2013, l'anno di Office 365

A poche ore dall'inizio della SharePoint&Office Conference, il punto sulla nuova offerta SaaS di Redmond assieme a due degli speaker. Special guest: Kevin Turner, COO di Microsoft

Roma – A pochi mesi di distanza dall’evento che ha anticipato il lancio di Sharepoint 2013, è finalmente arrivato il momento. La SharePoint&Office Conference 2013 inizia martedì 5 marzo 2013 al Centro Congressi di Milanofiori. Saranno tre giorni ricchi di informazioni, seminari e c’è anche un ospite speciale: Kevin Turner , COO e in pratica il numero due di Microsoft, sarà presente all’evento e nella giornata del 6 marzo lancerà in anteprima nazionale la nuova versione di Office 365 per le aziende . Le sorprese, insomma, non dovrebbero mancare.

Il momento per parlare di Sharepoint e della nuova offerta SaaS di produttività, non è un caso, non potrebbe essere migliore: i prezzi per il mercato USA sono appena stati svelati al pubblico , e la prossima settimana tutto sarà più chiaro anche per il mercato italiano. “La nuova versione di Office 365 completa in termini di ricchezza l’offerta online di Microsoft – spiega a Punto Informatico Igor Macori , Green Team , MVP e tra gli speaker della conferenza – In questa tornata sono comprese ovviamente le versioni 2013 dei prodotti, e anche Sharepoint incorpora quasi tutte le caratteristiche del prodotto on premise”.

Tra gli aspetti più interessanti della nuova offerta c’è senz’altro la nuova griglia di licenze: il percorso iniziato anni or sono per la fornitura di software come servizio è giunto a un buon grado di maturazione, e così le novità nelle funzionalità si abbinano anche a una maggiore flessibilità e consapevolezza nell’offerta. “Con la formula 365 si paga a seconda dei consumi e si è in grado di provvedere agli utenti in divenire – prosegue Paolo Pialorsi , devleap , altro guru nostrano e speaker della conference – È un prodotto che è ormai rivolto a tutti, non solo alle grandi imprese”. “Per esempio – spiega Macori – ci sono piani poco valorizzati ma con un loro peso: basti pensare alle licenze academic, che sono adottate ad esempio dall’Università di Bologna, LUISS, Tor Vergata, e che nella loro formulazione base sono gratuite ma includono già molte delle funzionalità che bastano a offire per esempio caselle di posta complete e funzionali agli studenti”.

Funzioni che possono allargarsi a seconda delle esigenze dell’istituto scolastico o, naturalmente, dell’azienda che decida di acquistare il prodotto: “Quanto visto a novembre durante la conferenza di anteprima è stato l’antipasto – prosegue Macori – dentro Office 365 e Sharepoint 2013 ci sono molte novità per esempio per quanto attiene alla collaboraizone social, è stata già annunciata l’integrazione con Yammer ( acquisita da Microsoft lo scorso anno, ndr ) che sarà disponibile a breve, e ci saranno anche annunci per quanto attiene la convergenza dei servizi online di 365, Lync e Skype”. Pialorsi, in questo senso, promette novità interessanti magari proprio durante l’intervento di Kevin Turner.

La presenza del COO di Redmond è un avvenimento dell’ultim’ora ma senz’altro gradito: “Abbiamo saputo che era in Italia – racconta Pialorsi – gli abbiamo proposto la possibilità di un intervento nella nostra tre giorni e lui ci ha detto di sì: arriverà con il suo staff, parlerà ai partecipanti alla conferenza in un intervento che si annuncia veloce ma interessante sotto il profilo dei contenuti”. All’ordine del giorno ci sarà la presentazione italiana di Office 365, ma non sono esclusi altri temi: “È la ciliegina sulla torta di una agenda dell’evento di cui siamo molto soddisfatti – si compiace Macori – quest’anno abbiamo speaker importanti che vengono dall’Europa e da Oltreoceano che parleranno ai partecipanti”.

Ma l’occasione è importante non solo per la caratura degli speaker. Ancora Macori: “È necessario un cambio di mentalità nei partner e negli sviluppatori che orbitano nel mondo Microsoft: le opportunità della logica di sviluppo di software più servizi aggiunge enorme flessibilità e agilità, permette ai partner di alleggerirsi di zavorre come i server in azienda dal cliente, che fino a qualche anno fa costituivano magari una parte importante dei loro affari ma che oggi invece sono causa di tempi che si allungano e costi che aumentano”. In altre parole: l’impiego di cloud e servizi online permette di scalare e aggiornare le soluzioni offerte nel tempo, di aumentare la rapidità di erogazione del prodotto all’utente finale , di poter ampliare il numero di clienti serviti con un solo prodotto adattandolo di volta in volta alle diverse esigenze.

