Un utente scrive su X che Starlink funziona benissimo in Portogallo. Sotto il suo post compare un riquadro con scritto “Ottieni Starlink” e un link diretto al sito. L’utente non l’ha messo. Non è un’inserzione tradizionale. È un nuovo formato pubblicitario che X sta sperimentando, e il responsabile di prodotto Nikita Bier lo descrive con una formula che dice tutto: Stiamo cercando di creare un prodotto pubblicitario che non sia una pubblicità.
Trying to make an ad product that isn’t an ad
— Nikita Bier (@nikitabier) March 6, 2026
X sperimenta annunci mascherati da consigli sotto i post, come funziona
In pratica, quando un post menziona un’azienda o un prodotto, X inserisce automaticamente un riquadro sotto il testo con un suggerimento d’acquisto e un link al sito del produttore. L’annuncio non è ancora visibile a tutti, il test è stato individuato da un utente in Europa, ma il segnaposto dove comparirà la pubblicità è già presente. Se si visita il post dell’utente @levelsio del 6 marzo, si vedrà un riquadro delineato sotto il testo che al momento mostra un post casuale di X, a meno che non ci si trovi nel mercato dove il test è attivo.
X now adds a [ Get Starlink ] button if you tweet about Starlink https://t.co/Jgtu5fOsba pic.twitter.com/df3TxSeaEt
— @levelsio (@levelsio) March 6, 2026
Quando qualcuno ha chiesto a Bier se X dovesse permettere link affiliati in quello spazio, la risposta è stata netta: No, altrimenti la gente mentirebbe. Voglio che ci si possa fidare delle raccomandazioni qui.
Un principio nobile, ma che si scontra con il fatto che il “consiglio” sotto il post è comunque una pubblicità, solo che sembra una raccomandazione spontanea.
X corteggia fa il filo ai creator (di nuovo)
Il test arriva in una settimana fitta di novità per X. L’azienda ha lanciato le etichette “Partnership a pagamento” per i contenuti sponsorizzati dei creator, ha rinnovato l’offerta Creator Subscriptions con la possibilità di monetizzare singoli thread, e ha annunciato che Grok è ora in grado di leggere gli Articles, i contenuti lunghi della piattaforma, una funzione che pochissimi usano perché chi scrive testi lunghi preferisce farlo sul proprio sito o newsletter.
Se i post sponsorizzati dei creator venissero combinati con link pubblicitari integrati come quello in fase di test, X potrebbe offrire agli inserzionisti un pacchetto più attraente, e ai creator un motivo in più per restare sulla piattaforma invece di migrare verso Instagram, YouTube o TikTok.
X insegue i creator da anni, anche prima di chiamarsi X e prima di essere di proprietà di Musk. Ha provato i pagamenti per i contenuti virali, la condivisione dei ricavi pubblicitari, gli abbonamenti. Nessuno di questi tentativi è servito a molto. Questo nuovo formato pubblicitario è l’ennesimo tentativo di trovare una formula che funzioni. La differenza è che stavolta la pubblicità si traveste da passaparola. I consumatori saranno disposti ad accettarlo?