6.227 decessi per autisti distratti dal telefono

6.227 pedoni sono morti molto probabilmente a causa della guida di un autista distratto dal suo smartphone: sono più pericolosi degli ubriachi.
6.227 pedoni sono morti molto probabilmente a causa della guida di un autista distratto dal suo smartphone: sono più pericolosi degli ubriachi.

Uno studio pubblicato dalla società di analisi Zendrive ha rilevato che gli automobilisti dediti al mobile rappresentano un pericolo maggiore rispetto ai conducenti ubriachi. L’analisi è il frutto dello studio effettuato su una percorrenza di 260 miliardi di chilometri: secondo il rapporto, sono 6.227 i pedoni che sono morti lo scorso anno molto probabilmente a causa della guida di un autista distratto dal suo telefono.

Guida con telefono? Peggio di essere ubriachi

I “dipendenti dal telefono” è una crescente categoria di individui iper-connessi che esibisce un modello di comportamento distratto, differente da qualsiasi altro gruppo di conducenti che guidano in modo pericoloso.

I guidatori che si lasciano troppo facilmente catturare dal telefono risultano più distratti, più pericolosi e più propensi a causare un incidente: questa categoria di conducenti ignora la strada per il 28% del tempo in cui sono alla guida, viaggiano 1,5 volte in più della media e trascorrono 3 volte di più di tempo utilizzando i loro smartphone alla guida. I dati sembrano suggerire la possibilità per cui, passando molto tempo in auto, ci si senta anche più sicuri dei propri mezzi e si tenda quindi ad ignorare la pericolosità della disattenzione: se aumenta il tempo in cui gli occhi sono sul terminale invece che sulla strada, giocoforza aumenta il tasso di pericolosità poiché in caso di emergenza si è sicuramente in ritardo nell’intervento di frenata o di sterzata necessario ad evitare l’incidente.

Telefono in auto: statistiche

L’anno scorso, 6.227 pedoni hanno perso la vita per mano di automobilisti che molto probabilmente guidavano sotto “l’influenza” di uno smartphone. A livello nazionale, i conducenti sono il 10% più distratti rispetto al 2017. I Phone Addicts sono il nemico pubblico numero uno, più dei conducenti ubriachi.

Sebbene il 90% degli intervistati si consideri autista responsabile, il 47% di questi usa i propri telefoni per il 10% o più del tempo in cui guidano. Statistica, a ben pensarci, estremamente esplicita.

Telefono in auto, statistiche

Lo studio di Zendrive rivela anche che i Phone Addicts hanno maggiori probabilità di fare un incidente, frenare il 9% più tardi, tendere a stare troppo vicini al veicolo che li precede e sono il 19% più lenti a ritornare alla velocità normale dopo aver frenato.

Secondo l’AAA Foundation for Traffic Safety, il maggior numero di conducenti ubriachi è in viaggio tra mezzanotte e le 3 del mattino. I dati mostrano che i dipendenti del telefono sono sulla strada ad ogni ora del giorno, con ore di punta durante il periodo in cui la maggior parte della gente è in viaggio, tra le 7:00 e le 18:00.

Sostanzialmente, sia per numero che per tempistica, i guidatori distratti dallo smartphone rappresentano un pericolo maggiore rispetto ai guidatori ubriachi.

Molto si sta facendo su questo fronte sia grazie all’introduzione di interazioni vocali, sia grazie all’interazione degli smartphone con il software dell’auto, sia con altri espedienti che – lungi dall’eliminare la presenza attiva dello smartphone durante la guida – tendono a riconsegnare il tempo e l’attenzione all’utente. Molto rimane però ancora da fare e nel frattempo è fondamentale che siano i guidatori a far propria la consapevolezza sui pericoli in atto.

Dove non arrivano software e consapevolezza, arrivano le sanzioni: in Italia il rischio è crescente, fino alla sospensione della patente, ma all’estero possono essere ancor più gravose. Con ogni probabilità, all’aumentare della consapevolezza del pericolo da parte del legislatore e della parallela disponibilità di soluzioni tecnologiche di compromesso, le sanzioni andranno ulteriormente ad aumentare per dar fondo ad una necessaria “moral suasion” che porti tutti a comportarsi al meglio sulle strade.

In attesa della guida autonoma, ovviamente, che dovrà idealmente togliere dalle strade l’anello debole della catena: l’uomo.

Fonte: Zendrive
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11 04 2019
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