Vienna: Linux e Windows dovranno coesistere

Le autorità municipali hanno allentato il cappio stretto in questi ultimi anni attorno al software proprietario. Ora dicono che in certi casi non possono farne a meno
Le autorità municipali hanno allentato il cappio stretto in questi ultimi anni attorno al software proprietario. Ora dicono che in certi casi non possono farne a meno

Dopo quella di Monaco di Baviera, la migrazione del Comune di Vienna verso Linux viene considerata uno dei più grandi successi raggiunti in Europa dal movimento open source. Dall’anno del suo annuncio (il 2005) a oggi, la capitale austriaca ha installato il Pinguino e altri software a codice aperto su oltre 10mila PC attivi presso uffici comunali ed enti pubblici. Ora si apprende però che, sulla scia dei risultati di un recente studio (in lingua tedesca), le autorità municipali della città non intendono fare piazza pulita del software proprietario.

Nel succitato documento si spiega che, d’ora in avanti, gli staff tecnici del Comune saranno liberi di scegliere quale sistema operativo, tra Windows, Mac OS X e Linux, e quale suite per l’ufficio, tra OpenOffice e MS Office, installare sui nuovi PC. Questa valutazione verrà fatta caso per caso, e dovrà essere accompagnata da un rapporto sui costi/benefici.

Gli autori del recente studio di fattibilità, datato dicembre 2009, giustificano questo nuovo codice di condotta con il fatto che “più della metà dei PC desktop utilizzano prodotti software di cui non esistono alternative per Linux”. Per tale ragione, nel rapporto si preconizza una coesistenza a lungo termine tra Windows e Linux.

Quando il Comune di Vienna parla di Linux sottintende Wienux , una distribuzione basata Debian e Ubuntu sviluppata appositamente dalla città austriaca per rispondere alle esigenze della pubblica amministrazione.

Alessandro Del Rosso

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