Meta consentirà ai chatbot di terze parti di accedere a WhatsApp solo in Italia. L’azienda di Menlo Park ha comunicato ai provider AI concorrenti che rispetterà quindi l’ordine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Intanto anche l’autorità antitrust del Brasile ha avviato un’indagine e ordinato la sospensione dei nuovi termini d’uso che verranno applicati dal 15 gennaio.
Chatbot in WhatsApp solo in Italia
A partire da giovedì prossimo, gli utenti non potranno più utilizzare Copilot, ChatGPT, Perplexity e altri chatbot all’interno di WhatsApp. In pratica sarà disponibile solo Meta AI. L’azienda californiana ha bloccato l’integrazione tramite API perché l’eccessivo numero di richieste sovraccarica i server.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine per verificare l’eventuale abuso di posizione dominante. Successivamente ha ordinato a Meta di sospendere l’applicazione delle nuove condizioni contrattuali fino al termine del procedimento principale, quindi deve consentire ai chatbot AI di terze parti di accedere a WhatsApp.
L’azienda di Menlo Park ha annunciato ricorso, ma nel frattempo rispetterà l’ordine. In base alla comunicazione inviata ai provider AI (letta da Reuters), Meta esenterà gli utenti italiani in base al prefisso telefonico internazionale. In pratica, se il prefisso è +39 sarà ancora possibile usare altri chatbot all’interno di WhatsApp.
Secondo Interaction Company of California, azienda che sviluppo il chatbot Poke, la soluzione scelta da Meta non è corretta. L’autorità italiana ha determinato la violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), quindi l’applicazione delle nuove regole dovrebbe essere sospesa anche in altri paesi, non solo in Italia.
La Commissione europea ha avviato un’indagine simile a quella di AGCM (escludendo l’Italia). Interaction Company of California chiede quindi di imporre un blocco temporaneo come in Italia.
Indagine anche in Brasile
Anche il CADE (Conselho Administrativo de Defesa Econômica), equivalente brasiliano di AGCM, ha avviato un’indagine per presunto abuso di posizione dominante. Contestualmente ha ordinato a Meta di sospendere l’applicazione delle nuove regole, esattamente come in Italia.