Zoom ha cancellato il webinar di Leila Khaled

Zoom, Facebook e YouTube hanno impedito o interrotto la trasmissione in diretta di un evento che ha visto intervenire la palestinese Leila Khaled.
Zoom, Facebook e YouTube hanno impedito o interrotto la trasmissione in diretta di un evento che ha visto intervenire la palestinese Leila Khaled.
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Era in programma per la giornata di ieri, ospitato dalla San Francisco State University e trasmesso su Zoom, un webinar con ospite Leila Khaled, membro di FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina). L’appuntamento non è andato in onda, oscurato dalla piattaforma. Misure simili sono state attuate da Facebook e YouTube.

Leila Khaled: webinar oscurato da Zoom, FB e YouTube

Classe 1944, è stata protagonista del dirottamento di due voli tra il 1969 e il 1970. Stando a quanto finora reso noto la decisione di impedire la diretta dell’incontro è stata presa in seguito a pressioni esercitate da parte di gruppi filoisraeliani incluso Lawfare Project.

Essendo PFLP presente nella lista delle organizzazioni terroristiche compilata da Stati Uniti, Europa e Canada, il via libera al meeting avrebbe potenzialmente potuto esporre Zoom e le altre piattaforme a serie conseguenze. Questa la posizione ufficiale dell’azienda attribuita a un portavoce.

Alla luce della testimoniata affiliazioni e del coinvolgimento dell’oratore con un’organizzazione indicata come terroristica dagli Stati Uniti, nonché in considerazione dell’incapacità della San Francisco State University di dimostrare il contrario, abbiamo deciso che il meeting avrebbe violato i nostri termini di servizio e abbiamo comunicato all’istituto l’impossibilità di utilizzare la piattaforma per questo particolare evento.

Facebook ha eliminato la pagina della tavola rotonda “Whose Narratives? Gender, Justice and Resistance” che ha visto l’intervento di Khaled, mentre YouTube ha interrotto la trasmissione dopo 23 minuti dall’inizio dello speech impedendone poi l’upload.

La vicenda, seppur di natura diversa, non può che richiamare alla mente quella dei mesi scorsi quando alcuni attivisti di piazza Tienanmen sono stati bannati proprio nei giorni in cui erano in programma le celebrazioni per il trentunesimo anniversario delle proteste, questa volta in forma virtuale per questioni legate alla crisi sanitaria.

Fonte: The Verge
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