Wikipedia, il buio oltre SOPA

L'enciclopedia libera annuncia un giorno intero di blackout per protestare contro il disegno di legge anti-pirateria. Un agguerrito comunicato sostituirà tutte le pagine in lingua inglese. Diverso il parere di Twitter

Roma – “Attenti studenti! Finite in tempo i vostri compiti. Mercoledì Wikipedia protesta per una legge sbagliata!”. Un ironico cinguettio di Jimmy Jimbo Wales ha così dato avvio alla rivolta dei wikipediani contro il famigerato Stop Online Piracy Act (SOPA), il disegno di legge promosso dai senatori statunitensi Lamar Smith e Patrick Leahy per distruggere le attività online di tutte quelle piattaforme votate alla condivisione illecita dei contenuti.

L’enciclopedia libera aderirà allo sciopero indetto dal sito di social news Reddit per il prossimo mercoledì . Un vistoso comunicato rimpiazzerà la classica homepage di Wikipedia per esortare gli utenti a ribellarsi contro un testo legislativo che minaccerebbe l’intima integrità delle attuali infrastrutture di Internet.

Una giornata intera di blackout per tutte le wiki-pagine in lingua inglese, lette quotidianamente da almeno 100 milioni di persone . Lo stesso founder di Wikipedia ha sottolineato come la decisione sia stata presa di comune accordo con la comunità degli utenti, pronta a silenziare milioni di voci enciclopediche per destare le coscienze sulla minaccia di SOPA al web.

“Sarà spettacolare – ha continuato Wales – Spero che Wikipedia riuscirà a fondere i sistemi telefonici a Washington. Fatelo sapere a tutti!”. Il blackout di protesta non ha però convinto i vertici di Twitter: un business globale non potrebbe spegnersi all’improvviso per questioni legislative nazionali .

Diverso il parere della Wikimedia Foundation, che ha invece sottolineato come le previsioni di SOPA rischino di cancellare le libertà d’espressione e d’informazione sul web. Offrendo ai potenti di Washington la facoltà di censurare le attività di siti operativi all’estero, rendendoli inaccessibili in patria . I due senatori Smith e Leahy sembrano però aver accantonato l’idea dei blocchi a mezzo DNS.

Mauro Vecchio

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