Nel 2026 vorrai un AI PC, lo dice Microsoft

Nel 2026 vorrai un AI PC, lo dice Microsoft

Microsoft torna alla carica per quanto riguarda gli AI PC: è certa che il 2026 è l'anno in cui la categoria mostrerà finalmente i muscoli.
Nel 2026 vorrai un AI PC, lo dice Microsoft
Microsoft torna alla carica per quanto riguarda gli AI PC: è certa che il 2026 è l'anno in cui la categoria mostrerà finalmente i muscoli.

Come un moderno Giano Bifronte, Microsoft ha assunto quello che può essere definito un doppio atteggiamento in merito all’intelligenza artificiale applicata all’ambito desktop. Da una parte si è impegnata a ripulire Windows 11 da tutte quelle funzionalità integrate a forza e che hanno indispettito gli utenti. Dall’altra continua invece a spingere l’adozione degli AI PC, nonostante qualcuno nell’industria abbia già ammesso apertamente che non sono la rivoluzione annunciata.

Microsoft: il 2026 sarà l’anno degli AI PC

Il gruppo di Redmond è tornato sull’argomento, con un nuovo post sul blog ufficiale in cui dichiara che sì, il 2026 sarà l’anno giusto per la categoria. Lo ha fatto elencando i loro vantaggi: esecuzione dei modelli AI in locale e offline, integrazione profonda nel sistema operativo, possibilità di chiedere a Copilot di farsi carico del lavoro e operazioni che solo una macchina con NPU è in grado di supportare. Tutto questo senza compromessi sul fronte di sicurezza e privacy. A quanto pare, la lezione impartita dal lancio fallimentare di Recall è stata utile.

Ciò che emerge chiaramente da questo ennesimo tentativo di convincere gli utenti è un’acquisizione di consapevolezza. Oggi, per l’azienda, in un AI PC non ruota più tutto attorno all’intelligenza artificiale, ma c’è libertà di scelta. Lo si capisce bene quando fa una distinzione molto netta: un computer tradizionale che segue i tuoi comandi oppure un computer in cui l’AI anticipa le tue necessità. Una soluzione 2-in-1, insomma.

Microsoft ha bisogno di monetizzare il suo impegno e i suoi investimenti in questa tecnologia, come tutte le altre Big Tech del resto. E lo può fare in un solo modo, convincendoci della sua bontà. Finora non ci è riuscita, come dimostra l’adozione di Copilot decisamente sotto le aspettative. Deve scontrarsi anche con abitudini maturate nel corso di decenni e che in tanti non hanno alcuna intenzione di abbandonare.

Il tempo e le dinamiche del mercato diranno se la previsione (speranza?) si rivelerà azzeccata. Certo, con la crisi della RAM che sta mettendo a dura prova ogni segmento consumer, forse non è il migliore dei periodi per puntare tutto sul rilancio del settore.

Fonte: Microsoft
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Pubblicato il
20 feb 2026
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