I 53 emoji gender fluid di Google per Android Q

La nuova beta di Android Q introduce, tra le altre cose, 53 emoji etichettabili come gender fluid: i tratti non li definiscono né uomini né donne.

Quanto passiamo in compagnia delle chat ogni giorno? E quanto spesso ricorriamo a un emoji? Per gran parte di noi le faccine sono ormai divenute parte integrante delle comunicazioni online, almeno di quelle informali, elementi ai quali fare affidamento per trasmettere uno stato d’animo o una sensazione senza ricorrere alle parole, facendo leva su una suggestione puramente visiva. Se è vero che le parole sono importanti, lo stesso vale per quei piccoli simboli attraverso i quali veicoliamo messaggi non scritti.

Gli emoji gender fluid di Android Q

Sulla base di questa consapevolezza, Google ha annunciato l’introduzione di 53 emoji che potremmo definire gender fluid, disegnati in modo da non rappresentare tratti identificativi del genere maschile né di quello femminile. Alcuni esempi sono riportati nell’immagine allegata qui sotto: ciò che cambia è di fatto la capigliatura, una via di mezzo tra quella che per influenza culturale siamo soliti associare (spesso erroneamente) a un uomo se corta oppure a una donna se più folta e lunga.

Gli emoji gender fluid disegnati da Google

La questione è già stata affrontata in passato quando al fianco di simboli dalla natura astratta come il primo smile e le sue successive evoluzioni hanno fatto capolino rappresentazioni più realistiche dell’essere umano, inizialmente raffigurate come vicine ai canoni estetici tradizionali di un uomo. Si è così quasi involontariamente associato, ad esempio, le professioni, le forme d’espressione artistica e gli sport all’universo maschile, contribuendo a rafforzare uno stereotipo che invece è bene smantellare e non alimentare. Da lì l’arrivo degli emoji femminili, proposti come alternativa.

Gli emoji maschile, femminile e gender fluid

Ora il gruppo di Mountain View compie un ulteriore passo in avanti, come frutto di una discussione intavolata con Unicode (l’organismo che si occupa di codificare e standardizzare il settore) e attuando una mossa che con tutta probabilità verrà replicata in futuro anche da realtà come Apple, Samsung, Microsoft e così via, affinché gli utenti possano essere certi che i destinatari dei loro messaggi visualizzino esattamente quanto inviato e non una sua conversione che potrebbe risultare fuorviante.

Quel che potrebbe avvenire è che dopo aver assistito a un’evoluzione di emoji ed emoticon che dal semplice 🙂 sono arrivati a replicare in modo più o meno fedele i tratti somatici di una persona, nel nome della neutralità e del rispetto di tutti si potrebbe innescare il processo inverso. Non è da escludere che nel futuro delle nostre chat ci siano meno avatar maschili e femminili a completare i messaggi e più immagini dalla natura astratta, rappresentazioni visive di un concetto senza sesso né genere.

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  • Jack scrive:
    una vita fa, vabbè solo vent'anni fa, le emoticon erano delle palle gialle, ed erano già genderless.......
  • Darth Vader scrive:
    Siamo una civiltà decadente. Non mi stupisce che stiano arrivando le orde barbariche a conquistarci. La storia si ripete.
Fonte: Fast Company
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