Windows Vista corregge il bug di iPod

Microsoft ha rilasciato una patch per il suo giovane sistema operativo che sistema un noto e fastidioso bug nella gestione di iPod. Distribuiti anche altri aggiornamenti

Redmond (USA) – A metà settimana Microsoft ha distribuito diversi aggiornamenti per Windows Vista, tra cui uno che promette di risolvere alcune delle idiosincrasie fra il govane sistema operativo e iPod.

La patch risolve in particolare un errore che poteva causare la corruzione del file-system di iPod quando lo si scollegava dal sistema utilizzando la funzione Rimozione sicura dell’hardware .

Con il recente rilascio di iTunes 7.1 , Apple aveva già corretto buona parte dei problemi di compatibilità fra i suoi player e Vista, ma non quello relativo alla corruzione del file-system, che considerava compito di Microsoft risolvere.

Nonostante questo fix, le versioni a 64 bit di Windows XP e Vista rimangono tuttora incompatibili con iTunes.

Tra le altre patch rilasciate da BigM, elencate qui da Activewin.com , ve n’è una per il tool Windows Customer Experience Improvement Program, una che migliora la qualità del video interlacciato ed una che corregge un problema relativo all’aggiunta di metadati ai file RAW generati dalle fotocamere Canon EOS-1D e EOS-1Ds.

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  • Anonimo scrive:
    STALLMANN E' PAZZO
    non meno di chi lo segue
  • Anonimo scrive:
    Uomini o dipendenti di Stallman
    Mi meraviglio di come quel povero (mica tanto) Torvalds non si sia ancora liberato dall'incantesimo della FSF :'(Come se per distribuire i sorgenti di un software ci fosse bisogno di sua santità Stallman.Cari amici, viviamo nell'era del bigottismo da una parte e del fanatismo dall'altra.Uomini, dove siete?
    • Anonimo scrive:
      Re: Uomini o dipendenti di Stallman
      sparati!
    • pane@rita scrive:
      Re: Uomini o dipendenti di Stallman
      - Scritto da:
      Mi meraviglio di come quel povero (mica tanto)
      Torvalds non si sia ancora liberato
      dall'incantesimo della FSF
      :'(L'unica cosa che lega Torvalds alla FSF è la licenza (che tra l'altro gli garba assai...almeno la 2 e forse anche la 3). Come tu sai bene per cambiare licenza devi avere la firma di tutti i contributor (alcuni dei quali sono, ahinoi, morti).Peraltro non è che puoi prendere codice gpl e farlo diventare mpl o altro...Ma queste cose, ovviamente, tu, che sei persona che si informa prima di parlare, le sapevi.Per cui il tuo stupore è piuttosto bizzarro.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2007 14.27-----------------------------------------------------------
      • Anonimo scrive:
        Re: Uomini o dipendenti di Stallman
        - Scritto da: pane@rita
        - Scritto da:

        Mi meraviglio di come quel povero (mica tanto)

        Torvalds non si sia ancora liberato

        dall'incantesimo della FSF

        :'(

        L'unica cosa che lega Torvalds alla FSF è la
        licenza (che tra l'altro gli garba assai...almeno
        la 2 e forse anche la 3).
        La 3 gli garba talmente tanto che è da mesi che la critica (rotfl)(rotfl)
        • pane@rita scrive:
          Re: Uomini o dipendenti di Stallman
          - Scritto da:

          - Scritto da: pane@rita

          - Scritto da:


          Mi meraviglio di come quel povero (mica tanto)


          Torvalds non si sia ancora liberato


          dall'incantesimo della FSF


          :'(



          L'unica cosa che lega Torvalds alla FSF è la

          licenza (che tra l'altro gli garba
          assai...almeno

          la 2 e forse anche la 3).



          La 3 gli garba talmente tanto che è da mesi che
          la critica
          (rotfl)(rotfl)evidentemente non hai letto l'intervista rilasciata proprio ieri...strano, pensavo fossi una persona che tendeva a informarsi prima di parlare
      • Anonimo scrive:
        Re: Uomini o dipendenti di Stallman
        - Scritto da: pane@rita
        - Scritto da:

        Mi meraviglio di come quel povero (mica tanto)

        Torvalds non si sia ancora liberato

        dall'incantesimo della FSF

        :'(

        L'unica cosa che lega Torvalds alla FSF è la
        licenza (che tra l'altro gli garba assai...almeno
        la 2 e forse anche la 3).

        Come tu sai bene per cambiare licenza devi avere
        la firma di tutti i contributor (alcuni dei quali
        sono, ahinoi,
        morti).
        Peraltro non è che puoi prendere codice gpl e
        farlo diventare mpl o
        altro...

        Ma queste cose, ovviamente, tu, che sei persona
        che si informa prima di parlare, le
        sapevi.

        Per cui il tuo stupore è piuttosto bizzarro.a parte che confermi alcune teorie secondo cui la GPL è un virus di cui non puoi più liberarti se non con metodi poco convenienti, direi che torvalds è titolare del marchio linux (TM) e potrebbe tranquillamente creare un fork con il codice essenziale sotto il suo controllo e quello di pochi altri programmatori e mandare a quel paese il barbuto santone
        • pane@rita scrive:
          Re: Uomini o dipendenti di Stallman

          a parte che confermi alcune teorie secondo cui la
          GPL è un virus di cui non puoi più liberarti se
          non con metodi poco convenienti,ma quale "teorie"?la componente virale della gpl è stranoto ed è anche ciò che ha salvato il mondo open e free più di una volta
          direi che
          torvalds è titolare del marchio linux (TM) e
          potrebbe tranquillamente creare un fork con il
          codice essenziale sotto il suo controllo e quello
          di pochi altri programmatori Come tu ben saprai negli ultimi kernel, soprattutto nel ramo .20 non sono poi tantissime le patch scritte direttamente da Toravldshttp://lwn.net/Articles/222773/
          • Anonimo scrive:
            Re: Uomini o dipendenti di Stallman
            - Scritto da: pane@rita


            a parte che confermi alcune teorie secondo cui
            la

            GPL è un virus di cui non puoi più liberarti se

            non con metodi poco convenienti,

            ma quale "teorie"?

