Videogame, roba da adulti

Il divertimento interattivo sfonda le barriere generazionali, trasformandosi nel passatempo preferito di più della metà degli americani adulti. E chi ha figli piccoli gioca di più
Il divertimento interattivo sfonda le barriere generazionali, trasformandosi nel passatempo preferito di più della metà degli americani adulti. E chi ha figli piccoli gioca di più

Già non reggeva più da tempo il mito dei nerd dalla barba morbida come pubblico privilegiato delle godurie del divertimento interattivo. Ma ora uno studio del Pew Internet & American Life Project contribuisce a modificare definitivamente questo stereotipo consegnando i videogame a quello che sono, vale a dire un passatempo valido per tutte le età e in particolare quello prediletto dalla maggioranza degli americani adulti. Meglio se con figli a carico.

una giocatrice di una certa età I videogame mantengono eternamente giovani, o per lo meno servono da valvola di sfogo, occasione di riunione familiare, estensione dell’immaginazione o semplice esercizio di escapismo a buon mercato per chi cerca soddisfazioni che non trova facilmente al di fuori. Il PIALP ha intervistato 2.054 adulti statunitensi di tutte le fasce di età, collezionando statistiche il cui margine di errore stimato è del 2% circa.

Da ciò emerge che che i giovani rimangono il bacino di audience principale per i “giochini” condotti davanti allo schermo, ma gli adulti rappresentano un mercato altrettanto importante: l’81% di intervistati tra i 18 e i 29 anni ha confessato di fare regolarmente uso di sostanze elettronico-interattive , il 23% degli over-65 lo fa digitale e il 53% di tutti gli americani adulti passa una buona fetta del proprio tempo libero su console e PC .

“Con l’incremento di persone abituate a passare il proprio tempo dedicato all’intrattenimento giocando con i videogame, continueremo a vedere questi ultimi diffondersi in tutte le fasce sociali” sostiene la ricercatrice del Pew Amanda Lenhart, che evidenzia come ci sia chi da tempo “parla dei videogame come un nuovo genere, una nuova forma d’arte”.

Il divertimento interattivo come ottava arte dopo il cinema ? Probabilmente no , ma per la trentenne di Washington D.C. Sarah Ninesling, casalinga di Long Island che durante il giorno deve badare a quattro marmocchi di 2, 4, 5 e 9 anni la cosa non fa granché differenza: nel cuore della notte, messi a letto i bambini la signora è solita immergersi nei suoi videogame preferiti, al momento Fallout 3, World of Warcraft e via di questo passo.

“La vita reale può fare schifo – confessa Ninesling – ma i giochi sono progettati per non farlo. È questa la cosa più importante” per molte delle persone coinvolte nel divertimento interattivo. Secondo i dati raccolti dal Pew, chi ha bambini è più probabilmente un giocatore di chi non ha figli o li ha già “svezzati” da tempo: il 66% di genitori di ragazzi al di sotto dei 17 anni videogioca, contro il 47% di adulti senza prole al seguito.

Ninesling dice di adottare regole stringenti con i suoi ragazzi, un’ora di Wii ( Fit ?) al giorno, mezz’ora di computer una tantum e stop. Una soluzione che lei stessa con una risata definisce “ipocrita”. È a ogni modo tutta una questione di età, sintetizza lo studio del Pew, perché chi ha bambini più piccoli tende a essere più giovane di genitori con ragazzi adulti, indi per cui è più facile che abbia la giusta predisposizione per impugnare joypad, wiimote, accoppiata WSAD +mouse e quant’altro.

Il Pew non si arrischia a stilare classifiche sui titoli più giocati tra le varie fasce di età considerate, ma secondo quanto sostiene TorrentFreak tra i giochi più condivisi su rete BitTorrent, e quindi quelli che idealmente dovrebbero essere stati scaricati, installati e provati almeno una volta su PC primeggia Spore , il discusso “simulatore di vita” di Will “Sim” Wright che tanto chiacchiericcio e putiferi ha scatenato per via della politica di EA riguardo l’utilizzo di controverse protezioni DRM

Al netto dei download compromessi, versioni artatamente riempite di bug infilate tra i torrent legittimi da EA o chi per lei, da settembre al 4 dicembre scorso Spore sarebbe stato scaricato 1,7 milioni di volte , battendo il sempreverde The Sims 2 (sempre a opera di Wright), il nuovo esponente dei “sandbox game” Assassins Creed, Crysis e Fallout 3. D’altronde gli utenti lo avevano promesso, che avrebbero trasformato la debacle al sapore di DRM di EA in una rivincita “pirata”. E così è stato.

Alfonso Maruccia

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08 12 2008
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