Veo 3.1 su Workspace per generare video AI da prompt e immagini

Veo 3.1 su Workspace per generare video AI da prompt e immagini

Google Flow è disponibile per tutti gli utenti Workspace. Crea video di 8 secondi con Veo 3.1 da prompt testuali o immagini.
Veo 3.1 su Workspace per generare video AI da prompt e immagini
Google Flow è disponibile per tutti gli utenti Workspace. Crea video di 8 secondi con Veo 3.1 da prompt testuali o immagini.

Flow, lo strumento di Google per generare video AI, arriva a un pubblico molto più ampio. Lanciato a maggio 2025 esclusivamente per gli abbonati Google AI Pro e AI Ultra, ora è disponibile anche per chi ha piani Workspace Business, Enterprise ed Education.

Google Flow con Veo 3.1 arriva su Workspace: video AI per tutti gli abbonati

Flow usa Veo 3.1, il modello di generazione video AI di Google, per creare clip di otto secondi basate su un comando testuale o su immagini di riferimento. Otto secondi non sembrano molti, ma possono essere montati insieme per costruire scene più lunghe, e Google ha aggiunto una serie di strumenti di editing che permettono di modificare illuminazione, regolare angolazioni della telecamera virtuale e inserire o rimuovere oggetti nelle scene.

All’inizio di questa settimana, Google ha aggiunto il supporto per i video verticali, una necessità ovvia considerando che metà dei contenuti video online vengono consumati sullo smartphone in questo formato.

Alla fine dello scorso anno, Google ha introdotto il supporto audio per Flow, permettendo di generare suoni sia con un prompt basato su immagini di riferimento, sia chiedendo all’app di creare transizioni tra scene o di estendere una clip. Generare l’audio con l’AI significa che non si deve più cercare musica royalty-free o effetti sonori in librerie stock. Basta scrivere suono di pioggia leggera o musica lounge rilassante e Flow produce l’audio corrispondente.

Google ha anche integrato Nano Banana Pro, il suo popolare generatore di immagini, direttamente in Flow. Questo permette di creare personaggi o punti di partenza per i filmati senza dover prima generare immagini in un tool separato.

Otto secondi alla volta: abbastanza o troppo poco?

Il limite di otto secondi per le clip potrebbe sembrare restrittivo, ma è una scelta tecnica precisa. Generare video AI richiede molta potenza di calcolo, e più lunghi sono i video, più costosi diventano da produrre. Otto secondi sono sufficienti per creare momenti narrativi corti, che poi possono essere assemblati in sequenze più lunghe.

Bisogna vedere quanto bene Flow gestisce la continuità tra clip montate insieme. Se ogni segmento di otto secondi sembra disconnesso dal successivo, l’effetto finale sarà un collage frammentato invece che un video fluido. Google sostiene che gli strumenti di transizione aiutano a rendere i passaggi più naturali.

Workspace Business, Enterprise ed Education: chi può usarlo

L’estensione a Workspace Business, Enterprise ed Education significa che Flow diventa accessibile a un pubblico enorme: aziende di tutte le dimensioni, scuole, università, organizzazioni no-profit. Non più solo per chi paga 20 dollari al mese per AI Pro o 30 per AI Ultra.

Per le aziende, Flow potrebbe essere utile per creare rapidamente materiali di marketing, demo prodotti, contenuti per social media o presentazioni video senza dover assumere un team di produzione. Per le scuole, offre agli studenti la possibilità di sperimentare con strumenti di creazione video AI senza investimenti aggiuntivi oltre all’abbonamento Workspace che molte istituzioni già hanno.

Ma Google deve vedersela con competitor agguerriti. OpenAI ha Sora, Meta ha strumenti video AI integrati in Facebook e Instagram, Runway continua a dominare tra i creator professionisti. Flow deve competere in un mercato affollato, dove ogni azienda tech sta cercando di convincere gli utenti che il proprio generatore video è migliore degli altri.

Il vantaggio di Google è l’integrazione con Workspace. Se Flow funziona bene e si integra naturalmente con Documenti, Slide, Drive e tutto il resto dell’ecosistema Google, potrebbe diventare lo strumento preferito di milioni di utenti che già usano Workspace. Non devono cambiare piattaforma, non devono imparare un nuovo tool da zero. È già lì, pronto all’uso.

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Pubblicato il
17 gen 2026
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