti da diritto d’autore sulle reti del peer-to-peer senza autorizzazione.

Il Piracy Deterrence and Education Act vorrebbe riuscire a colpire anche aziende e utenti che installano surretiziamente sui computer degli utenti internet programmi nascosti, evidentemente senza l’autorizzazione esplicita degli utenti stessi. Per chi è riconosciuto colpevole di azioni di questo tipo si prevede reclusione fino a tre anni.

Tre anni sono previsti anche come pena massima per chi registra i film in sala , nei cinema.

Non solo. Il testo approvato assume il senso di una convergenza degli interessi dei detentori di diritto d’autore e del Governo: quest’ultimo infatti viene investito di nuove funzioni per perseguire chi copia abusivamente prodotti protetti via Internet. In particolare, al ministero della Giustizia sarà affidato il compito di creare un dipartimento che avrà come scopo educare il pubblico sul diritto d’autore. Inoltre saranno finanziati corsi di formazione per la polizia affinché contrasti con maggiore preparazione la pirateria.

Una delle misure che più preoccupa i sostenitori dei diritti civili prevede che la polizia federale consenta un maggiore scambio di informazioni sulle violazioni in Internet tra la polizia stessa, i provider e i detentori del diritto d’autore.

Tra le altre misure previste, anche la possibilità per televisioni ed editori di tagliare scene di film senza incorrere in azioni legali da parte dei produttori originali. L’idea è di consentire di togliere scene di sesso e violenza dai film che vengono destinati ad un pubblico familiare.

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09 09 2004
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