Ora che tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente anche con lo stress da intelligenza artificiale, è una buona abitudine staccare la spina di tanto in tanto, per poi ripartire con la giusta concentrazione ed essere addirittura più produttivi. E lo stesso vale per chi studia. È esattamente ciò per cui è nata PulseWave, un’app che ci ha segnalato in redazione lo sviluppatore Sono Frédéric di High Road Software e che riportiamo volentieri su queste pagine.
Cos’è e cosa fa l’applicazione PulseWave
Tra le funzionalità incluse c’è anche quella che aiuta a concedersi 30 secondi di pausa dopo aver portato a termine un compito, prima di passare a quello successivo. Una sorta di mini-break con respirazione guidata, utile a ricaricare brevemente le batterie. Per provarla non c’è nemmeno bisogno di scaricarla, basta aprire la pagina 30-second reset e premere Begin.
Segui il movimento della sfera con un ritmo respiratorio costante di 5-5 (sei respiri al minuto). Scegli una sessione di reset guidato di 30, 60 o 120 secondi, poi esplora sessioni di respirazione più lunghe quando lo desideri.

La versione completa dell’applicazione include altre caratteristiche, dalle meditazioni al mix di soundscape con i suoi rilassanti che aiutano a rilasciare lo stress accumulato. Qui sopra e sotto un paio di immagini che ne mostrano l’interfaccia.

PulseWave è disponibile per il download gratuito nelle versioni Android (Google Play) e iOS (App Store), con acquisti in-app.
La versione Premium sblocca una libreria più ampia, un creatore di suoni personalizzati, strumenti utilizzabili offline e funzionalità di coaching privato.
Staccare e riposarsi 30 secondi durante le sessioni di lavoro più impegnative può aumentare la produttività. Non solo riduce lo stress, ma aiuta anche a migliorare la concentrazione quando si ricomincia e, di conseguenza, a essere più produttivi. Alla lunga, durante un’intera giornata, la stanchezza mentale può farsi sentire e rendere inefficienti. Ecco perché allontanare lo sguardo dal monitor, fare qualche respiro profondo e, se possibile, magari sgranchirsi le spalle o fare quattro passi, può davvero fare la differenza.