“Il paradigma di sviluppo orientato ai servizi che Micorosft sta spingendo da qualche anno sta acquisendo sempre più valore – continua Pialorsi – Non tutti i partner storici sono pronti, ma c’è mercato e vale la pena investire inquesta direzione. Da anni è buona regola sviluppare prodotti in grado di fornire anche servizi online, e ora con i nuovi strumenti questo principio di interoperabilità acquisisce maggiore valore. Il partner non è solo chi vende un pacchetto software, ma una parte attiva nello sviluppo di un’offerta”. Che può comprendere app da vendere sul marketplace di Office , che può personalizzare e ottimizzare gli strumenti 365 per tararli sull’esigenza del cliente.

Il cambio di mentalità non è banale, ma ha delle potenzialità: “Basti pensare alle Office app – spiega Pialorsi – Sono codice HTML e JavaScript ospitato dentro Office: ma se uno sviluppatore approfitta dei servizi esposti su Internet per consumare dati e fornire funzionalità dentro Office diviene possibile ampliare le possibilità. Possono vendere e fornire un servizio a n-utenti, posso lavorare sul cloud Amazon o su Azure, scalando al meglio”. Un buon servizio può essere venduto a più di un cliente: con una sola installazione in una sola farm cloud si possono erogare servizi diversi a diversi utenti.

L’impostazione SaaS e del cloud computing ormai è definita : “Il paradigma cloud lo darei per assodato – conclude Macori – Parlando coi clienti, una delle perplessità che si sta superando è anche il timore del dato non si sa bene dove si trovi. Il fattore psicologico lo stanno superando”. Ci sono anche i vantaggi di andare in contro ad altre piattaforme: “L’interfaccia dei nuovi strumenti è utilizzabile anche da device non Microsoft” chiude Pialorsi, che lascia intendere anche che in ottica mobile le novità di Office 365 non sono finite.

a cura di Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • prova123 scrive:
    Bravi... deve disporre ...
    <i
    di una connessione Internet sempre attiva </i
    ... PECCATO che di solito quando il computer viene infettato il controllo della connessione passa nelle mani del malware ;) . Un antivirus cloud è la cosa più inutile dopo il cloud stesso. :-o
    • tizio scrive:
      Re: Bravi... deve disporre ...
      E allora perchè l'hanno inventato???
      • prova123 scrive:
        Re: Bravi... deve disporre ...
        Non l'hanno inventato oggi, il cloud era utilizzato agli inizi degli anni '80 quando le unità di memorizzazione costavano un occhio della testa e per i comuni mortali non c'era a disposizione una scheda grafica ma un videoterminale tipo VT100. Il terminale ti metteva in comunicazione con un computer remoto con il quale lavorare. Uno non aveva a disposizione un HD ma "blocchi di memoria" su sistemi remoti. Poi dopo tanta fame informatica il diminuire dei costi dei supporti di memorizzazione ha reso possibile acquistare HD ed averli addirittura all'interno del proprio computer :o . Adesso spacciano questa obsoleta tecnologia come una novità, il futuro. Non fatevi prendere per il XXXX, il cloud è solo preistoria con altre finalità... ;)
        • sol doni scrive:
          Re: Bravi... deve disporre ...
          - Scritto da: prova123
          Non l'hanno inventato oggi, il cloud era
          utilizzato agli inizi degli anni '80 quando le
          unità di memorizzazione costavano un occhio della
          testa e per i comuni mortali non c'era a
          disposizione una scheda grafica ma un
          videoterminale tipo VT100. Il terminale ti
          metteva in comunicazione con un computer remoto
          con il quale lavorare. Uno non aveva a
          disposizione un HD ma "blocchi di memoria" su
          sistemi remoti. Poi dopo tanta fame informatica
          il diminuire dei costi dei supporti di
          memorizzazione ha reso possibile acquistare HD ed
          averli addirittura all'interno del proprio
          computer :o . Adesso spacciano questa obsoleta
          tecnologia come una novità, il futuro. Non fatevi
          prendere per il XXXX, il cloud è solo preistoria
          con altre finalità...
          ;)quoto integralmentefinalmente qualcuno che unisce esperienza, competenza e -soprattutto- le usa per ragionare :-)
      • sol doni scrive:
        Re: Bravi... deve disporre ...
        - Scritto da: tizio
        E allora perchè l'hanno inventato???per farci soldi
    • sol doni scrive:
      Re: Bravi... deve disporre ...
      - Scritto da: prova123
      Un antivirus cloud è la cosa più inutile
      dopo il cloud stesso. beh dai... per multinazionali e "servizietti" governativi interessati solo ai profitti e al controllo/repressione sociale, cloud e SaaS sono cose molto utili...
Chiudi i commenti