Vuoi l'ADSL? Peggio per te

Questo ha pensato un lettore bersagliato dal telemarketing. Una vicenda che tira in ballo ancora una volta il celebrato mondo dei call center
Questo ha pensato un lettore bersagliato dal telemarketing. Una vicenda che tira in ballo ancora una volta il celebrato mondo dei call center


Roma – Scrivo queste righe dal mio triste pc casalingo, macchina dalla potenza inaudita… azzoppata da una connessione a internet in dial-up. E’ il doloroso destino di chi vive in quelle zone poco fuori dai centri urbani, in una regione come la Sardegna, dove tutto ciò che dista più di 100 metri dal municipio è considerato aperta campagna.
Insomma, per chiarirci, di connessione veloce non se ne parla nemmeno.

Se non che, un bel giorno, mio padre mi dice che metteranno l’ADSL.

Lo guardo e mi chiedo se ha battuto la testa contro qualche spigolo appuntito, ma non presenta nessuna contusione; mi racconta che una gentile signorina ha telefonato dicendo di essere di Tin.it e chiedendo se eravamo interessati a installare l’adsl. E che lui gli aveva detto si, di procedere ecc.

Dopo essermi ripreso dallo shock, chiedo delucidazioni al mio caro genitore (che ha tanti pregi, ma di computer non capisce un tubo) riguardo a quale contratto ha sottoscritto, e lui mi dice che ha chiesto quello con il modem adsl in comodato d’uso. Io, che ho già un modem ADSL (un residuato bellico dell’ufficio, ma questa è una questione diversa) decido di chiamare il numero verde per far modificare questa richiesta.

E qui inizia il bello.
Al numero verde 803380 mi risponde un distinto ragazzo che, dopo avermi chiesto il numero di telefono di casa, mi dice che la richiesta è stata respinta, perché la zona di casa mia non è coperta dal servizio.
Rimango basito.

Gli faccio presente che sono LORO che mi hanno chiamato per dirmi se volevo l’ADSL, e non il contrario; lui mi ripete la stessa cosa, e poi, lievemente seccato, mi spiega che i numeri di telefono da contattare vengono dati a una ditta esterna che fa le chiamate e propone i contratti, poi Tin.it verifica le richieste.
Inoltre, mi consiglia di mandare una disdetta tramite raccomandata.

Io mi astengo dal ridergli in faccia, poiché capisco che è un lavoratore vittima di un sistema, e lo ringrazio per la chiarezza. Qualche giorno dopo, mentre stavo bevendo un Martini Wodka molto secco e preparandomi a salvare il mondo, vengo svegliato da una telefonata. E indovinate un po’ chi è? Un’altra signorina che vorrebbe propormi un contratto ADSL! Evviva!

Le spiego quello che è successo in questi giorni e lei rimane basita.
Mi mette in attesa per qualche minuto, dopo di che mi dice che effettivamente la zona di casa mia non è coperta dal servizio.
Gli rispondo che l’avevo capito anche io, anche perché nel sito di Tin.it c’è un bel form che ti permette di verificare la copertura, e io l’avevo controllato già un annetto fa. A questo punto la signorina non sa più che pesci pigliare, mi dice che gli hanno dato un elenco che non era stato verificato; insomma, improvvisa un po’. Mi saluta dicendomi che, se dovesse arrivarmi a casa un contratto o qualcosa del genere, non devo firmare nulla.
La saluto dicendole che se dovesse arrivarmi qualcosa, manderò tutto a un avvocato.

Morale?
Chi va piano, va sano e va lontano.
Nnzeus

Ciao
quanto ti è accaduto è quanto sta accadendo a molti altri utenti di telefonia italiani, e non solo per conto di Tin.it. Molti sono gli operatori che affidano a società esterne le campagne promozionali telefoniche, per esempio per piazzare l’ADSL, e il controllo che loro stessi possono operare sul modo in cui agiscono queste società è estremamente limitato. Se a questo si aggiungono i bonus che molti garantiscono ai telemarketer che fanno più contratti il quadro credo diventi chiaro. E’ quello dei call center in Italia, più volte presentato e raccontato su queste pagine.
A presto, La redazione

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16 12 2004
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