            la componente virale della gpl è stranoto ed è
            anche ciò che ha salvato il mondo open e free più
            di una
            voltasalvato da chi,da cosa? Noi adesso non dobbiamo salvarci da nessuno,oggi e' solo una bella scusa per imporre un certo modo di vedere le cose.Io voglio opportunita' dall'opensource,non esaudire i perversi ideali di Stallmann.Poi non si impone una licenza per salvare qualcuno.Questo non e' opensource,e' truffa!Noi non dobbiamo difenderci da nessuno,noi non dobbiamo guardare cosa (potenzialmente) fanno gli altri ma cosa noi (concretamente) possiamo e dobbiamo fare,TUTTI,non solo FSF e adepti.


            direi che

            torvalds è titolare del marchio linux (TM) e

            potrebbe tranquillamente creare un fork con il

            codice essenziale sotto il suo controllo e
            quello

            di pochi altri programmatori

            Come tu ben saprai negli ultimi kernel,
            soprattutto nel ramo .20 non sono poi tantissime
            le patch scritte direttamente da
            Toravlds
            http://lwn.net/Articles/222773/
          • pane@rita scrive:
            Re: Uomini o dipendenti di Stallman

            Poi non si impone una licenza per salvare
            qualcuno.hai un vocabolario piuttosto fantasioso se intendi come accettazione di una licenza imporre...mi pare, ma è parecchio che non lo sento, che il medico non me l'abbia ancora prescritta..né il rilasciare software sotto mpl mi ha portato ancora le pustole
          • Anonimo scrive:
            Re: Uomini o dipendenti di Stallman
            - Scritto da: pane@rita


            Poi non si impone una licenza per salvare

            qualcuno.

            hai un vocabolario piuttosto fantasioso se
            intendi come accettazione di una licenza
            imporre...mi pare, ma è parecchio che non lo
            sento, che il medico non me l'abbia ancora
            prescritta..né il rilasciare software sotto mpl
            mi ha portato ancora le
            pustoleperche' se tu partecipi ad un progetto open sotto GPL puoi inserire qualche altra licenza sul tuo lavoro o lo devi cambiare nella sola GPL? Prova te ad inserire qualche file sotto MPL pure in un progetto GPL e se ci riesci avvertimi,altroche' volcabolario fantasioso.....sono casini che bisogna risolvere.
          • pane@rita scrive:
            Re: Uomini o dipendenti di Stallman


            perche' se tu partecipi ad un progetto open sotto
            GPL puoi inserire qualche altra licenza sul tuo
            lavoro o lo devi cambiare nella sola GPL? Me la ha ordinato lo stesso medico di prima di partecipare a quel progetto se non ne condivido la licenza?A me pare piuttosto bizzaro la proposta di prendere codice senza rispettare la licenza con cui è rilasciato....Ah sì, basta che applichi una qualunque licenza open (bella storia così facciamo gpl - mit - closed... oooookkkkeeey vaaaa beeeene era questo che volevi?)
  • Anonimo scrive:
    L'open source non è libertà
    ma è amenità
  • Anonimo scrive:
    Ma la GPL ci serve?
    Gia' bella domanda.Ma voi vi siete mai chiesti se veramente serve a qualche cosa? Sinceramente dal punto di vista pratico cioe' quello di condividere ed evolvere insieme tutte le diverse realta' OSS a me pare piuttosto fallimentare.Ok,lo so,molti progetti anzi tantissimi sono firmati GPL,ma sembra piu' che altro una corsa alla supremazia di un modo di vedere l'open affatto particolare che mira a sostiuire il pluralismo dei contribuenti OSS con l'imposizione della visione di FSF.Mi limito quindi a contestare le tesi di Stallmann evitando ogni discorso sulla GPLv3,a licenza pubblicata.A tal proposito vorrei fare un ragionamento semplicissimo.L'opensource e' nato e si e' soprattutto affermato come reazione a delle condizioni di dittatura estrema di un certo modo di concepire il software.Bene,consideriamo il tentativo di restaurare la democrazia ed il pluralismo dopo la dittatura.In seguito fra gli esponenti di questo mondo democratico ne esce uno che (diciamolo pure molto estremista perche' rappresenta l'alternativa dell'alternativa) di fatto cerca di imporre le sue regole.Come fa'? Ha in mano strumenti e adepti.La GPL e' uno di questi strumenti che mira a mettere in minoranza "l'anarchia" interna al mondo OSS,attraverso metodi quali l'imposizione e l'incompatibilita'nelle regole di tolleranza e di interscambio da sempre presenti e sottolineo basilari e costituenti del mondo opensource.Che cosa sta' creando la GPL al mondo OSS? Io vi dico sinceramente che lo sta' ammazzando.Sta' facendo peggio li' che a Microsoft ed al mondo commerciale.Le mie critiche ormai puntuali non sono inserite a caso anche perche' mi sembra che un buon numero di adepti sfrutti a proprio vantaggio la parziale e/o totale ignoranza della maggior parte delle persone che considerano il mondo OSS da sempre come entita' unica.Sbagliato,sono da sempre esistiti equilibri nella pluralita' che ha garantito un buon ecosistema di idee e sviluppo.Temo che possa finire tutto.Cosi' come la Microsoft ha ammazzato l'altra parte del mondo fatto del commerciale.Due facce di una stessa medaglia.Posso immaginare a questo punto le vostre perplessita' allora vi suggerisco di fare un paio di considerazioni.La prima riguarda un fatto semplice.Lasciate per un momento da parte Microsoft ed il mondo commerciale.Considerate l'opensource come unico mondo disponibile.Ok,a questo punto andatevi a spulciare tutte le licenze contemplate dal mondo libero cioe' quelle riconosciute dall'OSI.Noterete come la GPL non sia compatibile con nessuna licenza riconosciuta.Non vi suona strano? Non esiste per fare paragoni un sistema che ci fa' inveire continuamente perche' non e' compatibile con niente? Gia' Windows da una parte e tutto il resto dall'altra!Azzo la stessa cosa! :|Ma come,i fondamenti dell'opensource fatti di collaborazione e cooperazione,liberta'? Certo esistono ancora alle regole solo della GPL e della FSF ,e di tutto il resto dall'altra,che per inciso sono solo una parte dell'opensource.Inaccettabile! Anzi da condannare per abuso presente e futuro di posizione dominante.Non ho siceramente voglia di scatenare polemiche ,vorrei solo farvi meditare attentamente sulle implicazioni che si nascondono dietro tante belle parole.Cercate prima di tutto di essere del tutto consapevoli di cio' che usate e se non siete d'accordo fatevi sentire,oggi, che e' ancora possibile nell'OSS,domani si vedra'.Saluti.
    • pane@rita scrive:
      Re: Ma la GPL ci serve?
      qualcuno ti ha mai detto che open source e free software (da intendersi software libero) sono cose diverse? Beh te lo dico io.Dal tuo post questa differenza non si evince e sembri mescolare due movimenti affatto uguali
      Ma come,i fondamenti dell'opensource fatti di collaborazione e cooperazione,liberta'?Su quali siano i fondamenti dell'open source bisognerebbe interrogare Bruce Perens. Non metto becco nella faccenda. A sentire Eric Raymond l'open source è un modello di sviluppo software.Il free software invece si identifica nei quattro gradi di libertà e nella condivisione (nota il lessico scelto) delle idee
      Noterete come la GPL non sia compatibile con nessuna licenza riconosciutaper dirne una è compatibile con la licenza intelhttp://www.opensource.org/osi3.0/licenses/intel-open-source-license.phpNon voglio suonare offensivo, ma stiamo facendo un discorso serio o stiamo ordinando la birretta al bar? Perché nel primo caso volentieri, con argomenti concreti e non fallaci, nel secondo...per me un martini-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2007 01.58-----------------------------------------------------------
      • enricox scrive:
        Re: Ma la GPL ci serve?
        ...concordo...l'unica cosa chiara è che provabilmente ha le idee un pò confuse ? Non so ma esprimere giudizi del genere senza sapere di cosa si sta parlando è come discutere sul sesso degli angeli...per me un negroni :-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la GPL ci serve?
          - Scritto da: enricox
          ...concordo...l'unica cosa chiara è che
          provabilmente ha le idee un pò confuse ? Non so
          ma esprimere giudizi del genere senza sapere di
          cosa si sta parlando è come discutere sul sesso
          degli
          angeli...
          per me un negroni :-)Mah mi sa che le idee confuse stanno altrove.
          • pane@rita scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?

