Zune? Videosharing e telefonia mobile

Da oggi disponibile nei negozi americani, Zune si avvicina già alla sua seconda generazione che, assicura Microsoft, trasformerà il player in un concorrente ancora più temibile per Apple

Roma – Mentre esperti del settore multimediale , Steve Jobs della Apple e blogger ironizzano sulle velleità espansionistiche di Zune , Microsoft ha già lasciato trapelare che la sua funzione di wireless sharing sarà compatibile anche con i video. Se oggi permette solo la condivisione di file audio con rigorose limitazioni di riproduzione, domani i filmati auto-prodotti potranno essere zunati in totale libertà, assicura l’azienda.

Microsoft Zune è finalmente disponibile – da poche ore – in tutti i negozi statunitensi al prezzo di 249,99 dollari. D’ora in avanti gareggerà per il primato del segmento; tutto ciò che il marketing poteva fare è stato fatto. “La gara è partita. Sono certo che possiamo raggiungere Apple. Loro hanno un marchio e l’immagine; noi alcune idee innovative”, ha dichiarato alla stampa Steve Ballmer, CEO di Microsoft.

Fra queste idee bisogna certamente considerare la questione dello sharing wireless di contenuti tra utenti Zune. Inoltre uno Zune 2.0 potrebbe disporre anche di funzionalità di telefonia mobile . Insomma un portable player che permetterà di telefonare, sulla falsa riga del bramato iPhone . È lo stesso Ballmer a confermare l’ipotesi, sottolineando che sarà più facile integrare nuove funzioni su un lettore che adattare un cellulare a particolari esigenze multimediali. “Abbiamo una base di partenza che sarà ampliata con nuove soluzioni di intrattenimento”, ha dichiarato Ballmer.

Le rilevazioni di mercato alimentano la strategia Microsoft. Secondo JupiterResearch , i cellulari con funzioni multimediali non stanno stimolando gli acquisti musicali. “Terminali mobili che si comportano come i lettori tradizionali sarebbero molto più apprezzati. Quindi ben venga un lettore con funzioni di telefonia”, ha dichiarato l’analista David Card.

“Zune si basa su una strategia a lungo termine”, ha dichiarato Scott Erickson, senior director del product management di Zune. “Ci stiamo già occupando della nuova generazione. Modalità diverse di sharing e acquisti wireless via Internet”.

Intanto il packaging del nuovo lettore tiene banco online su Engadget .

