Warez sotto assedio? Incalza l'FBI

Come in Italia anche negli Stati Uniti sembra tirare nuova aria per i siti che distribuiscono tools di cracking, software pirata e via dicendo. La domanda è: il mondo del warez è davvero censurabile?
Come in Italia anche negli Stati Uniti sembra tirare nuova aria per i siti che distribuiscono tools di cracking, software pirata e via dicendo. La domanda è: il mondo del warez è davvero censurabile?


Washington (USA) – Si sa poco, pochissimo, delle operazioni che l’ FBI sta conducendo in queste ore sulla rete negli Stati Uniti. Trapela soltanto che nel mirino dei cybercops della polizia federale americana sono finiti i siti “warez”.

Col termine “warez” si intendono quei software, cracking tools e via dicendo che possono essere sfruttati a fini illeciti, per atti di pirateria e altro, e che si trovano “in distribuzione” su molte migliaia di siti internet, sparsi su server che si trovano in decine di paesi diversi.

Per il momento l’ FBI si è limitata a confermare che i propri agenti hanno effettuato perquisizioni e sequestri in abitazioni di “sospetti pirati del software” in undici diversi stati americani. Secondo le fonti riprese dalle agenzie americane, questi blitz farebbero parte di una offensiva orizzontale dei cybercops contro la pirateria del software che coinvolge internet.

A quanto pare, i “sospetti pirati” visitati dall’ FBI in queste ore sarebbero direttamente collegati ai siti warez e alle banche dati che offrono gratuitamente online software protetti da copyright liberamente scaricabili e immediatamente utilizzabili. Si tratta di pratiche diffusissime, sebbene di minore “impatto” sul business del software rispetto alle tradizionali attività di pirateria, come ad esempio la copiatura in massa di Cd-ROM poi rivenduti sul mercato nero di mezzo mondo.

L’ FBI ha anche ricordato come la pirateria sul software, secondo le stime dei produttori, avrebbe provocato una perdita di introiti pari a quasi 12 miliardi di dollari nel 2000.

I blitz dell’FBI mettono in luce una questione essenziale, quella dell’effettiva possibilità di “impedire” che certo materiale circoli su internet. Se in altri casi si è potuta sollevare la domanda, nel caso del warez questa sembra ancora più centrale, vista la “sfuggevolezza” del mondo warez, la continua migrazione dei siti da un server all’altro, da un paese all’altro, la circolazione di quelli stessi materiali anche al di fuori del web e “dentro” altre applicazioni della rete. Qual è, dunque, la conseguenza possibile di un’azione su vasta scala dell’FBI? Il mondo del warez ne uscirà scosso? C’è modo di “fermare” il warez senza fermare la rete?

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26 07 2001
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