L’aggiornamento 26H1, previsto per questa primavera, è una release che Microsoft definisce mirata
, ciò vuol dire che sarà per pochi eletti. La nuova versione, infatti, è riservata esclusivamente ai PC nuovi equipaggiati con processori specifici, al momento solo i Qualcomm Snapdragon X2 Series, come trapelato al CES 2026 di Las Vegas.
Windows 11 26H1: l’aggiornamento anomalo che pochi riceveranno
È una scelta che ha una sua logica, per quanto contorta. Evidentemente, Microsoft sta usando questa release come banco di prova per una nuova generazione di hardware, una sorta di laboratorio a cielo aperto dove testare cose che non sono ancora pronte per il grande pubblico. I “pionieri“, li chiama Microsoft, le “cavie“, potremmo dire noi…
La parte più bizzarra riguarda il futuro di chi effettivamente riceverà l’aggiornamento 26H1. Questi dispositivi continueranno a ricevere i normali update cumulativi mensili come patch di sicurezza e correzione di bug, e fin qui, tutto bene. Tuttavia, non potranno passare alla versione 26H2, perché è basata su una piattaforma interna di Windows diversa.
Microsoft assicura che ci sarà un percorso di aggiornamento verso una futura versione di Windows
, ma i dettagli restano avvolti nel mistero. Sarà la 27H1? Qualcosa di completamente nuovo? Chi può saperlo. E gli aggiornamenti hotpatch, quelli che si installano senza riavvio, una manna per gli amministratori IT, non saranno supportati sulla versione 26H1. Una pessima notizia.
Microsoft consiglia alle aziende di restare sulle versioni 24H2 e 25H2
Il sottotesto del post di Microsoft è chiaro, le aziende che gestiscono un parco macchine in ambito enterprise, non devono toccare niente. Le versioni 24H2 e 25H2 restano le release raccomandate per le distribuzioni aziendali, perfette per quegli ambienti dove i dispositivi sono standardizzati e i reparti IT dormono sonni relativamente tranquilli.
La versione 26H1 è per chi vuole sempre l’ultima novità e compra hardware nuovo appena esce. Per il resto del mondo, cioè quasi tutti, resta una curiosità da osservare a distanza di sicurezza, in attesa che Microsoft decida come riordinare questo groviglio di versioni, che ormai assomiglia più a un manuale IKEA tradotto male.