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  • Solvalou scrive:
    Non e' un problema di fair use in se
    Secondo me il problema delle major non e' che di una canzone vengano riprodotti 30 secondi per fini di fair use.Caspita, spesso le major PAGANO dj radio e tv per avere le loro canzoni in promozione, se non entrano in testa alla gente chi le compra?Quello che agli editori interessa e' MANTENERE IL CONTROLLO DEI CANALI DI PROMOZIONE, e questo lo si ha solo se il fair use e' esercitato da pochi soggetti controllabili. Niente di meglio quindi che poter chiedere il copyright anche su un solo secondo di canzone e poter cosi' decidere chi puo' promuovere i brani e chi no.Ovviamente, agli autori dei brani tutto questonon cambia molto la vita. Ma autori e musicisti nei discorsi degli editori centrano sempre poco.
  • Guybrush scrive:
    Sherman ha torto
    "[...]esigenze della critica, del commento, del giornalismo, dell'istruzione e della ricerca"Lo cito apposta.Critica e commento giornalistico sono praticamente la stessa cosa.Istruzione e ricerca... capisco l'istruzione, ma che uso puo' mai avere in ambito scientifico l'ultimo album di Britney Spears?In nessun caso si parla di diffusione della cultura, cosa che invece quello dovrebbe essere, di fatto, il fine di un brano musicale (squisitamente meccanico, d'accordo, ma mi pare sia corretto).L'uso corretto (fair si puo' tradurre anche cosi') di un brano musicale e' appunto quello.E' scorretto farlo per soldi, giusto, cosi' come e' scorretto riprodurre un supporto (materiale o non) senza aver pagato chi vuol essere pagato.Pero'... pero'... pero'...Ci sono persone che tengono centinaia e a volte migliaia di brani musicali, ovviamente creati da altri, e per i quali non e' stato pagato un centesimo.Ci sono casi in cui la gente riproduce brani a tutto andare e non paga (e spero non paghera' mai) un solo centesimo.Personalmente (e modestamente) ho anche io un archivio simile, archivio che nessuno mi potra' sequestrare o far pagare.Si tratta della mia testa. Tutta la musica che ho in mente e che posso tirar fuori a piacimento con una discreta varieta' di strumenti (dalla voce, al fischio, al kazoo, alla chitarra, armonica, tastiera, flauto ecc... ecc... ) e che, caro Sherman, non ti paghera' mai un centesimo.Perche' quella musica, caro Sherman, e' diventata mia nel momento in cui mi sono messo ad ascoltare alla radio e a canticchiare a mia volta, buttando giu' sul mio fedele moleskin (carta & matita) accordi, parole e note.Perche', caro Sherman, prima di sparare 'ste cazzate (e bannatemi allora) sull'uso corretto della musica, dovresti ricordarti di spegnere il registratore di cassa e riaccendere il cervello.Duplicare musica senza l'ausilio di un computer e' ancora piu' facile, basta saper ascoltare e avere voglia di divertirsi.Magari all'inizio i risultati sono disastrosi, ma ci vuole veramente poco per migliorare quanto basta per ottenere la sufficienza.Secondo lui, quindi, io non posso suonare.Se condo me, lui, puo andare a ca... ntare.
    GT
  • danieleMM scrive:
    RIAA è obsoleta.. basta con le Ca...
    un modello di business come il loro non ha più senso e si intestardiscono a portarlo avanti1) o cambiano2) o si estingonoadesso si mettono a giocare sul significato delle parole..perché non giochiamo sul significato delle parole "diritto d'autore"secondo me l'autore deve avere il diritto di decidere se denunciare o meno chi scarica i propri brani illegali, e ci sono parecchi autori che hanno affermato di non essere d'accordo..perché queste voci non le si ascolta? direi che chi ha voce in capitolo qui sono i musicisti o i produttori di film (che vanno però visti come 2 realtà separate perché radicalmente differenti)chiediamolo a loro qual'è il significato di "fair use"!
    • Anonimo scrive:
      Re: RIAA è obsoleta.. basta con le Ca...
      [img]http://punto-informatico.it/community/avatar/05027802046A1A.gif[/img]Sopra: avatar del solito comunista anti-capitalista.
  • Cobra Reale scrive:
    E se fosse vero l'esatto contrario?
    Era logico che le major non vedessero di buon occhio il fair use, "una piaga lesiva delle proprietà intellettuali".Hanno parlato di "recuperare il fair use". E se pretendessero di essere pagate per ogni citazione delle "loro" opere?Secondo me, vogliono solo speculare il più possibile sul copyright.
  • Anonimo scrive:
    La paura fa 90
    Hanno solo paura, perchè per la prima volta non sono un pugno patetici utenti straccioni ma una coalizione di corporazioni potenti e danarose quanto loro ad opporglisi, e, soprattutto, sospinte dallo stesso interesse: non ideali, non principi, ma puro e semplice denaro. Possono vincere? Devono prima convincerci che i lucchetti e le catene sono cosa buona e giusta e che è bello avere un DVD Player che controlla cosa vedi via internet. Non solo, ma che il fair use non esiste, che tutte le trasmissioni che hai registrato su videocassetta erano illegali e che ogni registrazione ti è graziosamente concessa dalla ditta Venale & figli, tutto per la salvaguardia dell'immortale spirito creativo dell'uomo, naturalmente!!
  • The Animal scrive:
    Su wikipedia
    c'è scritto anche che il "fairuse" non esiste in Italia.http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_use
    • Anonimo scrive:
      Re: Su wikipedia
      - Scritto da: The Animal
      c'è scritto anche che il "fairuse" non esiste in
      Italia.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_useMa su non mi ricordo dove ho letto che da quando c'è il DMCA è difficile capire quando si possa mettere in pratica questo benedetto fair use.
      • Anonimo scrive:
        Re: Su wikipedia
        - Scritto da:

        Ma su non mi ricordo dove ho letto che da quando
        c'è il DMCA è difficile capire quando si possa
        mettere in pratica questo benedetto fair
        use.Il problema è nato dal fatto che la copia a uso personale può rientrare nel fair use (per es. tengo il cd originale al sicuro, in auto - soggetto a rovinarsi al caldo sole estivo - ascolto la copia), ma il DMCA ha sottolineato il reato di violare le protezioni apposte dal produttore.In pratica, se per fare una copia devi aggirare le protezioni del CD o DVD, sei colpevole (e ti viene negato il diritto del fair use.Comunque AFAIK la legislazione italiana non prevede esattamente lo stesso concetto di Fair use della legislazione anglosassone, ma non sono avvocato e non voglio parlare a sproposito.
    • NSA scrive:
      Re: Su wikipedia
      - Scritto da: The Animal
      c'è scritto anche che il "fairuse" non esiste in
      Italia.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_usec'è scritto anche che il "fairuse" non esiste inItalia.Come no?
    • Duccio Minoia scrive:
      Re: Su wikipedia
      - Scritto da: The Animal
      c'è scritto anche che il "fairuse" non esiste in
      Italia.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_useEsatto, infatti l'upload di immagini e altri contenuti multimediali sotto Fair Use è possibile solo su en.wiki, è uno dei motivo per cui it.wiki è così "spoglia" rispetto alla sorella anglosassone.
  • Adolf Hitler scrive:
    Fair kosen??
    Dag-nata gengtaglia! L' uniken usen kwe vi powso koncederen è kwello del vogstro deretanen! En ricorgdaten! La RIAA è kwome il tergzo reich, ha sempwre ragionen! :@ :@ :@ :@
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