Freedom Is Coming
, la libertà sta arrivando. È ciò che si legge sulla homepage di freedom.gov. Sopra l’animazione con qualcuno a cavallo (un soldato della guerra d’indipendenza?), sotto invece la scritta L’informazione è potere. Rivendica il tuo diritto umano alla libera espressione. Preparati
. A svelare di cosa si tratta è un’esclusiva di Reuters.
freedom.gov per aggirare ogni censura
È il portale che il Dipartimento di Stato americano sta preparando per consentire ai cittadini nel resto del mondo di accedere ai contenuti vietati nei loro paesi. Sarebbero inclusi anche quelli collegati a incitamento all’odio e propaganda terrorista. Il metodo utilizzato è semplice: il sito funzionerà come una VPN.
L’obiettivo è quello di combattere la censura. Il progetto è capitanato dalla sottosegretaria Sarah Rogers. Stando a quanto emerso, era in programma per la scorsa settimana una presentazione alla Security Conference di Monaco, ma è stata rimandata per motivi non precisati.

Un incidente diplomatico annunciato
In attesa di un annuncio ufficiale, non è difficile immaginare che il lancio possa innescare un incidente diplomatico (l’ennesimo) tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, in particolare l’Europa. Al momento c’è solo la dichiarazione di un portavoce del dipartimento che però suona come una mezza conferma.
… la libertà digitale è una priorità per il Dipartimento di Stato e ciò include la proliferazione di tecnologie per la privacy e l’elusione della censura come le VPN.
Nel vecchio continente, la libertà di espressione e di accesso alle informazioni deve fare i conti con paletti imposti per evitare rischi associati a temi delicati come la propaganda nazista e ogni forma di discriminazione.
Non sappiamo quando arriverà freedom.gov, né se sarà efficace come promette. Le incognite sono molte. Come saranno gestite le informazioni di navigazione raccolte su chi si collegherà? Avrà ripercussioni anche sulla pirateria? Cosa accadrebbe se i singoli paesi scegliessero di bloccare il portale?