Windows 8 blindato su ARM. E' polemica

Le nuove specifiche Microsoft per la certificazione dei dispositivi basati su CPU ARM prevedono il lock-out obbligatorio del processo di avvio. Scoppia la polemica, ma c'è chi getta acqua sul fuoco
Le nuove specifiche Microsoft per la certificazione dei dispositivi basati su CPU ARM prevedono il lock-out obbligatorio del processo di avvio. Scoppia la polemica, ma c'è chi getta acqua sul fuoco

Manca ancora un anno alla probabile distribuzione di Windows 8 ma il nuovo OS di Microsoft continua a far discutere per le sue nuove funzionalità di sicurezza. È in particolare Secure Boot a finire di nuovo sul banco degli imputati, dopo l’individuazione – nelle specifiche per la certificazione di dispositivi Windows 8 – dell’implementazione obbligatoria del nuovo standard che inibisce l’installazione di sistemi operativi alternativi. Ma solo su dispositivi ARM.

Secure Boot era già divenuto motivo di contesa subito dopo l’ufficializzazione del supporto alla nuova tecnologia di boot sicuro – previsto dal nuovo “bios” UEFI – da parte di Windows 8, con la community dell’open source allarmata sulla possibile estromissione di Linux dal mercato del PC.

Le specifiche di certificazione Windows 8 per dispositivi con nuovo form factor prevede ora che la disabilitazione di Secure Boot su sistemi ARM sia impossibile , pur stabilendo l’obbligo di lasciare all’utente la libertà di disabilitare la funzionalità su “sistemi non-ARM” tramite il setup del firmware/bios UEFI.

Secure Boot continuerà insomma a essere una funzionalità opzionale per i PC (x86) propriamente detti, prevedibilmente abilitata di default sui sistemi certificati (preassemblati) ma comunque disabilitabile secondo le necessità e i desideri dell’utente finale.

Ma l’impossibilità di installare distro Linux su tablet ARM basati su Windows 8 dal day-one, neanche a dirlo, ha provocato l’ennesima alzata di scudi da parte di chi Linux vorrebbe installarlo dappertutto – sempre e comunque.

A tal proposito non manca chi prova a raffreddare l’ennesima polemica su un OS non ancora nato ma già tanto chiacchierato: i tablet Windows 8 con CPU ARM non sono PC e non sono nemmeno disponibili in commercio, si osserva , e come Google e Apple hanno la facoltà di “blindare” tablet all’uscita così Microsoft dovrebbe avere la libertà di farlo con sistemi tradizionalmente chiusi quali i MID (Mobile Internet Device) basati su interfaccia touch. Spetterà poi alla community che ora si indigna sconfiggere Secure Boot e “sbloccare” i tablet Windows 8, così come già succede con i gadget mobile della concorrenza.

Alfonso Maruccia

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17 01 2012
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