VeriSign: torneremo, preparatevi

L'azienda al contrattacco: l'ICANN non ha capito la portata innovativa del nostro servizio, le critiche sono ingiuste ed è nostro diritto portare il traffico internet dove ci pare
L'azienda al contrattacco: l'ICANN non ha capito la portata innovativa del nostro servizio, le critiche sono ingiuste ed è nostro diritto portare il traffico internet dove ci pare


Roma – Era una fenomenale innovazione del web e nessuno se n’è accorto. A poche ore dalla decisione di VeriSign di soccombere all’ultimatum dell’ICANN e rimuovere il servizio Site Finder, l’azienda è tornata all’attacco.

“Internet – ha affermato il vicepresidente del colosso americano, Russell Lewis – è partita come mezzo molto aperto che ha incoraggiato tutti a creare cose nuove. Ma questo non è accaduto nelle infrastrutture critiche della rete, ed è su questo che noi oggi ci battiamo”.

Lewis, secondo cui è importante lasciare libertà creativa a chi gestisce alcune porzioni essenziali per il funzionamento della rete, come i server DNS gestiti da VeriSign, afferma di non aver compreso le critiche che in due settimane si sono violentemente abbattute sull’azienda. Il fatto che non le abbia comprese ora preoccupa molti, perché il ritorno di Site Finder potrebbe essere imminente.

Ma Lewis è anche pronto a percorrere altre strade per difendere Site Finder. All’accusa di ICANN , secondo cui il giochino di Site Finder ha messo a rischio la stabilità di internet e dei domini.com e.net, ora il dirigente dell’azienda risponde che VeriSign ha bisogno di Site Finder. In particolare ha bisogno degli utili che può consentire di portare a casa e ne ha bisogno non per sè, naturalmente, ma per proteggere l’infrastruttura centrale della rete… Per sostenere questa tesi Lewis ha ricordato il grave attacco dello scorso ottobre che ha fatto “tremare internet” e che sarebbe costato moltissimo a VeriSign. “Senza Site Finder – ha attaccato Lewis – avremo solo poche opportunità di creare fondi per investire nell’infrastruttura. Se non innoviamo, l’infrastruttura non migliorerà e internet sarà più debole”. Tutto dipende da Verisign , dunque.

Per ora Site Finder, il servizio che proponeva una pagina web di VeriSign a chiunque sbagliasse l’inserimento di una URL nella barra del browser per i domini.com e.net, non è operativo ma potrebbe tornare. In ballo ci sono già alcune denunce milionarie dei concorrenti di VeriSign, in primis le aziende che operano nel settore della ricerca su web.

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07 10 2003
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