            Mah mi sa che le idee confuse stanno altrove.uno che non vede (peggio di non sapere) le differenze fra open source e freesoftware, a mio modesto avviso non è persona qualificata per un simile dibattito
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?
            - Scritto da: pane@rita


            Mah mi sa che le idee confuse stanno altrove.

            uno che non vede (peggio di non sapere) le
            differenze fra open source e freesoftware, a mio
            modesto avviso non è persona qualificata per un
            simile
            dibattitono,non girare il discorso ripeto la questione e' altrove.
          • pane@rita scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?

            no,non girare il discorso ripeto la questione e'
            altrove.come risposto nell'alto thread in alciun caso i termini open e libero sono interscambiabili (i termini).Se tu parli degli obiettivi dell'open source definisci implicitamente open source e questa tua idea/definizione si deve confrontare con ciò che è attualmente open e con ciò che è attualmente libero.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma la GPL ci serve?
        Modificato dall' autore il 29 marzo 2007 01.58
        --------------------------------------------------
        • pane@rita scrive:
          Re: Ma la GPL ci serve?


          a parte che lo so,e uso i termini volutamente
          interscambiabilie sbagli, perché non sono interscambiabili, hanno idee e obiettivi diversi
          Bene,e' ora che ci mettiamo il becco,perche' ne
          abbiamo tutti i diritti.Nessuna riverenza per
          coloro che devono garantire almeno in teoria
          strumenti alternativi e
          validi.hai interpretato male, non è che non ci metto bocca perché vige l'ipse dixit di bruce perens...non ci metto bocca perché l'open source mi interessa poco e lo conosco solo in parte. Sono interessato al freesoftware (libero) e di quello parlo
          No attenzione,non mi basta.Al movimento
          opensource non basta.Onestamente di quello che frega a te me ne importa poco, sorry :DE, rispetto alle esigenze dell'open source, preferisco le esigenze del freesoftware
          Bisogna interscambiare ed
          essere compatibili a priori.Viste le regole piuttosto ampie stabilite dall'OSI ciò non è possibile.Una licenza OSI compatibile può, ad esempio, non essere software libero. A te non interessa? A me sì. Vedi come fressoftware e open source non siano affatto interscambiabili.Ma non crederai, ovviamente, che la GPL sia l'unica incompatibile.Dubito che ce ne sia una compatibile con tutte (ben più di venti) le altre... e non fanno eccezioni le licenze che permettono il saccheggio di codice
          Bene bisogna essere compatibile con venti
          licenze,altrimenti il problema non lo
          risolviamo.e per quale motivo?visto le regole (che tu ovviamente avrei letto e conoscerai prima di parlare senza cognizione di causa) per elaborare una licenza accettata dall'OSI non c'è modo di essere compatibile con tutti.Vuoi cambiare le regole dell'OSI?Eccellente, non interessa a me né alla gpl (che è venuta ben prima) però
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?
            - Scritto da: pane@rita




            a parte che lo so,e uso i termini volutamente

            interscambiabili

            e sbagli, perché non sono interscambiabili, hanno
            idee e obiettivi
            diversiallora stiamo all'oggetto del thread si o no? Se vuoi il free e l'open lo trattiamo a parte.Ti ho spiegato che al fine della mia discussione li ho usati volutamente come sinonimi poiche' non sono determinanti allo scopo del mio discorso.Se ti interessa rispondi ai miei quesiti altrimenti lascia perdere.



            Bene,e' ora che ci mettiamo il becco,perche' ne

            abbiamo tutti i diritti.Nessuna riverenza per

            coloro che devono garantire almeno in teoria

            strumenti alternativi e

            validi.

            hai interpretato male, non è che non ci metto
            bocca perché vige l'ipse dixit di bruce
            perens...
            non ci metto bocca perché l'open source mi
            interessa poco e lo conosco solo in parte. Sono
            interessato al freesoftware (libero) e di quello
            parloIo invece ho scoperto cose che sinceramente vanno denunciate come lesive la liberta' di chiunque.Con questo spirito mi muovo.Per me l'opensource e' la liberta' di condividere ed evolvere.Liberta' di chiunque non quella particolare della FSF.L'opensource e' un'ecosistema piu' grande della sola FSF e dovrebbe essere rispettato e protetto nella sua molteplicita',non deve essere terreno di conquista di nessuno .


            No attenzione,non mi basta.Al movimento

            opensource non basta.

            Onestamente di quello che frega a te me ne
            importa poco, sorry
            :DBeh l'equivalente per me nei tuoi confronti,ovvio.
            E, rispetto alle esigenze dell'open source,
            preferisco le esigenze del
            freesoftwareIo rispetto le esigenze di tutti che si muovono in liberta'.


