WiFi e 3G assieme, contro il traffico dell'UMTS

L'organizzazione che sovraintende lo sviluppo dello standard WiFi vuole facilitare il passaggio dalle reti cellulari a quelle wireless propriamente dette. Perché il WiFi pubblico conviene anche ai carrier 3G, dice l'alleanza

Roma – L’organizzazione Wi-Fi Alliance (WFA) propone l’istituzione di un nuovo programma di hotspot WiFi “certificati”, con l’obiettivo principale di facilitare quanto più è possibile la coesistenza tra reti 3G e reti WiFi pubbliche – per avvantaggiare la semplicità d’uso degli utenti di smartphone ma anche per rendere un po’ più facile la vita dei carrier telefonici.

Gli hotspot certificati di cui discetta WFA servirebbero in sostanza a semplificare la serie di procedure necessarie alla connessione a un hotspot WiFi accessibile al pubblico, procedure rese particolarmente facili sui moderni smartphone ma che l’organizzazione intende trasformare in un processo completamente automatico .

Il nuovo piano di WFA – previsto al debutto commerciale nella prima metà del 2012 – prevede che lo smartphone o il MID dell’utente comunichi con l’hotspot WiFi pubblico non appena questo entra nel “range” di copertura del dispositivo, stabilendo autonomamente una connessione dati che prevede anche l’uso del protocollo crittografico WPA2.

Redirigere le connessioni dati al router WiFi più vicino avrebbe il vantaggio di fornire agli utenti una velocità teoricamente superiore a quella sperimentabile sulle attuali reti 3G “avanzate” (HSDPA+), suggerisce WFA, e l’ubiquità (vera o presunta?) degli hotspot wireless servirebbe anche ai carrier perché li aiuterebbe a decongestionare il traffico che si riversa – e sempre più si riverserà – sulle ingolfate infrastrutture delle reti cellulari.

Alfonso Maruccia

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  • hp sucks scrive:
    capitalisti di ventura????
    ma daiiiiii si chiamano venture capitaliste sono proprio quello che manca qui in italia, ed il motivo fondamentale per cui qui non potrà mai nascere uno youtube, un facebook, uno skype eccetera eccetera http://it.wikipedia.org/wiki/Venture_capitalin america hai un idea? va bene vai in queste "banche" e la esponivieni ascoltato da gente giovane che sà di cosa stai parlandose a loro piace ti danno un bel finanziamento per realizzarla, loro si rifaranno dei soldi se la tua idea avrà sucXXXXX!in italia? hai un idea? vai in banca ... e nel 99% ti trovi a parlare di p2p a gente che manco sà cos'è internet, se osi chiedere la parolina magica "finanziamento" ti chiedono di impegnarti la casa, lo stipendio tuo e di tutti i tuoi discendenti fino alla 4 generazionese poi osi dire "fondo perduto" .... il direttore preme un bottoncino, parla all interfono e dice "smithers libera i cani"
    • bubba scrive:
      Re: capitalisti di ventura????
      - Scritto da: hp sucks
      ma daiiiiii si chiamano venture capitalist

      e sono proprio quello che manca qui in italia, ed
      il motivo fondamentale per cui qui non potrà mai
      nascere uno youtube, un facebook, uno skype
      eccetera ecceterama in realta' esistono anche in italia... pero' il tuo business plan deve riguardare almeno per il 70% il marketing... cioe' fuffa (ma buona da vendere)... se e' una cosa seria ,allora e' piu dura. Decisamente.
  • collione scrive:
    regole?????
    regole attraverso cui si giudica l'importante delle prove in un proXXXXX??? ma stiamo scherzando? è il sistema dei brevetti che va riformato non certo la procedura civilequei ricottari di Redmond come al solito sono ipocriti fino alla nauseaevidentemente gli brucerebbe una vera riforma dei brevetti ( come farebbero poi a denunciare google ogni settimana per infrazione di presunti brevetti? )
    • JokerAHAHAH scrive:
      Re: regole?????
      ehm.. guarda che microsoft la vuole questa riforma...suvvia non attaccare a testa bassa solo perchè vedi MS su su
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