Due anni. Tanto c’è voluto perché YouTube si decidesse a sviluppare un’app nativa per Apple Vision Pro, il visore da 3.499 dollari che Apple ha lanciato nel 2024. Un dispositivo pensato per i video, per l’immersione, per esperienze visive che nessun altro hardware poteva offrire.
E la piattaforma video più grande del pianeta? Non pervenuta. Chi voleva guardare YouTube su Vision Pro doveva arrangiarsi con Safari o con app di terze parti. Adesso l’app c’è, è sull’App Store, pesa 180 MB, supporta oltre 76 lingue.
Finalmente YouTube ha un’app nativa per Apple Vision Pro
L’app nativa permette di guardare ogni tipo di contenuto YouTube su uno schermo virtuale gigante: video standard, Shorts, video 3D a 360 gradi e VR180. Il tutto anche negli ambienti virtuali di visionOS, che è poi il motivo per cui la gente ha comprato un visore da migliaia di euro invece di guardare YouTube sul divano con il telefono in mano.
Naturalmente, si avrà accesso a iscrizioni, playlist, cronologia e tutto ciò che è legato al proprio account Google. La sorpresa, positiva, è il supporto per i video 8K UHD, anche se c’è un “ma”: funzionano solo sulla versione M5 del visore, quella con prestazioni più veloci e batteria estesa. E serve almeno visionOS 26. Chi ha il modello originale dovrà accontentarsi di risoluzioni inferiori, comunque su uno schermo virtuale grande quanto una parete del soggiorno, quindi non è comunque una tragedia.
L’assenza di YouTube dall’App Store di Vision Pro ha generato un piccolo ecosistema di app di terze parti. La più nota era Juno, creata da Christian Selig, lo stesso sviluppatore dietro Apollo, il celebre client Reddit. Juno era stata aggiornata per supportare i video a 360 e 180 gradi di YouTube, e funzionava bene. Poi Google ha presentato un reclamo per violazione del marchio e l’app è stata rimossa dall’App Store. Ora che l’app ufficiale esiste, quelle alternative perdono la loro ragion d’essere.
Netflix e Spotify ancora non ci sono
Vision Pro non ha ancora un’app nativa di Netflix, e peggio, Netflix non ha nemmeno consentito alla sua app per iPad di funzionare sul visore. L’unico modo per accedere al catalogo è Safari. Per un dispositivo che costa quanto un viaggio intercontinentale e che è progettato attorno all’idea di guardare i contenuti su schermi virtuali enormi, è un paradosso che rasenta la presa in giro.
Spotify è nella stessa situazione. Niente app nativa, bisogna arrangiarsi con il browser. Apple Vision Pro è senza dubbio straordinario dal punto di vista tecnologico, ma quanto a contenuti, fa un po’ pena.