            Bisogna interscambiare ed

            essere compatibili a priori.

            Viste le regole piuttosto ampie stabilite
            dall'OSI ciò non è
            possibile.male molto male.Ma le manchevolezze dell'OSI non eliminano le responsabilita' della FSF che non tocca la GPL dal 1991.
            Una licenza OSI compatibile può, ad esempio, non
            essere software libero. A te non interessa? A me
            sì. Per questo noi dovremmo accettare solo le regole della FSF? Mi dispiace troppo poco.Siamo abbastanza forti per dettare le regole noi,non gli altri.Dobbiamo prima di tutto vedere quello che possiamo fare noi non gli altri.
            Vedi come fressoftware e open source non
            siano affatto
            interscambiabili.Allora e' la fine dell'esperienza OSS in senso globale.
            Ma non crederai, ovviamente, che la GPL sia
            l'unica
            incompatibile.Perche' ne vedi altre che impongono? Io no.Anzi vedo solo le commerciali.
            Dubito che ce ne sia una compatibile con tutte
            (ben più di venti) le altre... e non fanno
            eccezioni le licenze che permettono il saccheggio
            di
            codice"saccheggio" di codice? Ma come parlate? Qualcuno dovrebbe chiedervi il conto approposito del saccheggio di codice.


            Bene bisogna essere compatibile con venti

            licenze,altrimenti il problema non lo

            risolviamo.

            e per quale motivo?Per l'opensource tutto.Basato sui principi del codice aperto e della condivisione.
            visto le regole (che tu ovviamente avrei letto e
            conoscerai prima di parlare senza cognizione di
            causa) per elaborare una licenza accettata
            dall'OSI non c'è modo di essere compatibile con
            tutti.
            Vuoi cambiare le regole dell'OSI?
            Eccellente, non interessa a me né alla gpl (che è
            venuta ben prima)
            peròNo mi bastano quelle della GPL.I problemi stanno li.
          • pane@rita scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?

            allora stiamo all'oggetto del thread si o no? Se
            vuoi il free e l'open lo trattiamo a parte.Ti ho
            spiegato che al fine della mia discussione li ho
            usati volutamente come sinonimi poiche' non sono
            determinanti allo scopo del mio discorso.Se ti
            interessa rispondi ai miei quesiti altrimenti
            lascia
            perdere.non si può prescindere da cosa sia fresoftware e cosa sia open source perché tu vai a criticare la gpl per motivi, legittimi, legati all'open source. Mentre la gpl è una licenza di software libero e solo incidentalmente una licenza open source.Se non si valuta questo si scade in un discorso fallace, come, perdonami, il tuo.
            Per me
            l'opensource e' la liberta' di condividere ed
            evolvere.La libertà di condividere e evolvere sono rispettivamente la libertà di grado 2 e di grado 3. Entrambe garantite dalla GPL (e, invece, non garantite da tutte le licenze approvate OSI)Se invece intendi: libertà di condividere secondo qualunque licenza OSI compatibile (anche quelle non libere) beh non è tema né el freesoftware né dell'opensource.Poiché tu mi sembri più della seconda "parrocchia" ti invito a inviare le tue rimostranze a Bruce Perens, visto che riguardano la definizione di opensource.Qualora invece tu volessi discutere la definizione di software libero allora sì dovresti cercare la barba di stallman e, qualora tu volesse discutere anche gli aspetti normativi e non solo quelli filosofici, dovresti contattare Moglen (in realtà dovevi proporti al limite nei comitati per la revisione della gplv3)...In ogni caso visto che mi sembri interessato più all'open reitero l'invito a contattare Perens per una revisione del concetto di opensource.
            Beh l'equivalente per me nei tuoi confronti,ovvio.Come vedi afferiamo a due movimenti diversi, non riconoscerlo e voler (più o meno volutamente) confondere i termini è piuttosto infantile.
            Io rispetto le esigenze di tutti che si muovono
            in liberta'Libertà è una parola che significa tutto e nulla.Esiste anche la libertà di chiudere il codice e di salutare tutti.La libertà di far diventare un software libero non più libero, ma solo open.Quali libertà vogliamo? io ne vorrei parecchie ma le 4 alla base del software libero sono piuttosto soddisfacenti

            male molto male.Ma le manchevolezze dell'OSI non
            eliminano le responsabilita' della FSF che non
            tocca la GPL dal
            1991.Come tu sei anche qualunque revisione attuale non cambierebbe ciò che è stato scelto nel '91.Non è che se stallman si sveglia storto e la gplv3 diventa una licenza closed possiamo (neanche volere) migrare software golv2 a questa nuova licenza.
            Siamo
            abbastanza forti per dettare le regole noi,non
            gli altri.Tanto forti che anche mark shuttleworth a cui va bene proprio di tutto è sbottato dicendo che o si riducono le licenze open accettate o non si va avanti.Mr. Ubuntu propone un modello modulare simile alle cc.A me, onestamente, non convince e mi tengo stretto la gpl (2 o ancora meglio 3), però se a te interessa puoi agganciarsi al suo discorso, ovvimanete portando la tua idea a riguardohttp://www.markshuttleworth.com/archives/67


            Vedi come fressoftware e open source non

            siano affatto

            interscambiabili.

            Allora e' la fine dell'esperienza OSS in senso
            globale.Non sono interscambiabile come termini...non estrapoliamo le frasi dal contesto :)Se sono o meno interscambiabili come codice dipende esclusivamente dalla licenza è, come ti ripeto, la compatibilità 100% non la potrai mai avere se non cambiando in primis le regole di definizione di cosa sia open source.
            Perche' ne vedi altre che impongono? Io no.Anzi
            vedo solo le
            commerciali.Ce ne sono diverse che dal punto di vista della "viralità", perché poi è a quello che ti stai riferendo, si comportano nello stesso identico modo della gpl.E no non sono solo quelle commerciali.
            "saccheggio" di codice? Ma come parlate? Qualcuno
            dovrebbe chiedervi il conto approposito del
            saccheggio di
            codice.Punti di vista, per me il codice "perso" è solo quello che non è più libero (per cosa intendo per libero vedi la definizione delle quattro libertà).
            Per l'opensource tutto.Basato sui principi del
            codice aperto e della
            condivisione.C'è un problema su cosa intendi per condivisione.La definizione che sembri dargli tu non è coerente con quella all'interno di software libero né con quella di open source.Ritorna dunque la necessità di cambiare (a tuo uso e consumo, meglio se qualcun'altro condivide le tue idee) la definizione di licenza OSI compatibile.

            visto le regole (che tu ovviamente avrei letto e

            conoscerai prima di parlare senza cognizione di

            causa) per elaborare una licenza accettata

            dall'OSI non c'è modo di essere compatibile con

            tutti.

