A Natale una DSi con schermo maggiorato

Nintendo ha confermato l'imminente lancio di una versione di DSi con schermo sopra i quattro pollici. I consumatori giapponesi potranno acquistarla già per Natale

Roma – Nintendo ha in serbo per i consumatori giapponesi una sorpresa natalizia: una versione di DSi con schermi maggiorati da 4,2 pollici. La notizia, che in un primo momento era stata riportata dal quotidiano finanziario Nikkei sotto forma di indiscrezione, ha trovato conferma ufficiale proprio nelle scorse ore. BigN ha infatti annunciato il prodotto nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Tokyo.

Nintendo DSi LL La nuova incarnazione della pocket console giapponese, a cui Nintendo ha già dedicato una sezione del proprio sito , si chiamerà DSi LL , e sarà lanciata in Giappone il prossimo 21 novembre al prezzo di 20mila yen , pari a circa 150 euro: un costo più elevato di quello che caratterizzò il lancio di DSi. Un portavoce inglese ha inoltre rivelato al sito VG247 che la nuova DSi sbarcherà in Europa nel corso del primo trimestre del 2010 con il nome di DSi XL e un prezzo di circa 170 euro.

La DSi LL sarà venduta in bundle con tre giochi DSiWare installati e due diversi stilo, tra cui uno simile ad una comune penna biro, e sarà disponibile in tre colorazioni: Dark Brown, Wine Red e Natural White.

Potrebbe non essere un caso che la nuova DSi arrivi dopo che le vendite di questa console hanno cominciato a mostrare i primi e significativi segni di cedimento: stando a Reuters , le vendite mensili della piccola console giapponese sono calate di un terzo rispetto ai picchi raggiunti dopo il lancio, avvenuto circa un anno fa.

Nintendo DSi LL

La DSi LL disporrà di due schermi con diagonale di 4,2 pollici, contro i 3,25 pollici dell’attuale modello, una caratteristica con cui Nintendo spera probabilmente di contrastare la crescente concorrenza di dispositivi come iPhone, iPod Touch e Zune HD, che seppure non specificamente dedicati ai videogame, forniscono schermi touschscreen leggermente più grandi di quelli della DSi e sono dotati di un hardware decisamente più potente.

Uno schermo più ampio potrebbe anche fare della DSi un rivale più diretto della PSP di Sony , ma se questa miglioria non si accompagnerà anche un drastico aggiornamento dell’hardware, il gap a livello di performance e qualità grafica rimarrà sostanzialmente immutato. Seppure la DSi abbia aggiornato l’hardware dei modelli che l’hanno preceduta sotto diversi aspetti, per mantenere la piena compatibilità con il passato Nintendo ha preferito apportare solo modifiche lievi, senza stravolgimenti. La nuova DSi dovrebbe percorrere questo stesso binario, rimandando l’aggiornamento hardware ad un eventuale modello futuro.

Di recente sono emerse alcune voci secono le quali la prossima console da taschino di Nintendo avrà per cuore un chip Tegra di Nvidia: ciò significherebbe poter far girare sulla piccola DS giochi dalla qualità grafica paragonabile a quella di Wii.

Sempre stando a Nikkei , Nintendo avrebbe altresì in programma il lancio, in paesi con elevatissimo tasso di pirateria come Cina e Corea, di una versione di DSi più difficile da piratare.

Alessandro Del Rosso

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  • attonito scrive:
    le palle sull'incudine
    mentre il martello e' in mano alfornirore e tu hai mani e piedi legate.Non mi piace.
  • iRoby scrive:
    Sicurezza di Google?
    Miii se hanno dubbi sulla sicurezza di Google, abbiamo sott'occhio invece quella dell'avere tutto su server Windows...
  • Marcello Romani scrive:
    Dubbio...
    Ma con tutti quei soldi non si poteva finanziare una migrazione a GNU/Linux ?
    • iRoby scrive:
      Re: Dubbio...
      Mica così semplice la cosa. Non per GNU/Linux... Ma proprio per la complessità di tutta l'infrastruttura cittadina.Magari Google avrà tutto su Linux, ma la questione non è di piattaforma software/hardware ma di ingegnerizzazione e competenze, unite anche ai costi.In questo modo la municipalità si deve occupare solo dei client. Che a questo punto possono essere anche tutti Linux. O anche i Windows OEM trovati nelle macchine o una open licence di Windows pagata annualmente. Lasciare fuori gestito fuori tutto il lato appliance a chi sa farlo bene ed ha un'infrastruttura solida, a quanto pare costa meno, specie di manutenzione e in caso di guasti.
  • Funz scrive:
    Migrazione
    Indubbiamente migrare le applicazioni sulla Rete è più semplice veloce ed economico che migrare i client a Linux e le relative applicazioni all'open source.L'abbandono di Windows, poi, può comunque avvenire in un secondo momento, non essendoci più il lock-in dovuto a Office.La vedo sempre più dura per MS.
    • Red scrive:
      Re: Migrazione
      hai ragione. MS sta prendendo la strada della gestione lato client, ma a livello di servizi sembra che stia perdendo il treno già da un po!!!
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