7 miliardi di dollari di biometria

Questo l'investimento americano per scansionare il volto degli stranieri che arrivano nel paese. A cui oggi fanno lasciare anche le impronte. Domani chissà cos'altro. Non mancano critiche e perplessità
Questo l'investimento americano per scansionare il volto degli stranieri che arrivano nel paese. A cui oggi fanno lasciare anche le impronte. Domani chissà cos'altro. Non mancano critiche e perplessità


Roma – Una scansione del volto e la registrazione delle impronte digitali è quanto gli Stati Uniti si apprestano a chiedere a tutti gli stranieri in arrivo nel paese. Un modo di accoglierli piuttosto freddino, da alcuni interpretato come “infastidito”, che da solo però consente alle tecnologie biometriche di affermarsi quanto mai prima: il Governo federale stima infatti che, da qui al 2008, le installazioni di sistemi biometrici per volto, impronte e chissà cos’altro costeranno non meno di 7 miliardi di dollari.

In realtà l’obbligo di catturare questi dati è già partito da qualche giorno ma gli ispettori governativi che dovrebbero applicare la nuova misura presso aeroporti e porti si trovano perlopiù a malpartito per mancanza dei mezzi tecnici necessari. Scanner del volto e delle impronte, tecnologie di database e di sicurezza e altro ancora, infatti, hanno raggiunto per ora solo una piccola parte delle aree interessate.

Il nuovo procedimento di schedatura di chi arriva negli Stati Uniti, in realtà non è che una estensione di quanto già previsto in precedenza. La differenza, però, è che ad una auto-dichiarazione e ad un visto ora si aggiungono strumenti biometrici, dati personali le cui modalità di trattamento sono destinate a suscitare polemiche internazionali. Anche per prevenire questa situazione con il partner più importante e più geloso della propria privacy, l’Europa, gli USA accetteranno senza ulteriori scansionature gli europei dotati del nuovo Passaporto digitale e biometrico in via di realizzazione in ambito UE. Su questo progetto, d’altronde, da tempo l’intesa USA-UE sembra pressoché totale . Va detto, però, che il Passaporto dovrà essere pronto entro il prossimo 26 ottobre: è quello l’ultimo giorno in cui gli USA accetteranno l’arrivo di europei senza visto.

A criticare la misura, però, non sono soltanto i sostenitori della privacy, secondo cui tutto questo è una conferma delle tendenze orwelliane dell’amministrazione Bush, ma anche gli uomini del GAO , il braccio investigativo del Congresso. Il GAO ha infatti analizzato a lungo il sistema finendo per sostenere l’inaffidabilità sostanziale delle tecnologie di riconoscimento del volto, un’accusa lungamente sostenuta anche dall’associazione per i diritti civili ACLU .

L’allarme arriva anche dall’industria del turismo che non solo ha dovuto registrare dall’11 settembre ad oggi un certo calo nei flussi turistici ma che teme ripercussioni serie sul business a causa dell’invasività delle nuove rilevazioni biometriche. La Malaysia, da parte sua, ha già invitato gli americani a recarsi sul proprio territorio: per accedervi dovranno sottoporsi ad approfondita ispezione biometrica…

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06 01 2004
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