            Vuoi cambiare le regole dell'OSI?

            Eccellente, non interessa a me né alla gpl (che
            è

            venuta ben prima)

            però

            No mi bastano quelle della GPL.I problemi stanno
            li.Una mazza i problemi stanno lì.Se tu per "condividere" intendi poter passare codice a qualunque altra licenza osi compatibile devi:a) cambiare le regole OSib) garantire che migrando migrando questo codice non venga chiuso (gpl - mit - closed) Non molto entusiasmante dal mio punto di vista.c) escludere da qualunque licenza OSI la possibilità di essere virale.Solo dopo questo si può parlare di modificare la gpl o eventualmente si potrebbe considerare la gpl una licena non osi compatibile (ma visto che i tre punti di cui sopra sono essenzialmente teorici, l'ipotizzarlo è solo un esercizio di stile)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?
            - Scritto da: pane@rita


            allora stiamo all'oggetto del thread si o no? Se

            vuoi il free e l'open lo trattiamo a parte.Ti ho

            spiegato che al fine della mia discussione li ho

            usati volutamente come sinonimi poiche' non sono

            determinanti allo scopo del mio discorso.Se ti

            interessa rispondi ai miei quesiti altrimenti

            lascia

            perdere.


            non si può prescindere da cosa sia fresoftware e
            cosa sia open source perché tu vai a criticare la
            gpl per motivi, legittimi, legati all'open
            source. Mentre la gpl è una licenza di software
            libero e solo incidentalmente una licenza open
            source.

            Se non si valuta questo si scade in un discorso
            fallace, come, perdonami, il
            tuo.A me interessa francamente poco di differenze teoriche ma delle implicazioni pratiche.La teoria in questo caso e' utlizzata per giustificare certi bizantinismi.
            La libertà di condividere e evolvere sono
            rispettivamente la libertà di grado 2 e di grado
            3.Sono concetti che devono essere validi in pratica non solo in teoria.

            Entrambe garantite dalla GPL (e, invece, non
            garantite da tutte le licenze approvate
            OSI)Prego? No non confondiamo liberta' con protezionismo.La liberta' e' quella di scegliere,il protezionismo non e' giustificato e non rientra nel concetto di liberta' di tutti e per tutti.

            Se invece intendi: libertà di condividere secondo
            qualunque licenza OSI compatibile (anche quelle
            non libere) beh non è tema né el freesoftware né
            dell'opensource.Libere secondo quale metro di giudizio? Ancora una volta tendi a legare il concetto di liberta' espresso dalla GPL.Questa non rappresenta l'intero parco licenze OSI e come tale non puo' essere preso come unico esclusivo punto di partenza.
            Poiché tu mi sembri più della seconda
            "parrocchia" ti invito a inviare le tue
            rimostranze a Bruce Perens, visto che riguardano
            la definizione di
            opensource.
            Qualora invece tu volessi discutere la
            definizione di software libero allora sì dovresti
            cercare la barba di stallman e, qualora tu
            volesse discutere anche gli aspetti normativi e
            non solo quelli filosofici, dovresti contattare
            Moglen (in realtà dovevi proporti al limite nei
            comitati per la revisione della
            gplv3)...

            In ogni caso visto che mi sembri interessato più
            all'open reitero l'invito a contattare Perens per
            una revisione del concetto di
            opensource.


            Beh l'equivalente per me nei tuoi
            confronti,ovvio.

            Come vedi afferiamo a due movimenti diversi, non
            riconoscerlo e voler (più o meno volutamente)
            confondere i termini è piuttosto
            infantile.



            Libertà è una parola che significa tutto e nulla.
            Esiste anche la libertà di chiudere il codice e
            di salutare
            tutti.
            La libertà di far diventare un software libero
            non più libero, ma solo
            open.
            Quali libertà vogliamo? io ne vorrei parecchie ma
            le 4 alla base del software libero sono piuttosto
            soddisfacenti


            Come tu sei anche qualunque revisione attuale non
            cambierebbe ciò che è stato scelto nel
            '91.
            Non è che se stallman si sveglia storto e la
            gplv3 diventa una licenza closed possiamo
            (neanche volere) migrare software golv2 a questa
            nuova
            licenza.


            Tanto forti che anche mark shuttleworth a cui va
            bene proprio di tutto è sbottato dicendo che o si
            riducono le licenze open accettate o non si va
            avanti.
            Mr. Ubuntu propone un modello modulare simile
            alle
            cc.
            A me, onestamente, non convince e mi tengo
            stretto la gpl (2 o ancora meglio 3), però se a
            te interessa puoi agganciarsi al suo discorso,
            ovvimanete portando la tua idea a
            riguardo
            http://www.markshuttleworth.com/archives/67



            Non sono interscambiabile come termini...non
            estrapoliamo le frasi dal contesto
            :)

            Se sono o meno interscambiabili come codice
            dipende esclusivamente dalla licenza è, come ti
            ripeto, la compatibilità 100% non la potrai mai
            avere se non cambiando in primis le regole di
            definizione di cosa sia open
            source.


            Ce ne sono diverse che dal punto di vista della
            "viralità", perché poi è a quello che ti stai
            riferendo, si comportano nello stesso identico
            modo della
            gpl.

            E no non sono solo quelle commerciali.



            "saccheggio" di codice? Ma come parlate?
            Qualcuno

            dovrebbe chiedervi il conto approposito del

            saccheggio di

            codice.

            Punti di vista, per me il codice "perso" è solo
            quello che non è più libero (per cosa intendo per
            libero vedi la definizione delle quattro
            libertà).


            Per l'opensource tutto.Basato sui principi del

            codice aperto e della

            condivisione.

            C'è un problema su cosa intendi per condivisione.
            La definizione che sembri dargli tu non è
            coerente con quella all'interno di software
            libero né con quella di open
            source.
            Ritorna dunque la necessità di cambiare (a tuo
            uso e consumo, meglio se qualcun'altro condivide
            le tue idee) la definizione di licenza OSI
            compatibile.



            visto le regole (che tu ovviamente avrei
            letto
            e


            conoscerai prima di parlare senza cognizione
            di


            causa) per elaborare una licenza accettata


            dall'OSI non c'è modo di essere compatibile
            con


            tutti.


