Wine azzoppato da un brevetto

Uno dei tool di sviluppo creato in seno al progetto Wine inciampa su un brevetto di Borland, che protegge un'importante funzionalità legata alla programmazione. Una storia già sentita
Uno dei tool di sviluppo creato in seno al progetto Wine inciampa su un brevetto di Borland, che protegge un'importante funzionalità legata alla programmazione. Una storia già sentita


Roma – Tra i primi progetti open source ad aver cozzato contro il muro dei brevetti c’è Wine, il famoso software capace di far girare i programmi per Windows sotto Linux. Secondo quanto riportato dal sito australiano Builderau.com , gli sviluppatori del software open source hanno dovuto rinunciare all’implementazione di un’importante funzionalità perché questa è protetta da un brevetto di Borland.

Il problema è sorto nello sviluppo di Winelib, tool incluso in Wine che consente agli sviluppatori di ricompilare le applicazioni Windows così da generare un file binario eseguibile sotto Linux. Questo programma, per funzionare al pieno delle proprie possibilità, deve poter gestire una funzione chiamata structured exception handling (SEH): l’inghippo, però, sta nel fatto che SEH è un brevetto di Borland.

Il problema si era già presentato al team di sviluppo di GCC, il ben noto compilatore free attorno a cui gravita l’intero mondo del software open source: anche in questo caso gli sviluppatori sono stati obbligati a rinunciare a SEH.

“Gli utenti di Wine che vogliono avvalersi di Winelib hanno solo due scelte: rimuovere dal loro codice le strutture SEH o affidarsi a compilatori proprietari, come MSVC di Microsoft”.

La questione solleva forti preoccupazioni da parte del mondo open source, da sempre schierato contro i brevetti software. In particolare, c’è chi sostiene che brevetti cruciali e generici come quello di Borland impediscono ai progetti open source di creare strumenti e applicazioni capaci di competere con quelli proprietari.

“Un progetto open source che deve dipendere da un tool non-free può essere un bel problema in termini di scelta. Molte distribuzioni, come Fedora, per principio scelgono solo software libero”. ha detto a Builder UK Dimitrie Paun, uno degli sviluppatori di Wine. “Questo rallenta il progresso e rappresenta un costo per tutti, ad eccezione di quei pochi colossi aziendali che hanno firmato accordi di cross-licensing”

Update : Danny Thorpe, chief scientist di Borland, ha risposto all’articolo di Builderau.com nel suo blog . In sintesi, egli sostiene che non sia esatto dire che GCC e Winelib non implementino SEH perché questo è un brevetto di Borland: in realtà, afferma Thorpe, Borland ha semplicemente sviluppato una propria versione di SEH per i compilatori Windows: GCC, a suo dire, implementa l’exception handling da moltissimi anni. Thorpe sostiene anche che la versione sviluppata da Borland è assai più efficiente di quella di GCC, ed è costata molti soldi, perciò è giusto che sia protetta da un brevetto: egli ritiene tuttavia che questo brevetto non impedisca a terzi di sviluppare nuove implementazioni o migliorare quelle esistenti.

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18 05 2005
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