Qualcuno aveva bisogno di un cavo di alimentazione, così nel cuore della notte decise di spegnere il computer più vicino e staccarlo. Peccato si trattasse del primo server Web della storia. Dominique Bertola, vicino d’ufficio di Berners-Lee ai tempi del CERN, ricostruisce l’incredibile storia di quando la prima incarnazione di quel che sarebbe poi diventato il WWW andò offline per qualche ora.

Il primo web server offline per un cavo

L’aneddoto racconta di un Tim Berners-Lee che di primo mattino si aggira furioso tra i corridoi dell’istituto svizzero, in collera dopo aver scoperto l’accaduto. Il responsabile (la cui identità non è mai stata svelata) interrompendo l’alimentazione del suo computer lo ha di fatto scollegato, senza conoscerne l’importanza e senza sapere di affossare così la macchina in cui risiedeva la prima rudimentale forma di World Wide Web (altro che attacchi DDos). A Bertola non è rimasto che cercare di calmare la rabbia del proprio collega, recuperare un cavo dal proprio ufficio e riportare così online il computer NeXT trasformato in server.

Da lì la decisione, presa da Bertola, di appiccicare al computer un etichetta con scritto: “This machine is a server, do not power it down!” ovvero “Questa macchina è un server, non spegnetela!“. È probabilmente allora che sono stati quasi involontariamente definiti i concetti di Always On e Always Connected che oggigiorno impieghiamo in ben altro modo.

"Non spegnete questo computer", l'etichetta appiccicata sul primo server Web della storia

In questi giorni si festeggiano i primi 30 anni del Web. Era il 12 marzo 1989 quando Tim Berners-Lee, basandosi su un suo precedente progetto di inizio anni ’80 (ENQUIRE), inoltrò ai vertici del CERN la documentazione intitolata Mesh e contenente la proposta e le basi dalle quali sarebbe poi nato il WWW che tutti noi conosciamo. Per l’occasione l’istituto ha lanciato l’hashtag #MyWeb30 che raccoglie contenuti sul tema, chiamando a sé tutti coloro che desiderano contribuire e partecipare alle celebrazioni.

Fonte: CERN su YouTube

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