            Vuoi cambiare le regole dell'OSI?


            Eccellente, non interessa a me né alla gpl
            (che

            è


            venuta ben prima)


            però



            No mi bastano quelle della GPL.I problemi stanno

            li.

            Una mazza i problemi stanno lì.
            Se tu per "condividere" intendi poter passare
            codice a qualunque altra licenza osi compatibile
            devi:
            a) cambiare le regole OSi
            b) garantire che migrando migrando questo codice
            non venga chiuso (gpl - mit - closed)

            Non molto entusiasmante dal mio punto di vista.
            c) escludere da qualunque licenza OSI la
            possibilità di essere
            virale.

            Solo dopo questo si può parlare di modificare la
            gpl o eventualmente si potrebbe considerare la
            gpl una licena non osi compatibile (ma visto che
            i tre punti di cui sopra sono essenzialmente
            teorici, l'ipotizzarlo è solo un esercizio di
            stile)Continuo a vedere l'imporre i concetti di liberta' e opensource derivati direttamente da un'unica licenza di una sola rappresentanza.Questo e' piuttosto grave.
          • pane@rita scrive:
            Re: Ma la GPL ci serve?


            La libertà di condividere e evolvere sono

            rispettivamente la libertà di grado 2 e di grado

            3.

            Sono concetti che devono essere validi in pratica
            non solo in
            teoria.E infatti sono validi in pratica. Nota che non è una delle libertà garantite il cambiare a piacere la licenza indipendentemente dalla licenza scelta dallo sviluppatore originario
            Prego? No non confondiamo liberta' con
            protezionismo.La liberta' e' quella di
            scegliere,il protezionismo non e' giustificato e
            non rientra nel concetto di liberta' di tutti e
            per
            tutti.quella che chiedi tu non è fra le libertà da garantire in qualunque caso (parlando di software libero)
            Libere secondo quale metro di giudizio? Secondo la definizione di software libero (o freesoftware)
            Ancora
            una volta tendi a legare il concetto di liberta'
            espresso dalla GPL.Questa non rappresenta
            l'intero parco licenze OSI e come tale non puo'
            essere preso come unico esclusivo punto di
            partenza.Non mi riferisco alla gpl, ma ai quattro gradi di libertà necessari per poter parlare di software libero.

            Continuo a vedere l'imporre i concetti di
            liberta' e opensource derivati direttamente da
            un'unica licenza di una sola
            rappresentanza.Questo e' piuttosto
            grave.Ti sbagli. Io li lego alla definizione di freesoftware e di opensource.Il discorso è indipendente dalla licenza.Se tu non condividi queste definizione (di cosa sia software libero e di cosa sia open source) devi rivolgerti rispettivamente alla FSF e all'OSI.Ma è una questione di definizione, non di licenza.Quella che tu vuoi imporre (non spiegando poi come tecnicamente si possa fare) NON è la definizione attuale di freesoftware NE' di opensource
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la GPL ci serve?

      A tal proposito vorrei fare un ragionamento
      semplicissimo.L'opensource e' nato e si e'
      soprattutto affermato come reazione a delle
      condizioni di dittatura estrema di un certo modo
      di concepire il software.Bene,consideriamo il
      tentativo di restaurare la democrazia ed il
      pluralismo dopo la dittatura.In seguito fra gli
      esponenti di questo mondo democratico ne esce uno
      che (diciamolo pure molto estremista perche'
      rappresenta l'alternativa dell'alternativa) di
      fatto cerca di imporre le sue regole.Come fa'? Ha
      in mano strumenti e adepti.ok facci capire questo ragionamento semplicissimo:quando è nato l'open source secondo te, che cos'è open source e quando è arrivato, dopo, stallmanpoche idee ma confuse....non c'è male...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma la GPL ci serve?
        - Scritto da:


        A tal proposito vorrei fare un ragionamento

        semplicissimo.L'opensource e' nato e si e'

        soprattutto affermato come reazione a delle

        condizioni di dittatura estrema di un certo modo

        di concepire il software.Bene,consideriamo il

        tentativo di restaurare la democrazia ed il

        pluralismo dopo la dittatura.In seguito fra gli

        esponenti di questo mondo democratico ne esce
        uno

        che (diciamolo pure molto estremista perche'

        rappresenta l'alternativa dell'alternativa) di

        fatto cerca di imporre le sue regole.Come fa'?
        Ha

        in mano strumenti e adepti.

        ok facci capire questo ragionamento semplicissimo:
        quando è nato l'open source secondo te, che cos'è
        open source e quando è arrivato, dopo,
        stallman


        poche idee ma confuse....non c'è male...Oh ma ripetiamo le sempre le stesse cose.Se vogliamo l'opensource e' degli anni '70.Stallmann non ne e' il rappresentante ma un interprete particolare.Questa cosa bisogna chiarirla una volta per tutte.
        • pane@rita scrive:
          Re: Ma la GPL ci serve?

          Oh ma ripetiamo le sempre le stesse cose.
          Se vogliamo l'opensource e' degli anni
          '70.Stallmann non ne e' il rappresentante ma un
          interprete particolare.Questa cosa bisogna
          chiarirla una volta per
          tutte.Stallman non afferisce all'opensource... il giorno in cui lo capirai sarà sempre troppo tardiOh ma ripetiamo le sempre le stesse cose...e certo con la testaccia dura che ti ritrovi :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la GPL ci serve?
      di faccio notare come stavano le cose fino a 2 anni fa (in UE e' una cosa un USA un altra)PRE BREVETTI SWun software era PROTETTO "solo" dai diritti d'autorequindi scrivi il prgramma detieni il copyright.la GPL ti assucurava che potevi usare i sorgenti per farci i cavoli tuoi basta includere i sorgenti con la stessa licenza (OK)in UE siamo ancora qui e speriamo rimanga cosiIN USA hanno approvato i brevetti SWla gpl v2 non prevedeva i brevetti quindi tu puoi usare la GPL inserire un tuo brevetto e farti pagare una royalty per l'uso del brevetto, quindi si resero conto dell'inadeguatezzaIn breve prendi un software gpl inserisci un tuo brevetto e ti fai pagare per conderere l'uso del brevettoquesto vale in USA e in UERimane il problema spinoso dei DRM (che non vuol dire firmare il pacchetto SW RH o debian. vuol dire permettere o non permettere di installare un pacchetto RH gpl su una debianquesto e' il DRM, so che se scarico un paccetto e questo contiene una firma come ROOT (utente del sw) devo poter identicicare CERTAMENTE L'AUTORE ma posso installarlo dove piu mi piace.Il drm serve ad impedire questo.Quindi usando questo ragionamento a mio parere si capisce il perche' del gesto "estremo" di stallman.Senza parlare poi dei contenuti numero di visioni, scadenze, copiabilita', eliminazionequindi essere contro il DRM e' corretto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la GPL ci serve?
      @tutti coloro che hanno risposto.Ditemi c'e' nulla di migliorabile nell'approccio opensource? se,si che cosa? se,no perche'?
      • pane@rita scrive:
        Re: Ma la GPL ci serve?

