YouTube vuole dare una mano ai genitori che cercano disperatamente di strappare i figli dall’ipnosi da scrolling compulsivo. La piattaforma di Google ha annunciato una serie di nuovi controlli parentali focalizzati sugli Short, quei video verticali brevi che hanno trasformato YouTube nell’ennesimo clone di TikTok, e che hanno la stessa capacità magnetica di risucchiare minuti (e ore) senza accorgersene.
Il problema è noto, un ragazzino apre gli Short per guardare “giusto un video veloce” e mezz’ora dopo è ancora lì, perso in un vortice di challenge improbabili, balletti sincronizzati e contenuti che l’algoritmo continua a proporre senza pietà. YouTube ora permette ai genitori di mettere un freno a questa spirale, con timer personalizzabili che decidono quanto tempo gli account collegati dei figli possono dedicare agli Short.
Short di YouTube: Timer, blocchi totali e promemoria vari
I nuovi controlli offrono diverse opzioni. La prima è il timer: si imposta un limite di tempo e quando scade, gli Short si bloccano. Semplicissimo e probabilmente destinato a generare qualche discussione accesa in famiglia.
La seconda opzione è più drastica: blocco totale. I genitori possono disattivare completamente la visione degli Short, sia in modo permanente che temporaneo. Quest’ultima modalità può essere utile in scenari specifici, tipo quando il bambino dovrebbe usare YouTube solo per studiare tramite video educativi e non per guardare compilation di fail epici o tutorial su come fare lo slime perfetto.
YouTube ha anche aggiunto i promemoria personalizzati per l’ora di andare a dormire e per fare una pausa. Sono quei messaggi che invitano gentilmente a interrompere la visione, anche se statisticamente la maggior parte degli utenti li ignora bellamente e continua a scrollare. Queste funzioni, tra l’altro, sono disponibili anche per gli adulti che vogliono impostare i propri limiti, tanto si sa che il problema non riguarda solo i bambini e gli adolescenti…
Il problema del cambio account
YouTube ha pensato anche a un aspetto pratico che tormenta molti genitori, il cambio tra account. Passare dal proprio profilo a quello del bambino è tecnicamente possibile, ma scomodo. E c’è il rischio collaterale temuto da chiunque: vedere il proprio algoritmo invaso per sempre dai video di Bluey, Peppa Pig o qualsiasi altra ossessione del momento.
Nelle prossime settimane, l’app aggiornerà l’esperienza di accesso per rendere più semplice il passaggio tra gli account. Certo, tutto questo funziona solo se genitori e figli si ricordano effettivamente di fare il cambio.
Quando le pressioni internazionali funzionano
Questi controlli non sono una novità assoluta nel panorama social. TikTok, Snapchat, Instagram e Facebook offrono funzionalità simili da tempo. La sicurezza online dei minori è diventata un tema caldissimo a livello internazionale, con governi e organizzazioni che spingono le piattaforme a fare di più per proteggere bambini e adolescenti.
YouTube aveva già introdotto l’anno scorso una tecnologia di stima dell’età per prevedere se un account appartiene a un adolescente, per offrire un’esperienza di navigazione più appropriata. I controlli parentali per chi crea contenuti esistono già da un po’.
Questi nuovi limiti sugli Short sono un ulteriore tassello di una strategia più ampia, che cerca di bilanciare l’engagement (che porta soldi), con la responsabilità sociale (che evita grane legali). Magari non risolverà il problema dello scrolling compulsivo, ma almeno offre ai genitori qualche strumento in più per provare a tenere sotto controllo la situazione.