Yahoo! pensiona Mash

Il social network di Santa Clara non va come avrebbe dovuto. Da Santa Clara avvisano gli utenti: la chiusura è inevitabile, e le informazioni inserite nei profili andranno perdute

Roma – Il web è un luogo transiente per definizione, e piccoli e grandi publisher devono fare i conti con questa regola aurea della circolazione dei contenuti digitali. Mash di Yahoo! avrebbe dovuto rappresentare un degno avversario dei giganti dell’aggregazione sociale quali MySpace e Facebook, ma ha finito per essere l’ennesimo esperimento che la società ha deciso di abbandonare e cancellare dalla rete .

Lanciato nel settembre del 2007, Mash voleva essere la risposta al mancato tentativo di fusione tra Yahoo! e Facebook, promettendo nuove frontiere 2.0 al social networking grazie all’inusuale possibilità, per i visitatori dei profili utente, di modificare le pagine personali altrui e aggiungervi nuovi contenuti.

Un’idea nuova, ma nondimeno insufficiente a far decollare il servizio , che verrà ora definitivamente chiuso il prossimo 29 settembre stando alle e-mail inviate in questi giorni ai sottoscrittori dal big del search.

Passata quella data, qualsiasi tentativo di accesso alle pagine di Mash verrà reindirizzato alla homepage di Yahoo!, e gli utenti sono dunque invitati a salvare qualsiasi contenuto avessero on-line per evitare di perderlo senza possibilità di recupero. L’esperimento social di Yahoo! è dunque durato esattamente un anno , e la sua conclusione si prevede influenzerà altri 360 (dicasi 360) servizi gestiti dalla corporation con conseguenze pratiche non meglio specificate.

Tralasciando le questioni prettamente tecniche, la chiusura di Mash potrebbe richiamare la mente un altro taglio operato di recente da Yahoo! nel proprio parco di servizi online: quello di Yahoo! Music . In quel caso, come in questo, agli utenti è stato di fatto impedito di godere dei contenuti ottenuti: a Sunnyvale evidentemente si divertono a sperimentare, ma non si fanno troppi problemi a sfoltire i progetti avviati se questi non raccolgono i successi sperati .

Alfonso Maruccia

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