        Ditemi c'e' nulla di migliorabile nell'approccio
        opensource? se,si che cosa? se,no
        perche'?Migliorabile rispetto a cosa?Al modello di sviluppo?Alle licenze?Alla filosofia (tranellino, l'open non è una filosofia :D)?etc
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la GPL ci serve?
      - Scritto da:

      - Scritto da:

      Da come la descrivi, sembra che la GPL venga

      imposta "dall'alto" su qualunque programma

      opensource. Non è

      così.

      certo la GPL e' un cavallo di troia per mantenere
      il controllo sul codice libero da parte della
      FSF.Lo noti in due situazioni.Nella prima la FSF
      pur avendo la piu' "cauta" LGPL per non
      comprovati motivi di liberta' ne sconsiglia
      l'uso,E quando ne ha sconsigliato l'uso? Il suo potere finisce lì. E sempre e comunque lo sviluppatore a decidere cosa adottare.
      nella seconda invece troviamo che molti
      programmi sotto altre licenze open tendono ad
      essere riscritti in GPL cosi' da blindare ogni
      tentativo di frammentazione.Se questa non e' una
      strategia
      fine......Se l'altra licenza lo consente non c'è niente di strano in questo fatto. Ed inoltre rimarrebbe sempre il codice scritto nell'altra licenza, da sviluppare, per un programmatore "allergico" alla GPL.
      Certo,chi inizia a scrivere ha la liberta' di
      scegliere.E' chi contribuisce in seguito che non
      ha la liberta' di proteggere il suo lavoro in
      altro modo (che sia chiaro,sempre
      open).......Questa non e' liberta',questa e'
      imposizione.Mi sembrerebbe assurdo il contrario. I patti si fanno prima di iniziare una collaborazione.Se un programmatore decide di collaborare ad un progetto, il minimo che ci si aspetti è che abbia letto e sottoscriva la licenza originale del programma.Non ti piace la licenza? Arrivederci e miglior fortuna con un altro progetto.Non è che dopo N anni che hai scritto codice sotto GPL, accettando la licenza, all'improvviso te ne esci con "ho cambiato idea, ridatemi il mio codice!" (magari dopo che altra gente ha sviluppato ulteriormente su quello che hai scritto). Se cambi idea lasci il progetto e pace, ma quel codice rimane GPL. E non è un'imposizione: l'hai accettato prima in piena libertà.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma la GPL ci serve?
        - Scritto da:

        - Scritto da:



        - Scritto da:


        Da come la descrivi, sembra che la GPL venga


        imposta "dall'alto" su qualunque programma


        opensource. Non è


        così.



        certo la GPL e' un cavallo di troia per
        mantenere

        il controllo sul codice libero da parte della

        FSF.Lo noti in due situazioni.Nella prima la FSF

        pur avendo la piu' "cauta" LGPL per non

        comprovati motivi di liberta' ne sconsiglia

        l'uso,

        E quando ne ha sconsigliato l'uso? Il suo potere
        finisce lì. E sempre e comunque lo sviluppatore a
        decidere cosa
        adottare.



        nella seconda invece troviamo che molti

        programmi sotto altre licenze open tendono ad

        essere riscritti in GPL cosi' da blindare ogni

        tentativo di frammentazione.Se questa non e' una

        strategia

        fine......

        Se l'altra licenza lo consente non c'è niente di
        strano in questo fatto. Ed inoltre rimarrebbe
        sempre il codice scritto nell'altra licenza, da
        sviluppare, per un programmatore "allergico" alla
        GPL.



        Certo,chi inizia a scrivere ha la liberta' di

        scegliere.E' chi contribuisce in seguito che non

        ha la liberta' di proteggere il suo lavoro in

        altro modo (che sia chiaro,sempre

        open).......Questa non e' liberta',questa e'

        imposizione.

        Mi sembrerebbe assurdo il contrario. I patti si
        fanno prima di iniziare una
        collaborazione.
        Se un programmatore decide di collaborare ad un
        progetto, il minimo che ci si aspetti è che abbia
        letto e sottoscriva la licenza originale del
        programma.
        Non ti piace la licenza? Arrivederci e miglior
        fortuna con un altro
        progetto.
        Non è che dopo N anni che hai scritto codice
        sotto GPL, accettando la licenza, all'improvviso
        te ne esci con "ho cambiato idea, ridatemi il mio
        codice!" (magari dopo che altra gente ha
        sviluppato ulteriormente su quello che hai
        scritto). Se cambi idea lasci il progetto e pace,
        ma quel codice rimane GPL. E non è
        un'imposizione: l'hai accettato prima in piena
        libertà.ti dimentichi di un aspetto fondamentale: siamo nel terreno opensource,di liberta',dove i presupposti sono differenti.Non mi pare l'approccio corretto di predisporre uno sviluppatore che si appresta a rilasciare codice.E' la dimostrazione ancora una volta che siamo alla stregua di un approccio commerciale rovesciato dove anziche' firmare accordi di NDA,firmi accordi di DA.No ragazzi l'opensource e' altra cosa mi dispiace.
        • pane@rita scrive:
          Re: Ma la GPL ci serve?

