In Australia gli emoji sulle targhe delle auto

Da marzo i residenti del Queensland potranno mettere un emoji sulla targa della propria automobile: la novità (per ora) riguarda solo l'Australia.
Da marzo i residenti del Queensland potranno mettere un emoji sulla targa della propria automobile: la novità (per ora) riguarda solo l'Australia.

Nelle applicazioni di chat, nelle aule di tribunale e ora anche sulle targhe delle auto: l’invasione degli emoji non rallenta. Accade in Australia, più precisamente nel Queensland, dove a partire dall’1 marzo i possessori di un veicolo potranno scegliere di inserire una delle faccine solitamente utilizzate online e nelle conversazioni a fianco del codice alfanumerico che identifica la vettura.

Emoji ovunque, anche sulla targa dell’auto

Nel paese, va detto, vige un regolamento differente rispetto al nostro, dove non è possibile personalizzare la targa. Lì già si possono inserire, ad esempio, i loghi della propria squadra preferita o il simbolo della città di provenienza. Un servizio offerto da realtà come PPQ (Personalised Plates Queensland), ovviamente a fronte di un pagamento: un vezzo non esattamente economico, considerando che al cambio attuale la spesa varia da 100 a 400 euro circa.

Ci saranno però alcune limitazioni: non sarà possibile scegliere fra tutti gli emoji in circolazione, ma solo cinque, almeno in un primo momento. Disponibili quello che ride a crepapelle, quello che fa l’occhiolino, quello che indossa gli occhiali da sole, quello con gli occhi a forma di cuore e la più classica delle faccine sorridenti.

Emoji nella targa dell'auto: in Australia si può

Una portavoce del Royal Automobile Club of Queensland, l’ente di motorizzazione del territorio, ha così commentato la notizia a una testata locale.

Da qualche tempo è già possibile supportare la propria squadra preferita o la propria città di provenienza con un simbolo a fianco del numero di targa. Aggiungere un emoji non è differente.

Per capire quanto gli emoji siano entrati a far parte del nostro lessico, del nostro modo di comunicare (complice un utilizzo sempre più diffuso di strumenti come WhatsApp e dei social network), è sufficiente ricordare che nel 2015 l’Oxford Dictionary ne ha scelta una come parola dell’anno: è la già citata faccina che ride con le lacrime agli occhi, tra le più utilizzate nei messaggi scambiati dagli utenti per veicolare l’idea di uno stato d’animo divertito.

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