WhatsApp Business API, anche a pagamento

WhatsApp Business API consente di creare un servizio di assistenza gratuito per le prime 24 ore: in seguito ogni singolo invio è a pagamento.

WhatsApp Business API, anche a pagamento

WhatsApp Business è l’offerta che il servizio ha riservato alle aziende per creare un servizio di assistenza differito, asincrono e a basso costo. Ora però il gruppo ha espresso la propria (lecita) ambizione di andare a monetizzare questo tipo di rapporto con le aziende: invece di inserire semplicemente una formula a pagamento che avrebbe presumibilmente allontanato gran parte degli utenti attuali, il gruppo ha inserito invece una regola che, per come è stata pensata, potrebbe anche fungere da stimolo alla migliore adozione del servizio.

WhatsApp Business API

WhatsApp Business è un’applicazione per Android che puoi scaricare gratuitamente e che è stata pensata per i proprietari di piccole attività. Con WhatsApp Business, le attività possono interagire facilmente con i propri clienti grazie a strumenti per automatizzare, organizzare e rispondere velocemente ai messaggi.

WhatsApp Business API consente invece di abilitare un vero e proprio gestionale basato sul messenger, che consenta di entrare in contatto diretto con l’utente allo scopo di offrirgli assistenza. Tutti i messaggi inviati entro le prime 24 ore sono gratuiti, così che l’azienda possa essere incoraggiata ad un servizio efficiente e che l’utente possa quindi percepire WhatsApp come il canale ideale presso cui rivolgersi. Per evitare che questo rapporto si trasformi successivamente in vero e proprio spam, nonché per evitare di intasare gli smartphone degli utenti, WhatsApp ha però creato un limite che detti regole stringenti: dopo 24 ore ogni invio sarà a pagamento, così che l’azienda interessata sia costretta a ponderare al meglio l’importanza, l’utilità e l’efficacia della comunicazione che sta inviando.

Le aziende dovranno pagare per inviarti determinati messaggi, così da incoraggiarle a essere selettive ed evitare che le tue chat vengano intasate. Inoltre, i messaggi continueranno a essere crittografati end-to-end e potrai bloccare qualsiasi azienda semplicemente toccando un tasto.

WhatsApp spiega di voler portare sempre più aziende sul proprio messenger, così che possano costruire una base sulla quale costruire nuovi servizi per gli utenti. “Per farlo”, spiega il gruppo, “lavoreremo a stretto contatto con diverse centinaia di aziende e selezioneremo quelle specializzate nella gestione della comunicazione con i clienti”. Le aziende potranno infatti contattare gli utenti su uno dei canali più amati del momento (soprattutto in Italia, dove WhatsApp ha trovato terreno particolarmente fertile) e questi ultimi potranno avvalersi dell’app che già posseggono sullo smartphone per espletare pratiche, chiedere assistenza ed interagire facilmente con i brand di cui si ha necessità.

Tutti i dettagli su WhatsApp Business API sono disponibili sull’apposito sito ufficiale. Quel che al momento non è ancora stato specificato è il costo del servizio, da cui dipenderà in larga parte tanto la definizione degli ambiti di applicazione del progetto, quanto la capacità attrattiva nei confronti di aziende che vogliano scegliere la grande community di WhatsApp come ambito prediletto per l’offerta dei propri strumenti. Il controllo è e rimarrà nelle mani dell’utente: è quest’ultimo a poter avviare la comunicazione con l’azienda ed è sempre quest’ultimo a poter interrompere a piacimento la discussione stessa. L’azienda, per contro, potrà calibrare gli invii per sfruttare al meglio il canale attivato volontariamente dall’utente.

Gli ambiti di applicazione possibili sono fin da subito svariati: l’assistenza del cliente, l’invio di documenti, la distribuzione di offerte. La capacità dell’azienda sta nel costruire un servizio che possa consentire di sviluppare una lista contatti importante, ma la monetizzazione di tale lista non può mettere a repentaglio l’esperienza utente: per questo motivo WhatsApp imporrà costi sui singoli invii, così che nessuna azienda possa in alcun modo pensare a WhatsApp come ad un trampolino di spam.

Fonte: WhatsApp Blog

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