          ti dimentichi di un aspetto fondamentale: siamo
          nel terreno opensource,di liberta',dove i
          presupposti sono differenti.definizione di opensource:http://www.opensource.org/docs/definition.phpnon ho mai letto di opensource = scelgo la licenza che 'azzo voglio io in barba a ciò che ha scelto l'autore iniziale...Se hai queste idee o ne parli con Perens o chi per lui o fondi il tuo movimento con la tua definizione e le tue regole...ma spacciare la tua definizione di open source per quella attualmente definita mi pare un giochino davvero poco intelligente-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2007 23.18-----------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la GPL ci serve?
          - Scritto da:

          ti dimentichi di un aspetto fondamentale: siamo
          nel terreno opensource,di liberta',dove i
          presupposti sono differenti.E tu dimentichi che al di sopra di questo c'è il terreno delle leggi locali sul copyright e, in alcuni casi, dei brevetti sul software. Che vogliamo fare?
          Non mi pare
          l'approccio corretto di predisporre uno
          sviluppatore che si appresta a rilasciare
          codice.Mettere le cose in chiaro dall'inizio è sempre l'approccio corretto, a meno che non cerchi di fregare la gente.
          E' la dimostrazione ancora una volta che
          siamo alla stregua di un approccio commerciale
          rovesciato dove anziche' firmare accordi di
          NDA,firmi accordi di DA.Come sopra, tutto quello che facciamo si muove sempre all'interno delle leggi locali sul copyright, quindi dobbiamo comunque farci i conti. Fa schifo? Pazienza, la GPL cerca di metterci una pezza per quello che può, per evitare che un domani qualcuno prenda tutto il malloppo e lo chiuda lontano dagli altri. Hai una soluzione migliore?
          No ragazzi l'opensource
          e' altra cosa mi
          dispiace.Illuminaci, di grazia.
  • Anonimo scrive:
    Novell ha fatto un patto col diavolo...
    Novell la pagherà per questo.Intanto ho disinstallato Suse dai computer e sono passato definitivamente a Debian.Novell ha toppato e tradito coloro che hanno creduto in Novell quando abbracciò l' Open Source. Ora abbiamo capito che l' "abbraccio" di Novel era un abbraccio soffocante e puzzolente.Hanno ragione Stalmann, e tutti coloro che hanno attaccato e che attaccano questo sporco accordo con l' infetto DRAGA.
    • Anonimo scrive:
      Re: Novell ha fatto un patto col diavolo
      Curati.
    • Anonimo scrive:
      Re: Novell ha fatto un patto col diavolo

      Intanto ho disinstallato Suse dai computer e sono
      passato definitivamente a
      Debian.Certo come no.Te Suse non l'hai mai disinstallata semplicemente perche' hai avuto solo debian.
      • Anonimo scrive:
        Re: Novell ha fatto un patto col diavolo
        - Scritto da:

        Intanto ho disinstallato Suse dai computer e
        sono

        passato definitivamente a

        Debian.

        Certo come no.Te Suse non l'hai mai disinstallata
        semplicemente perche' hai avuto solo
        debian.Usavo Suse da prima che Suse fosse acquisita da Novell.Peccato, veramente peccato per Suse, gran brutta fine finire tra le braccia di uno squalo come Novell. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti ormai, purtroppo per Suse.Lo squalo Novell ha fatto comunella con lo squalo DRAGA usando Suse cone cavallo di Troja per far fuori l' Open Source.Ma i conti li han fatti senza l' oste e Novell lo beccherà nel....deretano assieme allo squallido DRAGA.
    • Anonimo scrive:
      Re: Novell ha fatto un patto col diavolo
      - Scritto da:
      Novell la pagherà per questo.
      Intanto ho disinstallato Suse dai computer e sono
      passato definitivamente a
      Debian.
      Novell ha toppato e tradito coloro che hanno
      creduto in Novell quando abbracciò l' Open
      Source. Ora abbiamo capito che l' "abbraccio" di
      Novel era un abbraccio soffocante e
      puzzolente.
      Hanno ragione Stalmann, e tutti coloro che hanno
      attaccato e che attaccano questo sporco accordo
      con l' infetto
      DRAGA.poveri fanatici :-o
      • Anonimo scrive:
        Re: Novell ha fatto un patto col diavolo
        Gli effetti qui in Germania si sono fatti già sentire, abito vicino al palazzo dove c'è la sede della Novell e i tremori dei capoccia generati dalla paura delle disinstallazioni di Suse stanno squassando le strutture e inesorabilmente l'edificio sta sprofondando nel sottosuolo, oddio sembra l'inizio di Armageddon!Aiutooo ti prego ti prego ti prego reinstalla Suse per favoreee! (rotfl)(rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Non hanno capito niente
    Potranno passare anche 10 versioni di GPL, ma questi signori non hanno capito che non andranno da nessuna parte. Gli unici a beneficiare di certe licenze sono i grandi colossi che potranno sfruttare meglio i poveri cantinari nel nome della libertà di informazione. E si, loro lavorno gratis , e nl frattempo arrichiscono gli imprenitori senza scrupoli, togliendo posto ai programmatori, tanto c'è chi fa il loro lavoro gratis, o per poco decine di euro al mese e qualche riconoscimento su qualche magazine dell'open source.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non hanno capito niente
      - Scritto da:
      Potranno passare anche 10 versioni di GPL, ma
      questi signori non hanno capito che non andranno
      da nessuna parte.Ma se non sai nemmeno dove va tua sorella la sera vorresti farci credere che sai dove va la GPL che manco sai cosa sia?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non hanno capito niente
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Potranno passare anche 10 versioni di GPL, ma

        questi signori non hanno capito che non andranno

        da nessuna parte.

        Ma se non sai nemmeno dove va tua sorella la sera
        vorresti farci credere che sai dove va la GPL che
        manco sai cosa
        sia?Vero, però so dove va tua sorella. A proposito, ti saluta :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Non hanno capito niente
      - Scritto da:
      Gli unici a beneficiare di
      certe licenze sono i grandi colossi che potranno
      sfruttare meglio i poveri cantinari nel nome
      della libertà di informazione. E si, loro lavorno
      gratis , e nl frattempo arrichiscono gli
      imprenitori senza scrupoli, togliendo posto ai
      programmatoriBe', se i programmatori non riescono a far meglio dei "cantinari" è meglio che cambino mestiere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non hanno capito niente
      Resistance IS futile.BrUtE AiD
    • Anonimo scrive:
      che commento privo di senso!
      - Scritto da:
      Potranno passare anche 10 versioni di GPL, ma
      questi signori non hanno capito che non andranno
      da nessuna parte. Gli unici a beneficiare di
      certe licenze sono i grandi colossi che potranno
      sfruttare meglio i poveri cantinari nel nome
      della libertà di informazione. dovresti trovare qualche argomentazione migliore a supporto delle tue tesi.buona fortuna.
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